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Con zia, tra sogno e realtà
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Con zia, tra sogno e realtà

Dal nostro archivio di AP per i #selezionati abbiamo scelto l'ultimo racconto di un'autrice molto interessante e valida: @guendalinafox Titolo originale: Un estate con zia. Buona lettura. ================================ È un anno ormai che mi tocca assistere ai litigi quotidiani tra mia madre e mio...

sesso italiano
2 anni fa · 5.724 parole · 25 min
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Dal nostro archivio di AP per i #selezionati abbiamo scelto l'ultimo racconto di un'autrice molto interessante e valida: @guendalinafox Titolo originale: Un estate con zia.

Buona lettura.

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È un anno ormai che mi tocca assistere ai litigi quotidiani tra mia madre e mio padre, mi chiamo Stefano ho 18 anni, sono andato a scuola a 5 anni e avrei già dovuto prendere la maturità ma proprio per la situazione familiare ho perso un anno scolastico con disperazione di mia madre e le solite accuse di mio padre, per cui quest’anno mi toccano gli esami. Anche se ho solo 18 anni la natura mi ha donato già di un fisico da adulto, ma mi sono ben guardato da intromettermi nei litigi tra di loro visto che mio padre, da ex rugbista, ha ancora un fisico possente e incute timore, non è mai stato violento, mai alzato una mano su di me o su mia madre ma la sola presenza fisica e il vocione bastano a farti paura! I litigi sono sempre per lo stesso motivo: l’estrema gelosia di mio padre Marco, un uomo di 46 anni, a cui non piace che mia madre, Lucia, 42 anni, vesta sexy per uscire con la sorella single, zia Patrizia una splendida brunetta di 37 anni. Mio padre esce la mattina per lavoro e rientra la sera tutti i giorni dal lunedì al venerdì ma il suo lavoro di rappresentante lo porta a stare molto in giro per la città e nelle città vicine, per cui gli è capitato di incrociare mia madre mentre faceva shopping o una passeggiata con la sorella per le vie della città. Zia Patrizia è una brunetta con un corpo statuario costantemente allenato da ore di palestra settimanali, occhi verdi, un culo perfetto e un seno che sfida la gravità, anche mia madre non è niente male, bionda non naturale (l’ho spiata in bagno ed ho visto il triangolino nero!), un seno prorompente, un culo bellissimo e nonostante l’età, un fisico ancora tonico (dono della famiglia della nonna!!) insomma quando vanno in giro le due sorelle attirano ancora molti, moltissimi sguardi, e non solo, maschili, se ci mettiamo anche un abito sexy, un paio di tacchi alti il gioco è fatto!. Mia madre qualche volta si è sfogata con me giustificando le accuse di mio padre, lamentandosi che con papà non hanno più una vita sociale, non frequentano più i vecchi amici, non vanno a ballare “intendiamoci, a papà piace molto quando mi vesto un po' sexy, con i tacchi alti ma solo quando esco con lui, e ormai non usciamo quasi mai”. E’ domenica e siamo a tavola a cena tutti e tre, mio padre mi chiede “tra quanto hai gli esami?” “tra circa un mese iniziano gli scritti e poi gli orali ma non so quando, certo è che entro luglio finisco” “Bene! Allora facciamo così! se dovessi avere una votazione tra 90 e 100, ti regalo 3.000,00€ per farti un viaggio ad agosto, mentre io e tua madre ad agosto andiamo in crociera” “Ma sei impazzito!” interviene mia madre “Tutto questo ci costerà almeno 10.000,00€” “Lo so! Questi sono i biglietti della nostra crociera” e li appoggia sul tavolo davanti a mamma “quest’anno sono risultato il miglior venditore aziendale ed ho vinto un premio …..appunto 10.000,00€” “Grande papà!”, mamma guarda i biglietti sbalordita “Si amore, abbiamo bisogno di ritrovarci un po', e tu bada che se predi meno di 90 il premio per la promozione diventa un terzo!”. Purtroppo sono stato promosso con 88/100 e per mia sfortuna ho sostenuto gli orali praticamente a fine luglio e pochi giorni dopo si sono saputi i risultati, quindi non ho fatto in tempo ad organizzarmi nulla. “Allora figliolo, complimenti, hai sfiorato la votazione che avevamo pattuito per il tuo regalo per cui ti meriti comunque un premio ecco questi sono 2.000,00€ divertiti quest’estate, poi da settembre si pensa all’università, la settimana prossima io e mamma partiamo, tu dove hai deciso di andare?” “Veramente non ho avuto tempo di organizzare niente, ora sento gli amici e poi vi faccio sapere” Sono tutti già organizzati, chi parte con i genitori, chi ha organizzato un viaggio oltre le mie possibilità, insomma nessuno disponibile per fare qualcosa insieme.

“Allora dove te ne vai di bello? Cosa hai organizzato?” mi chiede mia madre alla vigilia della loro partenza “Veramente non ho organizzato nulla, tutti i miei amici sono già organizzati chi con i genitori, chi parte per un viaggio non per le mie tasche! Pazienza resterò qui e me ne vado al mare!” “Ma dai! resti qui da solo? No! non mi fa piacere, aspetta zia Patrizia mi ha detto che lei ha prenotato per 3 settimane un appartamentino sul mare nel Gargano, sono sicura che sarebbe felice di ospitarti fino al nostro rientro!” l’idea di stare al mare con una strafiga come la zia mi alletta molto ma faccio finta di non voler disturbare “Ma no mamma!, zia Patrizia non avrà piacere di avermi tra i piedi, e poi si sentirà responsabile per me!” “Ma che dici, sarà felicissima di averti! Ma quale responsabile! ormai sei grande, adesso la chiamo e vediamo” Mamma chiama la zia, le spiega la situazione e la zia, conoscendo la situazione tra lei e mio padre, accetta volentieri di trascorrere in mia compagnia il tempo necessario per il loro viaggio.

Mamma e papà partono, il giorno dopo zia Patrizia mi viene a prendere di buon’ora per arrivare sul Gargano verso ora di pranzo volendo approfittare del pomeriggio di sole, zia ha un vestitino corto molto leggero, seduta in macchina lascia le splendide cosce scoperte, cerco di non guardarle ma i miei ormoni sono a mille e l’erezione è evidente nei leggeri pantaloni di cotone, faccio finta di nulla ma mi accorgo che la zia sta sorridendo mentre con la mano tira ancora più su il vestito “hai visto che gran caldo che sta facendo? Neanche con l’aria condizionata si prova refrigerio!” “Si! è vero credo sia una delle estati più calde che io ricordi” Arriviamo a destinazione, zia fa una telefonata ed un signore ci viene a prendere e ci fa strada con la sua macchina, lo seguiamo ….entra in un parco molto ben curato, immerso nel verde composto da tutte villette a due piani massimo, ognuna ben isolata dall’altra e con proprio posto auto, arriviamo ad una villetta nascosta nel verde, scendiamo, “zia hai visto che bel parco?” “si! ho notato, molto ben curato, molto verde e fiori ovunque”, il signore apre il cancelletto pedonale e rivolto a mia zia “Signora! Ho sentito che è venuta con suo nipote, se vuole posso darle l’appartamento al piano terra che ha due camere da letto, oltre al patio esterno e la doccia esterna, i signori che l’hanno prenotato per l’intero mese mi hanno confermato stamane che non arriveranno per problemi personali, quindi se vuole potete sistemarvi anche qui, per me non cambia niente” “Grazie! Si mi piace l’idea del giardino” “venga glieli faccio vedere tutti e due e può decidere in tranquillità” mostrati i due appartamenti, zia sceglie quello al piano terra che è indubbiamente più “casa”, il signore ci consegna le chiavi, ci indica la via per il mare e che una volta scesi nella baia sulla sinistra ci sono gli ombrelloni ed i lettini appartenenti alle ville del parco, ogni ombrellone e relativi lettini riportano il nome della villa di appartenenza, mentre sulla destra c’è la spiaggia riservata agli ospiti dell’hotel e che comunque il bar sulla spiaggia dell’hotel è accessibile anche agli ospiti del parco, consegna le chiavi e va via. Entriamo, ci sono due camere da letto matrimoniali, un bagno grande con una bella doccia, zona tinello-salotto con angolo cottura. “Bella! Siamo stati fortunati che gli altri inquilini non vengano, mi piace che la villetta sia schermata da tutto questo verde, il giardino attrezzato, la doccia esterna ….che dici andiamo a scoprire il mare e a fare un bel bagno!” dice la zia, e va a cambiarsi nella stanza che sembra quella padronale mentre io prendo l’altra. Per arrivare al mare il sentiero attraversa una pineta e poi delle scale fino alla spiaggia, il mare dall’alto è cristallino, il fondale sassoso evita che l’acqua sia torbida per la sabbia, certo la spiaggia di sassolini non è il massimo ma avendo un ombrellone e due lettini dedicati stiamo comodissimi. Zia ha un bikini piccolo, ma proprio piccolo e attira gli sguardi degli uomini e gli sguardacci delle donne, stesa con la schiena al sole si slaccia il reggiseno, mi porge il tubetto di crema protettiva “ti dispiace mettermi la crema sulla schiena? Con questo sole si rischiano bruciature” “certo zia” “e non chiamarmi zia, solo Patrizia” “ok! Come vuoi!” prendo la crema e inizio a spalmarla sulla schiena, zia Patrizia ha una pelle liscia, setosa molto bella, spalmando la crema vedo i suoi seni schiacciati sull’asciugamano, scendo fino all’orlo del costumino “bravo Stefano, oltre a passare la crema mi hai fatto un bel massaggio rilassante, ma dove hai imparato? Continua fino alle gambe!” “Zia è la prima volta che lo faccio, non ho idea pensavo solo a stendere la crema uniformemente!” “La prima volta? Ma non hai la ragazza? Ai miei tempi ci facevamo mettere la crema dai ragazzi e ci divertivamo un sacco a vedere le loro reazioni” “No! nessuna ragazza” intanto le spalmo la crema sui glutei belli sodi, nel movimento rotatorio si aprono leggermente e il “filo interdentale” del suo costumino si intrufola nel solco, quella visione paradisiaca mi provoca un’erezione immediata, mi affretto a spalmarle la crema sulle gambe “zia, vado a fare un tuffo così mi pulisco le mani e mi rinfresco fa un caldo terribile” e senza aspettare la sua risposta mi alzo e corro verso l’acqua sperando che correndo nessuno si accorga dell’erezione, mi tuffo, faccio qualche bracciata poi mi fermo, l’immagine del culo di zia è presente come una foto nella mia mente, l’erezione non accenna a diminuire nonostante l’acqua fresca, non resisto oltre …lo tiro fuori e mi sparo una sega in acqua, calmati i bollori torno sul lettino “tutto bene?” mi chiede zia con aria sorniona di chi la sa lunga “ si certo l’acqua è splendida!” “allora faccio un tuffo anch’io”.

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