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Erotika
Il gigante nero.
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Racconto17 min di lettura

Il gigante nero.

Certo, amore, che puoi averlo! Solo che… come dici tu, è enorme! So bene quanto ti piacciano i maschi black, ma questo… per la miseria, amore, ti aprirà in due?

pennabianca
1 anno fa · 2.4k letture · 3

«Lei è Penelope: amore loro sono le due persone che mia madre ha incaricato di portare le ultime cose per il trasloco.»

Penelope mi guarda e sorride, poi si gira verso di lui e vedo che lo fissa per un lungo interminabile istante; quando lui le stringe la mano, per un attimo temo che gliela possa stritolare, da quanto è grossa rispetto a quella della ragazza. Un pacco dopo l'altro, una scatola dopo l'altra ed una cosa dopo l'altra, tutto viene scaricato e sistemato in ogni stanza; siamo quasi alla fine e ci rendiamo conto che è mezzogiorno; perciò Fabio ci invita a pranzare con loro.

«Per ricambiare la cortesia che ci avete fatto, gradiremmo pranzare con voi. Dovrò solo andare qui, al ristorante affianco, e prendere dei pasti da asporto. Vi prego, fateci compagnia, restate a pranzo, ne saremo davvero felici. Se accettate, avevo in mente di prendere tutto pesce!»

Guardo Omar, che si stringe nelle spalle. Accettiamo convinti che il pranzo sia sicuramente migliore del panino che avremmo consumato, lungo il ritorno. Immediatamente sparisce, lasciandoci solo con la lei. Penelope, per tutto il tempo che siamo stati lì, non ha fatto altro che seguire i passi ed i movimenti di Omar e, quando siamo rimasti da soli, dopo che abbiamo scaricato tutto, lei si avvicina ad entrambi e, con una voce alquanto timidina, ci fa una proposta.

«Sicuramente avrete caldo, sarete sudati; se avete voglia di farvi una doccia, venite con me!»

Trovo la cosa alquanto sensata e così la seguo nel bagno con Omar.

«Questa è la doccia; ora vi prendo dei teli per asciugarvi.»

Mi spoglio e subito dopo mi infilo sotto la doccia; mentre mi sto lavando, sento che la porta del bagno si apre e, con la coda dell'occhio, vedo la ragazza che entra e lascia due teli bianchi, sul lavabo, poi si gira verso di me, mi fa un mezzo sorriso e se ne va. Resto stupito del fatto che sia entrata inopinatamente, sapendo bene che ero nudo sotto la doccia e questo mi incuriosisce non poco. Esco, mi asciugo velocemente ed avvolgo il telo intorno alla vita, fermandolo con un nodo sul fianco. Subito entra anche Omar, mentre vedo la ragazza che ora sta apparecchiando la tavola, poi, mentre mette piatti e bicchieri, ha anche attivato un impianto di filodiffusione con della musica alquanto particolare, che ricorda molto le armonie afroamericane. Pochi minuti dopo, esce anche Omar dal bagno, a sua volta con il telo bianco legato alla vita e ci raggiunge.

«Signorina, sarebbe così gentile da trovarmi una spilla o qualcosa altro per poter tenere chiuso il mio telo, perché, come vede…»

Mentre dice così, il lembo del telo gli sfugge di mano e, di colpo, si trova nudo davanti a lei; io stesso resto lo sbalordito nel vedere le dimensioni del suo membro a riposo! È così lungo che gli arriva a metà coscia: enorme! Non avevo mai visto niente del genere, nemmeno nei film porno. La ragazza lo guarda e rimane a bocca aperta; prima che lui possa far qualcosa, si avvicina a lui e si inginocchia ai suoi piedi; senza dir niente, impugna con entrambe le mani quella enorme colonna di carne nera, munita in cima da una splendida cappella rosa. Omar mi guarda stupito, ed io sono ancor più di lui. Senza proferire nessuna parola, Penelope inizia a passare quella enorme verga sulla sua faccia, sul suo corpo e poi prende a leccarlo, baciarlo con adorazione, quasi fosse una divinità. Basta poco affinché quell'enorme massa di carne, si mostri in tutta la sua fierezza, divenendo un fallo lungo, di sicuro, oltre i venticinque centimetri, appena ricurvo verso destra e con uno spessore impressionante. Imperterrita, Penelope inizia a spingerselo giù per la gola, leccando e succhiando, quasi non ci fosse un domani; vedo che Omar apprezza il magnifico lavoro di bocca, perché socchiude gli occhi ed apre la bocca a sua volta. Improvvisamente si apre la porta ed entra Fabio, con in mano un contenitore in polistirolo, dove, di sicuro, al suo interno, c'è il nostro pranzo, confezionato a quel modo, affinché non perda la sua fragranza e, per un attimo, immagino possa scoppiare un casino; invece lui rimane per un lungo istante immobile, poi appoggia il contenitore e si avvicina alla sua compagna. Lei si gira verso di lui, mettendogli in mostra quello che ormai è diventato un vero e proprio totem.

«Amore, guarda e… è qualcosa che, io… amore, dimmi che non sto sognando. Lo vedi anche tu quanto è grosso? Amore, lo voglio dentro!»

Fabio si abbassa, si inginocchia affianco a lei e, dopo averlo osservato bene, si gira verso la sua compagna.

«Certo, amore, che puoi averlo! Solo che… come dici tu, è enorme! Amore, è più grosso di quanti tu ne abbia mai preso. So bene quanto ti piacciano i maschi black, ma questo… per la miseria, amore, ti aprirà in due?!»

 Omar mi guarda quasi senza capire ed io sorrido, perché ho capito che ho davanti una coppia con lui cuckold e lei fortemente bramosa di maschi black. Fabio si alza in piedi e si rivolge a lui, direttamente.

«Io non so come… voglio dire: la mia donna vorrebbe… ma non è il caso qui, perché il divano è sicuramente troppo piccolo; quindi, se non ti dispiace, ce ne andremo in camera nostra e tu… voglio dire: lei vorrebbe esser chiavata da te!»

Omar mi ha guardato ed io ho esternato un sorriso che era più che eloquente su quanto ci veniva richiesto di fare; poi ho fatto un cenno con il capo e, subito, lei si è alzata in piedi e, tenendo stretto nella sua mano quell'enorme affare, lo ha praticamente trascinato in camera da letto. Quando son entrato, lei era inginocchiata a pecora sul letto e continuava a succhiare quell'enorme verga, mentre Fabio si è inginocchiato dietro di lei e, dopo averla parzialmente spogliata, ha iniziato a leccarle la fighetta. Lei era eccitata al punto che ha preteso di esser subito chiavata, seduta stante.

«Mettilo dentro! Mettilo dentro... Mi sento già di impazzire. Lo voglio tutto dentro!»

Omar si è posizionato dietro di lei, Fabio teneva le labbra della sua fighetta ben aperte e lui, lentamente, ha preso a spingere quell'enorme cilindro dentro di lei, in maniera lenta e progressiva. Dapprima ha preso a muoversi molto lentamente, poi, man mano, ha intensificato la copula ed ha preso a sbatterla e pomparla con un ritmo davvero sorprendente. Glielo spingeva dentro per buona parte e, ogni tanto, affondava tutto il membro fino alla radice, mentre Penelope strillava per il piacere. Fabio ha preso il cellulare e si è messo a fare un video, mentre io mi son posizionato dall'altro lato ed ho offerto anche il mio membro a Penelope, che, per un po' lo ha succhiato, ma poi, eccessivamente sconvolta dal piacere che provava, mi ha abbandonato; così mi son messo a guardare incuriosito dalla scena che avevo sotto gli occhi: Fabio si segava, mentre filmava e fotografava quella monta bestiale. La pompata l'ha fatta urlare per circa trenta minuti. Alla fine, lei, sfinita, si è girata e gli ha urlato di sborrare. Omar si è girato verso Fabio e lui ha affermato che doveva per forza sborrarle dentro per far contenta la sua donna.

«La devi sborrare tutta; lei impazzisce per i black; vuole sentirsi riempire per aver contezza di quanto tu abbia goduto di lei; su, riempila!»

Omar l’ha afferrata per i fianchi ed ha iniziato a pomparla, spingendo solo la metà del suo membro dentro di lei; poi, d'un tratto, ha preso a muoversi molto più velocemente fino a fermarsi di colpo, nel preciso istante in cui lei godeva; è stato a quel punto che ha iniziato a farcire quella bambolina che aveva appena sfondato alla grande.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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