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Erotika
Dei buoni vicini.
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Racconto13 min di lettura

Dei buoni vicini.

scoprire di avere dei vicini MOLTO dotarti è stato bellissimo!

pennabianca
1 anno fa · 1.4k letture · 0

Mi chiamo Giorgio, ho 55 anni, sono di media statura, capelli bianchi, occhi scuri, fisico normale, né grasso né magro. Da 32 anni sono sposato con Maria, che ha 52 anni, di media statura, capelli castani, occhi scuri, un bel seno di una terza misura, che sta su ancora bene ed ha anche un bel culetto, bello tonico e le gambe, anche se non troppo lunghe, sono lisce e ben tornite. Siamo una coppia come tante, che vivono e lavorano, concedendosi di tanto in tanto qualche diversivo. Ammetto che di diversivi io me ne sono concessi abbastanza, considerando il fatto che ho sempre avuto la sensazione che mia moglie, spesso e volentieri, mi cornificava e quindi ho inteso pareggiare il conto. In questi ultimi anni poi, il sesso tra noi era veramente diventato occasionale. Qualche scopata ogni tanto, come si dice "per le feste ricorrenti" o, magari, qualche volta in vacanza. Non abbiamo mai fatto drammi o scenate tra di noi, anche quando era palese il fatto che io o lei, eravamo stati con un altro partner. Abitiamo alla periferia di una grande città e la casa che occupiamo è di nostra proprietà: una piccola villetta a schiera, che ogni tanto necessita di qualche manutenzione. Di recente si è verificata la necessità di dover apportare una piccola modifica tra cucina, salone ed un piccolo ripostiglio; così, un sabato mattina, ho iniziato a spostare tutti i mobili che erano d'intralcio a questo lavoro. Maria era al lavoro, perché lei ci va anche il sabato e, personalmente, non ero per niente entusiasta di dover fare questo lavoro. Dopo una mezz'oretta, che facevo avanti e indietro, ero già abbastanza sudato e anche un po' incazzato, perché ora dovevo spostare un grosso mobile e, sicuramente, da solo non sarei riuscito nell'impresa. Mentre stavo pensando a come avrei potuto risolvere il problema, la mia attenzione è stata attirata da due ragazzi che giocavano a basket sul giardino del mio vicino. Ho riconosciuto Diego, il figlio del mio vicino, che è divorziato da alcuni anni ed un altro di cui non conoscevo il nome. Mi son affacciato al giardino e gli ho chiesto di darmi una mano. «Ciao, Diego! Posso chiederti una cortesia, sia a te che al tuo amico?» Conosco Diego da diversi anni e so che è un ragazzo molto disponibile; infatti si è subito avvicinato alla recensione e mi ha presentato Marco, il suo amico. «Ciao, Giorgio; lui è Marco: cosa possiamo fare per te?»

Gli ho spiegato rapidamente quale era il mio problema e, dopo cinque minuti, erano tutti e due in casa mia; ci siamo messi a spostare non solo il mobile, ma tutto quello che poteva esser d'intralcio per gli aggiusti a farsi. Come già detto, faceva caldo e così indossavo semplicemente un paio di pantaloncini leggeri e anche loro avevano dei pantaloncini da basket. In un momento in cui ero abbassato per prendere una cosa, non ho fatto caso che l'elastico dei pantaloncini, un po' allentato, aveva fatto calare l'indumento, mettendo in mostra il mio culo. Marco che era il dietro di me, si è messo a ridere e se ne è uscito con un'esclamazione mentre mi guardava fisso. «Complimenti, Giorgio, hai proprio un bel culo!» Mi son girato e l'ho guardato alquanto sorpreso, cercando di capire se scherzava o intendeva qualcos'altro. «Ma cosa dici? Che c’è: ti piacciono i culi?» Lui ride, mentre ora si è avvicinato anche Diego. «Anche quelli! E il tuo è proprio un bel culo! Non trovi Diego, che ha proprio un bel culetto?» Resto un attimo basito, perché non avevo mai ricevuto un simile complimento. Diego sorride, mi si avvicina di più. . «Certo che hai proprio un bel culetto. Mi son fatto qualche bella sega quando ti ho visto delle volte in giardino, mentre stavi a tagliare l'erba o facendo altre cose.» Preso un po' in contropiede, son rimasto alquanto sorpreso, ma, nello stesso tempo, anche abbastanza incuriosito. «Un momento, mi volete dire che a voi due piace anche…» Ora Diego è proprio accanto a me e anche Marco si è avvicinato dall'altro lato. «Vedi noi due siamo bisex, cui piace sia la patata che i bei culetti come il tuo. In particolare mi piacciono i bei maschi maturi come te. Ora che abbiamo finito il lavoro, che ne dici di fare una bella doccia tutti insieme?» Stranamente mi è venuto subito duro! Senza dire nulla, ci siamo trasferiti nel bagno principale e, quando i ragazzi hanno abbassato i loro pantaloncini, ho visto che avevano entrambi dei bei fisici asciutti, ma, soprattutto, due cazzi veramente notevoli. Quello di Diego, quasi turgido, doveva esser sulla ventina di centimetri, mentre quello di Marco anche di più. Entrambi di ottimo spessore, sono rimasti un attimo a guardare e, quando ho calato i pantaloni, mettendo in mostra il mio membro già duro, entrambi si son dati un'occhiata, leccandosi le labbra. Anche il mio è un membro di tutto rispetto, poco sotto i venti, ma di ottimo spessore e ha suscitato subito l'ammirazione di Diego. «Lo immaginavo che fossi ben messo! Dai, facciamo la doccia!» La doccia del bagno principale è sufficientemente grande per ospitare comodamente due persone, ma, anche in tre, non eravamo troppo stretti. Ci siamo lavati e insaponati a vicenda, e sentivo i loro membri strusciare contro il mio corpo; nello stesso tempo, le loro mani si allungavano ad accarezzare il mio. Ad un certo punto, Diego si è inginocchiato davanti a me e me lo ha preso in bocca. Contemporaneamente, sentivo la mano di Marco che, dopo aver versato del docciaschiuma, cominciava a lubrificare il mio culo. Mi sono girato e l'ho guardato per un attimo in faccia. «Vacci piano, non sono gay e non l’ho mai preso.» Lui mi ha sorriso, continuando a muovere il suo dito dentro il mio culetto, facendomi sentire una strana sensazione, molto piacevole, mentre venivo continuamente succhiato da Diego. Ha messo una mano dietro la mia testa e mi ha baciato in bocca. Son rimasto un attimo immobile, poi, stranamente, ho sentito il desiderio di rispondere a quel bacio, perché mi stavo veramente eccitando. Siamo usciti dalla doccia, ci siamo asciugati sommariamente, e poi, ormai eccitati, ci siamo trasferiti tutti e tre in camera da letto. Mi son ritrovato a pecora sul letto. Diego dietro di me, mi succhiava e leccava il bocciolo, mentre io davanti, dopo un attimo di esitazione, ho preso in bocca il cazzo di Marco. Aveva un buon sapore, pulito, appena docciato ed un odore piacevole. Lo sbocchino per dieci buoni minuti, mentre Diego mi lavorava il culo. Sentivo che cercava di farsi strada nel mio buco con le dita, mi aveva messo dentro prima uno e poi due dita. Ho scoperto che mi piaceva, godevo mentre succhiavo il cazzo al suo amico, e mi è venuto di pensare a mia moglie, quando lei mi succhiava il cazzo; adesso ero io che avevo un bel bastone in gola. Sempre più eccitato, ho preso a mugolare come una cagna in calore. «mhmm… Sì, mi piace! Mi piace proprio!» Diego si è sollevato ed ho sentito che ha appoggiato la sua cappella sul mio buchetto ancora vergine, ma già abbastanza aperto. Mi son girato e l’ho pregato di fare piano. «Fa piano! Fa piano, perché non l'ho mai preso nel culo!» Lui ha aggiunto altra saliva, poi si è bagnato ancora di più il cazzo e, lentamente, ha cominciato a spingere. All'inizio ho sentito un po' di dolore, allora lui ne ha tirato un po' fuori, poi, lentamente, ha ricominciato a spingere, con movimenti molto lenti, ma gradualmente sempre più in profondità. Lo sentivo entrare ed uscire ormai ritmicamente e provavo solo un senso di pienezza ed una strana sensazione di piacere. Ho cominciato a sentire le sue palle sbattere contro le mie e mi son reso conto che me lo aveva infilato tutto nel culo; stavo godendo come una vacca, mentre continuavo a succhiare il cazzo di Marco. Ho preso a godere come una puttana. «Cazzo, mi piace! Non credevo potesse esser così bello. Scopami più forte! Scopami, che mi piace!» Ora Diego mi pompava con un ritmo sempre più forte, con colpi duri e quasi violenti ed io provavo la sensazione che mi arrivasse in gola. Anche Marco ha preso a scopare la mia bocca più rapidamente e, ad un tratto, ha messo entrambe le mani sul mio capo e ha dato due o tre colpi di bacino e, un istante dopo, ha sentito un ingente quantità di sborra riempire la mia bocca. «Adesso bevi, troia! Prendila tutta questa mia sborra!» Nello stesso istante, anche Diego aveva cambiato il ritmo e, mentre cercavo di ingoiare quella sborrata, ho sentito ondata di calore riempire il mio intestino. Mi stava sborrando nel culo. «Cazzo, che bello! Sfondare un culo come il tuo e riempirlo così, è fantastico!»

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