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Erotika
Addio al nubilato.
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Racconto15 min di lettura

Addio al nubilato.

A pensarci bene, quando mi ricapita un bel cazzone così?

pennabianca
1 anno fa · 1.9k letture · 1

 

Mi chiamo Matteo, ho 32 anni, sono un ragazzo dal fisco sano e tonico, in quanto, dall’età di dieci anni, sono un giocatore della squadra di pallanuoto. Non sono troppo alto, moro, occhi scuri e fra i miei amici sono conosciuto come “il mulo”. Tutto nasce dal fatto che un giorno, mentre eravamo ad un torneo di pallanuoto, mentre aspettavamo il nostro turno per giocare, eravamo fuori dal palazzetto e, dall’altro lato della recinsione, vi era un mulo con il cazzo irrigidito e tutti i miei compagni hanno detto che il mio somigliava a quello. In effetti ho una buona dotazione, non tanto per la lunghezza, poco sotto ai 20 cm., quanto per la circonferenza che è davvero notevole. Da due anni sono fidanzato con Michela, una splendida biondina, alta più o meno quanto me, con delle belle tette ed un bel culetto alto e sodo, che sormonta delle cosce lunghe e ben tornite. Sabato scorso, sono andato a riprendere la mia fidanzata in una nota discoteca della riviera romagnola. Era andata per festeggiare l'addio al nubilato di Simona, una sua amica, la quale è fidanzata con Marco, un mio amico e si sposeranno questo sabato: io sarò uno dei due testimoni dello sposo. Lo conosco da una vita, giochiamo insieme da quando avevamo 15 anni, e siamo grandi amici da sempre, ma, purtroppo, ha un gradissimo difetto: Marco è uno che non sa tenere a freno la lingua. Si è sempre vantato di aver un amico super dotato, con un cazzo enorme, ma, se questa cosa fosse rimasta tra noi uomini, non sarebbe stato un problema, invece lui ha sempre straparlato con tutti, uomini e donne. Gli voglio un mondo di bene, ma questa sua cattiva abitudine, lo ha anche portato a situazioni incresciose. Quattro anni fa, quando ha conosciuto Simona, di lei diceva peste e corna: che era una gran troia, che aveva il culo rotto e la fica sfondata, che l’aveva data a cani e porci. Poi, come recita l'adagio, "chi disprezza, compra", la sorte ha voluto che se ne innamorasse e, adesso, si sposeranno. Dopo un’ora di strada, sono arrivato all'uscita della discoteca e mi son trovato davanti quattro donne, ubriache da far schifo! Erano davvero al limite del coma etilico. Michela, la mia fidanzata, non regge l’alcol e, in più, rispetto alle altre, quando beve è come intontita. Insomma erano tutte in condizioni pietose. «Accidenti, Michela, ma dove siete con la testa? Sei una stupida! Cazzo, in disco ci si va per rimorchiare le puttanelle che non reggono l’alcol ed i ragazzi vanno solo per una cosa sola: scoparsele!» Lei mi ha sorriso ed assicurato che tutte avevano fatte le brave; avevano solo bevuto un po’… solo un tanto.

«A me non importa un cazzo delle altre! A me importa come ti sei comportata tu!» Fortunatamente c'era anche il marito di Lucia, una delle altre due, che ha preso sua moglie Lucia e Carla, ed io mi sono ritrovato con la mia fidanzata e Simona, la futura sposa. Appena salite in auto, si son subito addormentate e, per quasi buona parte del percorso, hanno dormito. Quando eravamo quasi a metà strada, Michela, la mia fidanzata, si è svegliata e mi ha chiesto di fermarmi in qualche Autogrill, perché doveva andare in bagno. Quando son giunto nell'area di sosta, non potevo lasciare Simona da sola e così lei è andata alla toilette da sola. Son passati circa 10 minuti e non la vedevo tornare, mentre Simona, seduta sul sedile anteriore, continuava a dormire tranquillamente. Allora mi son diretto alla toilette, che era posta sul retro della struttura e, dopo una porta, si accedeva ai bagni, sia dei maschi che delle donne. La zona sembrava semi deserta, ho dato un'occhiata all'interno dei bagni delle donne e, d'un tratto ho sentito dei gemiti provenire dall'altro lato, cioè la zona riservata ai maschi. Silenziosamente, son tornato indietro e sono entrato nel bagno degli uomini; ho sentito che i gemiti provenivano dall'ultimo stand in fondo. Mi sono avvicinato piano e la porta era aperta. All'interno c'era Michela, la mia fidanzata, inginocchiata davanti a due tizi, che le stavano facendo succhiare il cazzo, alternandosi nella sua bocca. Sono rimasto sconvolto e, quando uno dei due se ne è accorto, mi ha fatto cenno con la mano di avvicinarmi. «Vieni, fattelo fare anche tu! Questa zoccola lo succhia che è una meraviglia!» Nel mentre mi diceva questa cosa, l'altro teneva la testa di Michela con entrambe le mani e, muovendo il bacino avanti e indietro, le scopava la bocca. Lei succhiava in maniera davvero sconvolgente. Sono stato colto da uno strano sentimento, un misto di rabbia ed eccitazione istantanea e, senza riflettere, ho aperto i miei pantaloni ed ho estratto fuori la mia verga, mentre quello che si stava facendo spompinare era ormai venuto in bocca a Michela. «Bevi, zoccola! Brava, puttanella, ingoia tutto! Manda giù che ti fa bene!» Il tempo di svuotarsi nella sua bocca e subito lui ha lasciato il posto all'altro, che le ha infilato il suo randello in bocca, senza tanti complimenti. Michela ha preso a succhiarlo, poi ha sollevato la mano ed ha afferrato il mio, senza neanche vedere che ero io: era ancora così sbronza, da non rendersi conto che il cazzo che teneva in mano, era il mio! Ha continuato a succhiare quello che aveva in bocca, mentre il tizio ormai si muoveva avanti e indietro scopandole la bocca e, ben presto, gliel'ha riempita di crema anche lui.

«Bevi, puttana! Accidenti, che zoccola! Questa sì che sa succhiare i cazzi!» Ha tenuto ferma la testa di Michela, mentre si svuotava dentro di lei; ho visto le sue guance gonfiarsi, per poi deglutire rapidamente. Il tempo di svuotarsi le palle ed anche lui si è spostato, lasciandomi il posto. Michela si è portata il mio uccello alla bocca senza neanche sollevare lo sguardo e, quando l'ha preso in bocca, ha solo spalancato di più le labbra per accoglierlo dentro. In quel momento eravamo rimasti soli ed io ero furioso, così le ho messo una mano sulla testa ed anch'io ho preso a scoparle la bocca, ma con cattiveria. Mi son mosso avanti e indietro e, senza rendermene conto, perché sconvolto sia dall'eccitazione che dalla rabbia, d'un tratto mi son svuotato nella sua bocca, allo stesso modo che avevano fatto gli altri. Giusto il tempo di schizzare tre o quattro bordate di crema e poi, senza dir niente, me ne sono andato, lasciandola ancora inginocchiata sul pavimento della toilette. La cosa più sconcertante di tutta questa vicenda è che lei non ha mai sollevato lo sguardo per vedere chi fosse dietro al cazzo che stava succhiando. Son risalito in auto e, poco dopo, è tornata lei, è salita a sua volta e, quando le ho chiesto come mai ci aveva messo tanto, la sua risposta è stata molto evasiva: c'era la fila! Ho ripreso la strada e lei si è riaddormentata. Sentivo dentro di me una rabbia tremenda, perché mi chiedevo cosa poteva aver combinato in discoteca, considerando il fatto che le era bastato semplicemente entrare in un bagno per ciucciare tre mazze, senza nessuna esitazione e, soprattutto, senza nemmeno guardare di chi erano. Ancora sconvolto, sono arrivato a casa sua e, prima di scendere, mi ha chiesto di portare Simona a casa. «Amore, pensaci tu a portare a casa Simona, però cerca di farle sbollire un po’ la sbornia. Non farla rientrare in queste condizioni, altrimenti i suoi la crocifiggono!» Poi si è avvicinata a me per baciarmi, ma io non l'ho permesso. «Vai a casa, che puzzi di alcol anche tu e... non solo di alcol!» Lei mi ha guardato un po’ sorpresa, poi, malferma sulle gambe è entrata in casa sua. Simona abita dall’altra parte della città. Per raggiungere casa sua bisogna obbligatoriamente fare il raccordo anulare o, in alternativa, prendere l’autostrada ed uscire più avanti e tornare indietro di pochi chilometri. Io ho preferito la seconda ipotesi, perché è la più veloce. Appena entrati in autostrada Simona si sveglia e mi chiede di fermarmi.

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