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Erotika
L'appuntamento su Tinder
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Racconto10 min di lettura

L'appuntamento su Tinder

"Io credo che il pompino sia la massima espressione dell’amore verso l’organo sessuale maschile." e l'autrice lo dimostra bene.

Linos
2 anni fa · 878 letture · 0

Christian, il mio ragazzo, è spesso fuori città per lavoro e una delle cose che più mi diverte quando è via è farlo eccitare.

Lo torturo, nel vero senso della parola, con foto, video o videochiamate in qualsiasi momento, soprattutto quando sta lavorando.

Se da un lato mi dispiace, svegliarmi nel lettone e non trovarlo accanto a me, mi appaga quella sensazione di vendetta femminile quando gli mando il buongiorno con una foto delle mie tettine, o gli auguro buon pranzo mentre gli mostro in video come mi sgrilletto sul suo cuscino.

Quando è all’estero per più giorni, come in questo periodo, cerco di concentrarmi sullo studio, mi ammazzo di serie su Netflix, ma dopo un po’ vado in crisi di astinenza e ho bisogno di sesso.

Due settimane fa, ad esempio, mi ha aiutata Esther, la mia coinquilina congolese di cui vi ho già parlato. Imbacuccate sotto le coperte a guardare Mercoledì ci siamo fatte un po’ prendere la mano. E la bocca. E le lingue. 

Abbiamo passato la notte a leccarci a vicenda e a strusciarci come due adolescenti, ma è servito. Poi io ho un debole oggettivo per le sue labbra, che quando sono impegnate a mangiarmi la passerina vedo gli arcobaleni nella stanza. 

Così la mattina dopo non ho perso occasione di raccontare a Christian il perché ad un certo punto avevo smesso di rispondergli ai messaggi. Sono stata talmente precisa e meticolosa nei dettagli che ha sentito il bisogno di segarsi mentre ascoltava la mia voce dirgli quanto mi avesse fatto godere la mia amica.

Adoro questo potere che ho su di lui.

Il nostro essere una coppia giovane e molto aperta, poi, ci lascia spazio per delle piccole ed innocenti scappatelle. 

Così un paio di giorni fa, mentre lui era in Germania, io invece ero su Tinder.

Devo dire che sono sempre molto selettiva, e anche quando capita un ‘match’ devo necessariamente chattare un po’, prima di convincermi ad incontrare la persona con cui l’app mi ha abbinata.

Questa volta il ragazzo si chiamava Federico. Dalle foto sembrava il classico ragazzo timido, un viso interessante, capelli ricci e biondini con un paio di occhiali da vista che gli davano un’aria un po’ da intellettuale.

Ci chatto per qualche ora, mi ha subito colpito la sua educazione, il fatto che sapesse coniugare i congiuntivi e anche quel suo non provarci spudoratamente. Uno studente della Bocconi, simpatico e carino. 

Così lo invito per un drink dalle parti di casa mia (cerco sempre un posticino “safe” da cui scappare facilmente se le cose non vanno).

A Christian ovviamente dico tutto, ma senza malizia. In realtà non pensavo di portarmelo a letto subito, diciamo che fino a quel momento mi piaceva l’idea di conoscere una persona nuova e di stuzzicare il mio ragazzo.

Così, ad orario aperitivo, ci incontriamo. 

Federico si presenta porgendomi la mano e sfoderando un sorriso dolce. Camicia azzurra, jeans, casual ma curato. Noto solo in quel momento i suoi occhi azzurri.

Anche io indossavo un paio di jeans, con un maglioncino lilla ed un cappotto lungo, il vento rischiava di farmi volare via.

Un aperitivo a base di vino bianco, chiacchiere e sorrisi. Mi parla poco di lui, così io chiedo. È timido ma si lascia abbastanza andare. Lo metto a suo agio al punto tale che appena il tempo si rende ostile e qualche goccia inizia a cadere, lo invito a salire per continuare la chiacchierata. Sembra un po’ titubante, all’inizio, ma accetta.

Non so se posso avergli dato un’impressione sbagliata, con quell’invito. Forse posso essergli sembrata un po’ frettolosa, a decidere di farlo salire da me, o magari può aver frainteso le mie intenzioni. Ci penso, lungo il breve tragitto verso il mio portone. 

Nel dubbio, giusto per chiarire le cose, in ascensore mi avvicino a lui e mi attacco alle sue labbra. Il ragazzo mi stringe a se e ricambia quel bacio, infilandomi voracemente la lingua in bocca. E mi stringe al punto tale che riesco a sentire la sua eccitazione che cresce in un lampo nei jeans.

Bene, ora devo aver fugato ogni dubbio. Possiamo entrare in casa.

Lo prendo per mano e lo trascino letteralmente nella mia stanza. Chiudo la porta e lo guardo. Lui si siede sul lettone disfatto.

“È la prima volta che mi succede, giuro!” mi dice incredulo.

Mi avvicino a lui e mi siedo a cavalcioni sulle sue gambe

“Anche a me…” mugolo. Bugiarda. Ma intanto torno a baciarlo, perché la sua lingua e quel viso da bravo ragazzo borghese mi stanno accendendo non poco.

Mi infila le mani sotto il maglioncino, le lascia scorrere sulla mia schiena, scopre l’assenza delle bretelline del reggiseno, mi prende per la nuca. E qui ho un brivido.

Io gli sbottono la camicia e scopro con stupore un petto glabro, tatuatissimo e dalla muscolatura definita. Non me l’aspettavo. 

Cos’altro mi nascondi, Federico? Credo che non manchi molto a scoprirlo.

Dopo avermi sfilato il maglioncino e avermi divorato il collo e i capezzolini decido di prendere un attimo in mano il controllo della situazione. Gli sbottono la cintura e i jeans, poi scivolo giù per terra, tra le sue gambe.

Gli sfilo via i pantaloni e i boxer in un colpo solo e libero un cazzo dritto, eccitato, turgido. Dimensioni abbastanza nella media alta, secondo la mia esperienza, molto poco peloso come piace a me, senza curvature. Lo osservo come fosse una bella scultura, poi donando uno sguardo agli occhi del povero malcapitato, inizio a spompinarlo.

Io credo che il pompino sia la massima espressione dell’amore verso l’organo sessuale maschile. Personalmente adoro farli e ci metto tutta la passione del mondo, quando tra le labbra ho il fulcro del piacere di un uomo.

Lui, poi, lo sento che apprezza il trattamento. Mentre la mia lingua scorre sulla sua asta dura come il legno lui sospira angelico. Quando lo accolgo nella bocca percepisco il suo piacere. Muovo lenta una mano sull’asta mentre ritmicamente succhio quella cappella turgida. Con la mancina decido di massaggiargli le palle e di far scivolare il medio verso il suo buco del sedere. Sussulta e si lascia andare in un “aaahhh” che mi eccita non poco. Allora insisto, e lascio che una punta del dito lo penetri nel culo mentre non accenno a smettere di succhiare quel cazzo. 

Prima di andare avanti…

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