Gaia abbassò gli occhi, nonostante Francesco fosse veramente un vecchio amico le sembrava che quelle confessioni, piacevoli e innocue nei momenti di passione, divenissero volgari e colpevoli, raccontate a freddo, in un asettico studio di legale.
– Poi, una volta si spinse oltre: ci incontrammo con un giovane, un estraneo. Facemmo un giro in macchina e, infine, ci fermammo. Lui mi chiese di sedere dietro, insieme a quello. Lo feci! – guardò Francesco con gli occhi pieni di vergogna – Non giudicarmi male, ti prego, l’idea, in quel momento mi intrigava…
Invitò quell’uomo a toccarmi, a prendersi confidenze col mio corpo… con le mie parti intime. Il poveretto non era certo un gigolò, anzi, anche lui era impacciato e timido, credo che a bloccarlo, oltre al fatto che ero un’estranea, fosse anche la presenza di Ciro, che sedeva davanti, imperturbabile. Ma poi l’eccitazione ebbe la meglio: quello mi si buttò addosso, e mi toccò sempre più confidenzialmente le parti intime. Ciro mi aveva fatto indossare una gonna svasata… Fattosi coraggio, iniziò a baciare e a succhiare dappertutto, anche, il mio sesso, diciamo, fino al punto massimo del mio piacere.
L’avvocato si contorse un po’ sulla sedia, faceva del suo meglio per non lasciarsi coinvolgere dal racconto di Gaia, ma non era facile resistere. Il suo membro tendeva a farsi duro e lui accavallava sempre più spesso le gambe, per cercare di controllare l’erezione inopportuna.
– Ciro, spiava tutto dal sediolino di guida, – continuò Gaia – disse: “Perché non ricambi le carezze di…” e fece il nome di quello, ma ora non me lo ricordo. Ero su di giri! Riuscì a convincermi a tirargli fuori il pene, ricordo che era abbastanza piccolo. Quello ovviamente era già molto eccitato. Quando lo liberai dai pantaloni, Ciro mi invitò a fargli il sesso orale… l’uomo non si trattenne e venne quasi subito, in bocca, non riuscii neppure a tirarmi indietro, anzi. Lui, appena iniziò a godere, mi trattenne per la nuca. – Gaia si agitò sulla sedia, imbarazzata. – Ebbene, sai cosa fece, Ciro dopo? Si voltò in fretta e mi baciò, subito. Non ho dubbi, lo sperma di quello lo bevve pure lui, lo fece apposta!
Gaia continuò; spiegò che poi, a freddo, aveva riflettuto su quell’incontro perverso. Al momento le era anche piaciuto ma lei non accettava situazioni così estreme. Da quel momento, aveva fatto di tutto per evitare quel tipo di incontri.
– Ciro, per un po’ cercò di farmi desistere, poi abbassò la guardia e si accontentò di “giocare” tra di noi. Parlavamo sempre di sesso promiscuo, di incontri e di desideri, però si accontentava di farmi foto, piccoli filmati, cose abbastanza innocenti, per una coppia.
Un paio di anni fa, iniziarono le strane visite degli “amici”.
– Ok! – disse Francesco – Capisco, ritieni sempre opportuno che io guardi il “famoso” video?
– E certo, – disse Gaia – se non ti disturba…
– No, no, però devo avvisarti di non crearti false illusioni, difficilmente un filmato ha significato probatorio in Tribunale.
Gaia gli sorrise:
– France’ io voglio solo lasciarlo… il video l’ho portato per farlo vedere a te, per farti capire quanto è subdola la mente di mio marito.
La signora consegnò la chiavetta a Francesco e, pochi istanti dopo, le immagini cominciarono a scorrere sullo schermo.
Il video ritraeva Ciro che, man mano, prendeva confidenza con un uomo sulla quarantina. L’altro era restio, un po’ indeciso ma Ciro lo fece avvicinare a un tavolo e poi su televisore, iniziarono ad apparire immagini della moglie. Erano pose estreme, o pezzi di video veramente porno, girati col marito. Il signore guardava i video rapito, così una volta che Ciro gli aveva abbassato i pantaloni, si eccitò e partecipò attivamente, senza più titubanze, a quella evidente “seduta” omosessuale. Ciro era quello trainante tra i due uomini; si toccarono reciprocamente il membro, dopo qualche minuto, Ciro si inginocchiò per prendere in bocca l’affare dell’altro, che adesso sembrava non aspettare di meglio. Il marito di Gaia si appoggiò al tavolo dello studio, facendo in modo che i video continuassero a scorrere, offrendo le natiche chiare allo sconosciuto. L’altro ebbe di nuovo qualche reticenza; ci mise molto a penetrarlo, si aiutò con le dita bagnate di saliva. Il viso di Ciro si fece contratto, ma solo per poco, superato il dolore, accettava egregiamente le spinte del maschio. Al contrario, adesso era evidente che cercasse di inarcarsi meglio per permettere una più profonda penetrazione. Il rapporto terminò in maniera brutale; l’amico di Ciro si era infoiato e scaricò il suo piacere, dentro, con evidente soddisfazione, sbattendo con forza dietro di lui.
In nemmeno mezz’ora, l’uomo si era fatto Ciro, direttamente in piedi. Ora questi si asciugava con dei fazzolettini e si massaggiava il sedere appena profanato. Anche l’uomo si rivestì, soddisfatto. Adesso la confidenza tra i due era aumentata. L’ospite attese che Ciro, da solo, si masturbasse in fretta, sburrando sul tavolo.
– Quindi me lo prometti: farai del tuo meglio? – disse lo sconosciuto. Nella stanza silenziosa, il microfono aveva registrato fedelmente il loro dialogo.
– Ma scherzi? – rispose lui – E’ interesse mio. Te l’ho già spiegato più volte: Gaia ci sta ma non è rapida come noi, come un uomo intendo… lei ha i suoi tempi, deve “digerire” l’idea, capisci?
L’altro assentì:
– Non vedo l’ora di scopartela tutta… – Ciro non si offese ma prese la volgarità come un complimento.
– Non preoccuparti… hai visto le foto e i video che pubblichiamo, no? Le piace, le piace assai… e credo che anche tu gli piaci. Già stasera le parlo di te… la faccio incuriosire, le racconto come scopi…
L’altro era gongolante e pieno di speranze, aggiunse qualche altra volgarità sulle forme di Gaia e sul desiderio, poco celato, di sodomizzare anche lei.
– Bravo. Hai capito! Hai visto, oggi pomeriggio, come esibiva le cosce? E le calze a rete? Lei sa tutto! Altrimenti perché si sarebbe messa tanto in mostra? E tu le piaci, me l’ha detto prima; già adesso, sono sicuro, sarà pazza di piacere, sapendo che abbiamo fottuto, tra di noi. Magari è pure pentita di non avere partecipato… Sono sicuro, la prossima volta te la faccio fottere in tutti i buchi!
Francesco la guardò ambiguo, poi disse:
– Amica mia, non sarà facile dimostrare che eri all’oscuro di tutto, vedrai. Per il momento, possiamo solo cornificarlo, per vendetta, come ai vecchi tempi… ricordi? – e si alzò, per farle vedere la patta tesa dei suoi calzoni.
Gaia non si stupì, invece, con gesto lento e disinvolto, si fece scorrere le mutande nere lungo le cosce, fino a lasciarle a terra. Le allontanò coi tacchi a spillo poi si avvicinò lentamente al suo vecchio boy friend:
– Cornificarlo? – ridacchiò la donna mentre gli sbottonava la cintura – Assurdo… se gli raccontassi tutto quello che faremo ne sarebbe entusiasta… ma sono stufa: voglio un vero uomo, al mio fianco.
Gaia scese e si accovacciò subito davanti a Francesco.
– Solo una cosa: come hai fatto a filmare tutto così bene? E con una telecamera nascosta, poi? – chiese, mentre iniziavano a bruciargli le tempie.
Gaia, controvoglia, si liberò la bocca, appena riempita dal suo cazzo:
– Telecamera nascosta? – rise di cuore – Ma cosa dici? Mi è bastato chiedere a Ciro… gli ho detto che sarei stata felice di vedere cosa diavolo ci faceva con tutti quegli uomini che venivano a casa. E lui eccitatissimo mi ha fornito tutto il materiale, tutte le riprese che aveva effettuato durante le sedute.
Mi ha detto “Cara, spero che quello che vedi ti renderà felice…” come vedi, ho già cominciato. – e riprese, felicemente, a fare il pompino.
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Redattrice di erotika.app , blogger e Strega Magistra. Vuoi confessare un'avventura o un sogno del tuo "alter ego erotico"? Scrivimi in privato per consigli o pubblicazione. [email protected]
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bello ormai ho difficoltà a commentare senza essere ripetitivo
Troppo gentile e... non preoccuparti un piccolo apprezzamento diventa un grande piacere. Grazie...