Tutto era cominciato come un gioco; avevo scoperto che mia sorella Tiziana si era creata un nuovo accaunt su un sito per incontri, e io ho pensato di divertirmi un po alle sue spalle facendogli credere di essere un suo spasimante davvero interessato a lei.
Si Avete ragione, una cosa da vero stronzo e ora me ne pento e mi dispiace, ma che tuttavia mi ha dato il modo di scoprire quanto davvero poco ci si conosce pur vivendo insieme da una vita.
In genere quando navigo in internet, uso una VPN per non far rintracciare il mio indirizzo IP da eventuali hackers, ma anche per poter agire abbastanza tranquillamente senza essere intercettato da qualche controllo esterno: Lo usavo anche quando chattavo con Tiziana facendogli credere di essere "Mirkos: Io mi chiamo Marco; Che fantasia eh!!!" Un ragazzo spagnolo che era in italia che per motivi di studio; e non avendo molti amici qui passava parecchio tempo al pc cercando di conoscere qualcuno di molto interessante.
Già da subito scoprii il lato gentile e materno di Tiziana, che si prodigava a cercare di essere simpatica dicendomi cose molto gentili e facendomi parlare della mia vita in Spagna e della mia famiglia; costringendomi a invetare delle storie sempre più complicate a volte anche poco credibili, che comunque lei pur capendo che non potevano essere vere, non lo faceva notare dimostrandosi aperta e molto comprensiva.
Io un po di spagnolo lo conosco, ma utilizzando Google, potevo facilmente colmare le mie lacune geografiche e linguistiche per inventarmi una storia plausibile con la quale tenerla al computer.
Ma poi come era ovvio lei cominciò a parlare di se e della sua famiglia; e li cominciai a vedermi con i suoi occhi: Io sono due anni piu anziano di lei, e si può dire che il mio passatempo principale sia prenderla in giro, e li ho capito quanto questo le faceva male, e quanto veramente mi detestasse, arrivando a dire che se io fossi morto in un uncidente, a lei non sarebbe dispiaciuto, e non capiva perché piacessi tanto alle sue amiche pur essendo io tanto stronzo.
Lei avrebbe voluto un fratello che fosse un po gentile e che all'occorenza la potesse aiutare se non proteggere, che la facesse sentire fiera e che non dovesse provare sempre un forte imbarazzo quando per qualche ragione si parlava di lui.
Improvvisamente cominciai a vedere Tiziana con occhi diversi e comiciai a vergognarmi di me stesso e per come la trattavo. Così presi una decisione drastica e definitiva: Dovevo cambiare atteggiamento con lei e diventare il fratello amorevole e premuroso che lei desiderava. Naturalmente da quando mi resi conto che lei mi odiava davvero, smisi di tormentarla e cercavo di non infastidirla in alcun modo. Quando a tavola si chiacchierava o si discuteva, non la interrompevo e ascoltavo ciò che diceva a volte anche condividendo il suo punto di vista o al massimo tacevo. Ogni tanto le chiedevo se gli serviva qualcosa e se potevo aiutarla; ma lei con me era sempre sulla difensiva e alzava la guardia perché di me proprio non si fidava. Così nell'occasione della festa della donna, decisi di sorprenderla. Avevo preso dei fiori per nostra madre, e mi sembrò una cosa molto carina prenderli anche per lei. Non le avevo mai fatto dei regali, almeno non proprio spontaneamente quindi ero incerto se veramente li avesse graditi. Dalle chatt con Mirkos sapevo che lei era molto meravigliata del fatto che negli ultimi tempi mostravo per lei molto rispetto e non la tormentavo più; ma comunque ancora non si fidava e pensava che io la ignorassi semplicemente perchè forse ero troppo impegnato nei fatti miei. Insomma era contenta che la stessi lasciando in pace ma la riteneva solo una temporanea parentesi perché concetrato in altro. Io invece volevo riconquistare la sua fiducia e nello stesso tempo che riacquistasse la sua autostima che per colpa mia aveva perso.
Così la prima cosa che mi venne in mente, fu di comprarle dei cioccolatini e dei fiori, portarglierli per poi invitarla a passare una piacevole serata con me al cinema e poi anche in discoteca. Forse pretendevo troppo e di sicuro quei fiori me li avrebbe sbattuti in faccia, ma era un rischio che volevo correre e comunque se volevo farla uscire dal guscio e aprirsi, dovevo fare qualcosa.
Aveva giá compiuto diciotto anni, e ancora non l'avevo vista con un ragazzo e anche con le sue amiche usciva poco;
Pur essendo maggiorenne e anche se qualche volta c'era gia stata in discoteca, per il semplice fatto che c'ero io nei paraggi, se ne tornava a casa alle dieci quando la festa nemmeno era comiciata senza riuscire a divertirsi, mentre stavolta volevo che lei restasse con me per tutto il tempo che voleva e divertirsi davvero senza temere la mia presenza.
Non nascondo che ero davvero molto in imbarazzo quando bussai alla porta della sua camera con in mano i fiori e i cioccolatini. Era l'otto Marzo, quindi potevo dire che era un regalo per la festa della donna, e lei essendo arrivata a diciotto anni, era anche diventata donna a tutti gli effetti.
La sua faccia esprimeva tanta meraviglia e anche stupore ma nemmeno un ombra di fiducia, e pensava che mi servisse qualche grosso favore da lei e per questo le stavo facendo quei piccoli regali. Comunque anche se con molte riserve si prese i fiori e i cioccolatini e poi molto disincantata mi chiese che cosa davvero volessi da lei. "Mi fai entrare?" Le chiesi gentilmente. Lei guardandomi con occhi incerti, mi fece entrare e a braccia conserte, mi guardava in attesa che io le dicessi qualcosa.
"Senti Tiziana...Lo so che mi ritieni uno stronzo e che non ti fidi di me. Lo capisco e mi dispiace! ma ora vorrei solamente chiudere questo periodo di ragazzino stupido e vorrei invece farti partecipe della mia vita e mi farebbe piacere stasera portarti al cinema a vedere qualsiasi film che piace a te, e poi portarti in discoteca e divertirci insieme per tutto il tempo che vorrai senza che tu ti debba sentire controllata o altro. Se ti va di farlo io sarò felice di stare insieme a te e divertirci insieme, se no io ti do i soldi e tu ci vai con chi vuoi e passi una bella indimenticabile serata.
Nei suoi occhi vedevo tanta sorpresa ma sempre tanta incredulitá e cercava di sicuro l'inghippo.
"Quanto mi vorresti dare per divertirmi per conto mio?" Sorridendo gentilmente dissi: "Fai tu quello che vuoi, peró ricorda che non sono milionario." Lei si mise a ridere e disse: "Ok duecento euro e nessun impegno da parte mia!"
La guardai per un attimo notando nei suoi occhi qualcosa come: "Ti ho fregato stronzo!" E senza ribattere, tirai fuori il mio portamonete, e gli diedi Treecento euro, dicendo: "Tu meriti molto di più Tiziana ma ho solo questi." E glie li diedi lasciandola a bocca aperta.
"No aspetta! Che cosa significa? Perché lo stai facendo? Stai forse male? Stai per morire? Ti vuoi salvare l'anima? Santo cielo Marco che sta succedendo? Non prendermi in giro!!!" Era davvero disorientata e non sapeva cosa davvero pensare.
"Te l'ho detto! Voglio solo cercare di rimediare a tutti i torti che ti ho fatto e anche se é difficile da credere, io ti voglio bene Tiziana."
"Ok! Va bene! Diciamo che ti credo e stasera la passiamo insieme e io mi voglia davvero divertire e mi apparti con qualcuno. Tu cosa farai? Mi controllerai e farai andare via il ragazzo o mi lascerai in pace e mi aspettarai per poi tornare a casa insieme? Pensaci! Io non voglio un guardiano e non voglio che nessuno pensi che sia sotto scorta."
"Si mi pare logico." Le risposi. "Non sará nemmeno necessario dire che siamo fratelli se nessuno ci conosce, solo amici va bene per te?" Lei ci pensò su un secondo, e disse:
"Si va bene faremo cosí. Cosí potrai anche tu divertirti con qualcuna che ti piace. "
"Va bene allora Tiziana preparati per le cinque cosí prima ci andiamo vedere un bel film di tua scelta, poi ti porto a mangiare in bel ristorante alla mano, e quindi in discoteca a fare pazzie per tutta la notte."
Lei ancora poco convinta mi fece un sorriso e io me ne andai. Peró prima che fossi fuori, lei mi disse:
"Aspetta un secondo Marco! Peró se io dovessi sentirmi a disagio e avessi bisogno di aiuto, tu non mi lascerai sola vero? Ecco voglio dire; se qualcuno cerca di esagerare approfittando della mia ingenuitá, tu mi aiuterai?"
