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Marcello, lezioni di corna
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Racconto10 min di lettura

Marcello, lezioni di corna

Da un commento lungo e interessante è nata la corrispondenza ricce di particolari fornita da un caro lettore. Eccola per voi, amici: meditate!

Giovanna Esse
1 anno fa · 974 letture · 0

Ciao Giovanna sono, o meglio, siamo due lettori delle tue storie, intendo mia moglie ed io. Come capirai subito seguiamo con molto interesse, e spesso eccitazione, le confidenze che riguardano i tradimenti e le corna quando si tratta di testimonianze evidentemente vissute. Comunque, come ci siamo detti spesso: o certe storie sono realistiche oppure sei tu che veramente riesci a prenderci letteralmente per “i fondelli”, rendendole tanto veritiere da farci eccitare e godere di queste avventure.

Oggi, come allora (intendo il giorno del nostro matrimonio) siamo una coppia felice e tranquilla, e la nostra complicità ci aiuta moltissimo ad affrontare le normali vicissitudini del quotidiano. Sono 12 anni che stiamo insieme, ci diciamo tutto e tutto ciò che ci accade è affrontato, nel bene e nel male, di comune accordo. Non a caso, queste righe che scriviamo sono il frutto di un divertito e spassionato discorsetto che ci siamo fatti qualche giorno fa ricordando l’episodio che vogliamo condividere. Lo facciamo per gioco ma anche con la speranza che possa piacere a chi leggerà e soprattutto a far capire a tutti, come l’ho capito io, o meglio noi, che il sesso di per sé non è che una delle componenti del vero Amore, che il tradimento va capito, affrontato e, se possibile, interpretato come un ulteriore strumento di “gioco”; lo chiamo così perché per noi i rapporti extra coniugali non sono altro che un momento ludico, che aggiunge passione al fuoco del nostro piacere.

Non osiamo condividere con i nostri conoscenti le nostre gioie proibite, probabilmente non capirebbero e, dopotutto, riguardano solo la nostra intimità segreta, però devo confidarti che molte coppie, sposate da tempo come noi, o sono talmente distanti l’uno dall’altra da vivere nel totale disinteresse oppure sono addirittura separate. Tanto degrado sentimentale spesso ci costringe, e scusa se può sembrare assurdo, a non manifestare appieno il nostro amarci ancora così appassionato e appagante.

La nostra storia

 Dare dei consigli non è semplice perché le situazioni che si presentano sono disparate, anche si si somigliano l’elemento umano cambia radicalmente gli atteggiamenti e le emozioni delle persone.

Ad esempio, non avrei mai immaginato che avere le corna avesse potuto eccitarmi, piacermi, addirittura (all’epoca eravamo sposati da 5 anni) oltre ad essere completamente disorientato, provavo vergogna, se non un senso di colpa, a confessarlo a mia moglie: mi sembrava che, nonostante avessi moralmente ragione, passassi dalla parte del torto comportandomi, nei confronti del tradimento, come un pervertito o chissà cos’altro.

Quando ho scoperto che mi stava tradendo ci sono rimasto malissimo e ne ho sofferto per giorni. Abbiamo litigato di brutto poi ci siamo chiusi entrambi nel silenzio, vivendo in casa come estranei. La situazione sembrava non avere sbocchi se non quello di arrivare a una separazione definitiva.

Comunque, forse per l’amore che aveva legati fino a quel giorno, io non riuscivo più a sopportare i pensieri funesti e la rabbia che provavo, giorno e notte. La fermai in salotto e la obbligai a spiegarmi cosa trovava in lui, il perché si fosse  lasciata andare in quel modo con un estraneo. C’erano problemi tra noi? C’era qualcosa che in me non le andava? Perché non me ne aveva parlato, perché io nemmeno potevo immaginare che mi tradisse visto che mi sembrava felice del nostro matrimonio? Anche se era un problema legato al sesso che, devo ammettere col senno di poi, si svolgeva quietamente e occasionalmente tra noi da almeno 2 anni, perché non dirmelo… perché, visto che ero suo marito, non cercare una soluzione meno umiliante, praticamente insormontabile?

Così mia moglie, seduta di spalle sul nostro divano, messa alle strette iniziò a raccontare come aveva conosciuto l’altro, il suo primo approccio e, finalmente, l’accettazione di un appuntamento decisivo durante il quale lui l’aveva portata in un albergo di periferia.

La incitai: “Cosa aveva, cosa ti eccitava tanto da tradirmi?” e lei si lasciò andare ancora di più, confessandomi che aveva provato solo emozioni forti legate al sesso…

pensare che stava per incontrare un uomo che probabilmente l’avrebbe denudata e poi chiavata le aveva provocato una potente eccitazione, tanto che, già in macchina, si ritrovò con la figa bagnata. Un’altra scossa potente la ebbe quando lui si era abbassato i boxer e aveva visto il suo cazzo, duro ed eretto per lei… aveva il pene grosso, diverso dal mio, con la capocchia completamente fuori, esposta… questi paragoni, queste differenze le avevano provocato brividi indicibili e, per assurdo, sentire che mi stava per tradire fisicamente le creava sentimenti contrastanti, di piacere e anche di colpevolezza nel provare piacere. Mi disse addirittura che arrossì tanto da aver bisogno di correre in bagno a bagnarsi la faccia con l’acqua fresca.

In queste descrizioni si era lasciata andare, forse a confessare si sentiva meglio ma certamente si doveva essere resa conto che mi facevano soffrire… smise, convinta di avere detto anche troppo. Mi supplicava di smettere di fare domande ma io insistevo, pieno di rabbia dentro volevo capire e così, rassegnata, andò avanti forse sperando che una volta che avessi saputo tutto, mi sarei sentito meglio.

Entrò nei particolari: mi sembrava allucinante ciò che le usciva di bocca, come mi stesse raccontando di come fosse stata “rapita dagli alieni”…

Cosa mai mi aspettavo, idiota! Credevo che fossero andati in albergo e si fossero denudati per giocare Monopoli?

Lo aveva preso in bocca? Certo che si, era un normale e piacevole preliminare…

L’aveva posseduta? Ovviamente e ancora sì, certo, a lungo, con soddisfazione e in varie posizioni…

Sesso protetto? E perché mai? Lui era una persona sanissima, normale, quindi… perché privarsi del piacere di introitare il suo sperma. Quante sborrate… e dove? E lei procedeva inesorabile, senza più freni anzi pareva ci trovasse gusto a friggere il mio orgoglio virile ridotto a zero.

“Vuoi saper anche questo? Se è venuto… come, dove… ti piace per caso? Ebbene sì, quella volta mi ha sburrata due… anzi no, tre volte. Sì, tre, esatto.

Prima in figa, sul letto, alla missionaria come fossimo marito e moglie, era eccitatissimo e mi ha fatto il pieno. Ma lui è vigoroso, sai? Non gli è bastato, tra carezze e bacetti me lo ha messo in bocca e tanto si è calmato quando mi è venuto in gola, pregandomi di ingoiare, perché voleva fossi tutta sua…

La terza… anche la terza, Marcellino? Ok visto che vuoi schifarmi come moglie… visto che non puoi capire che tutto questo non c’entra con l’amore, ti accontento: la terza mi è venuto nel culo. Esatto, hai capito bene, proprio nel mio buchetto, perché devi sapere che per una donna, dare il culo è sinonimo della massima eccitazione e donazione di se stessa possibile… ecco… ecco tutto.

Prima di andare avanti…

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