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Erotika
Educata dai vecchi al castigo fisico
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Racconto20 min di lettura

Educata dai vecchi al castigo fisico

Un estremo racconto della sottomissione di una ragazza ai piaceri dei sadici sporcaccioni. Un racconto di Cielo Ramirez tradotto da Giovanna.

Giovanna Esse
1 anno fa · 5k letture · 0

Salve mi chiamo Cielo Riveros, ho 20 anni, sono di carnagione bruna con occhi chiari, sono alta 1,58 m con tette medio-piccole con capezzoli rosa, culo medio, corpo sottile con curve, labbra carnose, con un viso innocente e sensuale.

Un lunedì rimasi fino a tardi in strada per fare delle fotocopie che mi servivano per il giorno dopo, uscii verso le 7:30 di sera e tornai a casa a piedi, non ero preoccupata di uscire tardi era una città relativamente piccola, ma quando stavo per attraversare una strada un furgone nero si fermò e ne uscirono due ragazzi incappucciati, cercai di scappare ma erano più veloci di me, mi misero un panno sul naso che aveva un odore forte che mi fece girare e mi addormentai.

Quando mi sono svegliata ho notato che ero in una specie di cavalletto in un angolo di 90°, ho cercato di muovermi ma le mie mani e i miei piedi erano legati e allungati nell'apparecchio, almeno avevo ancora i miei vestiti che consistevano in gonna nera con quadrati rossi sopra le ginocchia, camicia bianca con maniche lunghe, scarpe nere, calze bianche fino al ginocchio e due codini nei capelli, disperata ho chiesto aiuto ma non arrivava nessuno, in quel momento ho notato che ero in una stanza nera con una buona illuminazione da parte delle luci, Notai che ero in una stanza nera con un letto e alcuni mobili ma ciò che mi spaventava di più erano gli oggetti che erano sparsi per la stanza c'erano fruste, dildo enormi, una specie di pesi, una varietà di palline cinesi e altri oggetti che non riuscivo a identificare. Dopo mezz'ora sentii un movimento e una porta che si apriva seguita da passi, iniziai a chiedere aiuto ma ciò che ricevetti fu un forte schiaffo sul culo che mi fece urlare.

“Zitta puttana, nessuno ti ha dato il permesso di parlare”, sentii quando finalmente si staccò dalla mia schiena e pensai stupidamente che fosse uno solo, ma mi sbagliavo: davanti a me c'erano 6 uomini anziani, alti e nudi, non molto aggraziati fisicamente. Erano sulla cinquantina con i capelli grigi. Portavano una barba di giorni, una pancia prominente e un doppio mento. Tutti i peli del corpo erano ricoperti di peli e non erano grigi, spessi e scuri, un po' grassi e con la pelle chiara, ma ciò che più mi faceva inorridire erano gli enormi cazzi che avevano, nessuno dei quali lungo meno di 28 cm e largo 8 cm, da flaccido, saranno eretti, disperato iniziai a dimenare il culo mentre loro ridevano. “Per favore, lasciatemi andare”, dissi piangendo che mi avrebbero distrutto se mi avessero violentato, ero così piccola. “Piccola puttana, non te ne andrai mai da qui, almeno per molti, molti anni”, disse uno di loro mentre mi impastava forte un seno facendomi piangere.

“Ora risponderai a tutte le nostre domande o ti andrà molto male”, disse mentre mi scompigliava i capelli e io annuivo con orrore.

“Molto bene puttana ora rispondi sei vergine per tutti i tuoi buchi o hai già scopato?“ disse guardandomi seriamente con i suoi occhi neri, io ero spaventata, ma decisi di essere sincera forse così non sarò sverginata” ma lui mi diede uno schiaffo e mi disse “sì puttana”

spaventata mi ricordai che una volta un mio amico mi aveva fatto vedere un video e la ragazza nel video aveva risposto “sì padrone” risposi e a quanto pare avevo capito bene. “ Disse mentre andava verso uno degli scaffali della stanza, mentre un altro continuava a farmi domande. “Prendi pillole o qualche metodo anti-concezionale?”, questa domanda mi rese ancora più nervosa. “Nnnn no maestro” risposi quando mi fece un sorriso macabro. Gli ho detto “Bene, così possiamo ingravidarti più facilmente e diventare la nostra mucca da latte”.

Questi vecchi vogliono ingravidarmi, sono pazzi. “Quanti anni hai” continuava a chiedermi, quando quello che guardava sullo scaffale tornò con una grande borsa di pelle e tirò fuori un paio di forbici, io ero molto spaventata ma decisi di stare zitta e resistere per non farmi male.

“20 anni padrone” dissi rassegnata che quei vecchi mi avrebbero violentata e chissà quando mi avrebbero lasciata andare, pensai con le lacrime agli occhi, mentre l'uomo con le forbici andò da Asia alla mia schiena e cominciò a tagliarmi la maglietta e poi le chiusure del reggiseno per poi distruggerle, quando lo fece gli altri guardarono i miei seni e cominciarono a palparli e pizzicarli mentre cominciavano a dirmi cosa avrebbero fatto di me. “hahaha molto meglio ci piacciono piccole per liberarle bene, per cominciare da questo momento sei la nostra schiava non hai diritto a niente troia, ti comporterai obbediente e sottomessa, ci offrirai tutti i tuoi buchi di puttana per riempirli di latte quando ci piace o qualsiasi cosa, Nessuna risposta, possiamo fare quello che vogliamo con il tuo corpo, se ci disobbedisci ti puniremo come vogliamo, puoi parlare solo quando ti diamo il permesso o ti chiediamo qualcosa e infine ti rivolgerai a noi come padrone, signore o signore ci hai capito troia? ”, dissi mentre sentivo che mi veniva sollevata la gonna e tagliate le mutandine.

“Sì padroni”, risposi. “Oh wow, wow ragazzi guardate che figa stretta c'è qui signori con labbra paffute e un clitoride rigonfio che implora di essere pizzicato e anche senza peli come ci piace una buona figa di una brava ragazza” disse il vecchio che aprì le mie labbra vaginali con le mani al massimo che la pelle morbida dava di sé. La figa di Cielo Riveros era completamente depilata, rosa, bagnata ed emanava un aroma inebriante. Il vecchio si chinò per guardare dentro, e lì vide come le mie pareti vaginali pulsavano e cominciavano a secernere fluidi, mentre gli altri guardavano la mia figa mentre io morivo di vergogna per il fatto che quei porci stavano guardando i miei tesori “”Cazzo, troia, la tua figa sta urlando per il cazzo, ragazzi che ne dite se facciamo delle foto per ricordarci com'è prima di allargare al massimo i buchi a questa troia” disse mentre infilava un dito nella mia figa senza delicatezza e cominciava a muoverlo ‘penso che vada bene e in più registriamo per immortalare questi momenti e mostrarli ai nostri amici per incoraggiarli a scopare con questa donna forse abbiamo gusti simili’ disse mentre le prendeva le natiche e le apriva per vedere il buco vergine del mio culo, mentre l'altro continuava a sditalinarmi la figa con velocità e aggiungendo altre dita a intervalli di tempo che mi provocavano dolore. Ero così eccitata che non riuscii a trattenere un urlo: “Che culetto”, disse e poi mi sputò nel buco del culo e ci infilò un dito. “Hayyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyyy noooooooooo ti prego no” implorai ‘lasciami andare ti ho implorato ti pagherò farò qualsiasi cosa’ disse Cielo Riveros piangendo ‘mi dispiace, bella ragazza, ma questo non succederà’ rispose il vecchio mentre la schiaffeggiava ”ti spiego cosa faremo, io e i miei amici ti scoperemo in tutti i tuoi buchi, e quando ti avremo riempito così tanto del nostro latte che non ci starai più, e avrai i buchi abbastanza grandi da poterci infilare una mano, allora vedremo cos'altro fare finché non ti metteremo incinta, e questo giovedì verranno degli amici a darti altro latte, troia” disse continuando a piangere, quella dichiarazione d'intenti dei suoi stupratori fece sì che la povera Cielo Riveros cominciasse a tremare incontrollabilmente dalla testa ai piedi. Non aveva mai provato tanto panico come in quel momento della sua vita “Povera bambina, e se ti dessimo un po' di latte per farla stare zitta?” disse mentre tirava fuori dalla valigia un bavaglio di lattice con un anello di metallo che le impediva di segarsi la bocca e una benda, e poi me lo mise in bocca e mi bendò “così non mi segherai la bocca e imparerai a piacere senza vedere” disse e poi mi tirò le treccine e mi infilò fino in gola il suo enorme cazzo, che era ancora più grosso quando era eretto, facendomi venire i conati di vomito e procurandomi un dolore enorme che sembrava mi stesse tagliando la gola, mentre ascoltavo il clic della macchina fotografica che fotografava la mia figa e il mio culo, a parte uno che aveva messo le telecamere per registrare “siiii que boquita más rica” disse il vecchio quando iniziò a scoparmi la bocca con movimenti vigorosi,

Cercavo di respirare quando potevo con l'ingresso di quel cazzo disgustoso che puzzava e che sembrava dovesse spaccargli la mascella, ma all'improvviso lo tirò fuori e smise di sentire le sue dita nella mia figa e nel mio culo, pensava che l'avrebbero lasciata, ma si sbagliava: il vecchio voleva romperle la figa con il suo cazzo che per lui doveva essere delizioso e molto eccitante. “Eccomi”, annunciò il vecchio, lasciò una mano ad aprire l'ingresso della mia fica e usò l'altra per guidare il suo cazzo verso quell'orifizio tanto ambito, Cielo Riveros cercò di uscire, muovendosi un po' e urlando come poteva, ma i legacci e il bavaglio glielo impedirono, finché il vecchio pervertito non oppose resistenza alla sua avanzata. Una volta posizionato il glande rigonfio nella fessura della ragazza dai capelli castani, spinse con tutta la sua forza, penetrandola con quasi tutta la lunghezza del suo cazzo. Alcuni centimetri di carne rimasero fuori, e finirono per essere inseriti in quella giovane e umida fica alla seconda spinta. “Hmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm!!!”

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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