- Mmmh... Allora sei una “Rubacuori”... vero?... bella ragazza - le disse Clemente con un ampio e malizioso sorriso. - Beh, io sono uno “Spaccaculo”.
Stranita dal fatto di non riuscire a individuare nella sua lingua madre la parola che sentiva per la prima volta, la giovane rispose con una risatina di piacere.
-Vedrai, piccola puttana compiacente... te la farò pagare per tutte le cose che hai fatto. - Clemente continuò a sentenziare con voce roca ed eccitata:
Immediatamente Clemente la abbassò di nuovo fino a portarla davanti al suo viso, e subito iniziò un bacio feroce come se volesse succhiare l'aria che aveva nei polmoni, le forme di quella figura femminile che aveva in possesso, compreso quel vitino da vespa e i seni completamente sviluppati, erano una provocazione di tale livello che risvegliavano nel buon prete l'irrefrenabile desiderio di possederla senza curarsi del fatto che avesse quattro volte la sua età. Il prete abusivo gongolava toccando e succhiando tutto ciò che vedeva, come se volesse divorarla, facendo sì che la ragazza si contorcesse con il sedere contro il muro e strillasse di piacere al tocco di quelle labbra inquiete e spesse, accompagnate dallo sfioramento di quella barba incipiente che le incideva per un attimo la pelle del viso, del collo e dei seni, durante la lotta la parrucca cadde a terra mentre la ragazza poggiava la testa sul petto villoso del sacerdote cercando di contenere un po' la spaventosa libidine di quell'attacco, e allora Clemente aprì la parte inferiore della tonaca per esporre quella lunga protuberanza nera che appena liberata saltò come una molla puntando al cielo, e in un atto di sfacciata esibizione, afferrando il suo membro nero con una mano mostrò alla ragazza sorpresa la robusta erezione di quel cazzo d'asino dicendole:
- Cosa ne pensi di questo cazzo? Mia cara, ti piacerebbe giocarci a “La notte di nozze”?
Stupita e ammutolita dalla vista delle terribili dimensioni di quel lungo membro nero, così eretto che le vene che lo avvolgevano sembravano voler scoppiare, la ragazza alzò di nuovo la testa, concentrando i suoi occhi intensi su quelli di Padre Clemente.
Subito Clemente la fece rialzare contro il muro e, appoggiando quella massa nera e pulsante sul suo ventre, la premette contro di lei, come se la schiacciasse contro il muro, provocando immediatamente la conseguente reazione di piacere che la giovane non riuscì a nascondere, e avendo accertato il temperamento sensuale della sua ragazza, Clemente la portò su un grande tavolo imbottito di velluto che fungeva da letto, dove la fece sdraiare per meglio apprezzare le prelibatezze che venivano servite sul tavolo, una luce rossastra precedentemente preparata per questo atto dava alla pelle della bella ragazza un aspetto abbronzato molto simile a quello delle più scintillanti star del cinema.
L'affascinante visione che si presentava agli occhi del prete lussurioso, la pulizia di quella pelle e il morbido aroma che emanava, fecero sì che il buon prete non riuscisse più a resistere, padre Clemente si liberò della tonaca e salì immediatamente sul letto, rimanendo sulla giovane per continuare il banchetto che aveva lasciato a metà, Questa volta il prete abusivo si trovava in una posizione imbattibile per dominare la sua vittima che a volte allungava la testa all'indietro, lasciando il collo esposto all'agasajo bestiale di questo prete furioso che, come un predatore affamato che intrappola una fragile vittima, non era disposto ad arretrare di una virgola di fronte a un guadagno così sostanzioso. I gemiti di piacere soffocati e potenti con cui il buon padre grugnì durante il banchetto fecero capire alla ragazza che era stato lui a emettere quei rumori mentre uscivano dalla chiesa.
Una volta soddisfatto l'esigente appetito di Clemente di divorare quelle meravigliose forme con la sua bocca lasciva, si chinò su di lei con le ginocchia appoggiate sul letto ai suoi lati, e con il pollice paffuto accarezzò le labbra rigonfie e sensuali della ragazza, poi inserì l'indice nella sua bocca, sentendo subito il dolce risucchio che lei faceva.
- Hai le labbra più belle che abbia mai visto, ragazza, hai mai succhiato un cazzo? - le disse Clemente in modo volgare.
La ragazza scosse la testa in senso negativo con femminile dolcezza, e allora, tenendo il suo lungo membro nella mano, Clemente le passò l'altra mano sotto la nuca, attirandola verso il suo lungo membro nero; immediatamente, la ragazza chiuse gli occhi e sciolse tutto il suo bel corpo, come se si abbandonasse, mentre vedeva l'oggetto nero avvicinarsi e arrivare dritto alle sue labbra con un'incipiente fuoriuscita che faceva capolino dalla punta. Padre Clemente sapeva bene che la ragazzina era stata educata da Estefania a fidarsi completamente di lui, il che era un buon inizio, perché da quel momento in poi il lussurioso sacerdote avrebbe goduto di lei come non aveva mai fatto prima, quelle labbra sottili e formose sarebbero state presto al suo completo servizio.
L'introduzione non tardò ad arrivare e il lungo membro nero e scintillante di Clemente fu introdotto a poco a poco in quella dolce boccuccia che, a differenza di Estefania, succhiava con grande delicatezza, con grande amore, come se cercasse di fermare il tempo per godersi eternamente quel momento, respirando con calma, Completamente rilassata e senza fretta di arrivare da nessuna parte, la ragazza si godeva ogni movimento, ogni tocco del contatto con quella verga nera caldissima e pulsante, che non smetteva di trasudare gocce di sperma dense e calde, che uscivano continuamente dalla punta dura, e che lei faceva passare nella sua gola.
Dopo un bel po' di tempo, e dopo averle fatto ingoiare innumerevoli micro eiaculazioni, il membro di Clemente mostrava segni di prepararsi a fornire un campione più grande, motivo per cui il buon sacerdote estrasse il suo membro fino a quando la punta dura fu sulle labbra della ragazza. L'intenzione era quella di farle dare un'ultima stretta alla punta di quel cazzo duro, lattiginoso e nero, che era già in condizioni ottimali per l'atto venereo. Il sacerdote cercò subito di ritirarlo, ma la ragazza non era disposta a lasciar andare così facilmente quell'oggetto di adorazione che in qualche modo sembrava trasmettere il piacere della terribile eccitazione che il buon padre stava subendo, così Clemente dovette tenerla per la testa per liberarsene, Dopo di che, Clemente la tirò un po' su in modo da poterla abbracciare con il suo membro eretto premuto contro il suo petto, in quella posizione la ragazza continuava a incollare le sue labbra al petto scuro e peloso di Clemente, provocando il riflesso di suzione in ogni parte che toccava con la bocca.
- Sei la “succhiatrice” ideale che ogni uomo sogna. - Le disse Clemente, mentre la ragazza con gli occhi chiusi succhiava il petto peloso e nero del sacerdote, emulando avidamente il riflesso di un neonato che si nutre.
Non capendo ancora quelle parole provenienti dalla mente contorta e lussuriosa del prete, la ragazza riuscì solo a sorridere e poi a pulirsi le labbra con la lingua, facendo aumentare il fuoco di lussuria già acceso nella mente di quel prete degenerato.
Clemente la sistemò subito sul letto in modo da esporre le squisite rotondità posteriori della ragazza, che si adeguò con grande docilità, sdraiandosi sul letto con il viso sul cuscino e le gambe distese ai lati del prete, e senza ulteriori indugi Clemente le montò sopra per iniziare quasi subito la penetrazione forzata di quell'ingresso verginale.
La bambina cominciò a dimenarsi, rendendosi conto che non si trattava di un atto simulato ma di una vera e propria penetrazione, quando sentì la punta dura e ben lubrificata di quell'enorme cazzo fare sforzi furiosi per entrare, ma padre Clemente non era facile da sconfiggere, e il primo avanzamento della punta ben lubrificata era già avvenuto, facendo sentire alla giovane vittima che l'ingresso di quel cazzo asinino era inevitabile, tuttavia, l'ansia provocata nel sacerdote dal potente impulso di entrare subito era fortemente contenuta grazie a quella ferrea disciplina sacerdotale che era la stessa che egli applicava per astenersi nella paziente attesa del possesso della vittima che aveva scelto, evitando così di farle del male, che prolungava all'impazzata il sospirato momento in cui quell'orifizio immacolato e verginale si sarebbe stretto alla radice del suo enorme cazzo d'asino.
- Ouu... Padre... Mio buon piccolo padre... Ti prego, fai attenzione! - supplicava singhiozzando la ragazzina indifesa al buon padre, mentre allentava tutto il suo corpo in segno di resa.
Eppure Clemente continuò a spingere ancora e ancora, fino a raggiungere la prossima apertura, per poi ritirarsi un po' come se stesse ascoltando le lamentele della sua vittima e ripetere la penetrazione con un po' più di profondità, per non parlare dei diecimila ostacoli che il buon padre doveva superare, e le ripetute implorazioni e richieste di pietà che accompagnavano ogni spinta, non passò molto tempo prima che il prete, vigoroso e ansioso, spingesse con decisione ancora e ancora finché non fu perfettamente incastrato nel bel culo della sua vittima, schiacciandola completamente con il suo corpo pesante.
Fuori, Stephanie stava esprimendo un sottile ma civettuolo sorriso di soddisfazione mentre leggeva un libro, quando le sembrò di sentire dall'interno di quella cantina un impercettibile raglio, che lei sapeva bene essere udito come un potente raglio di vittoria che faceva tremare le quattro pareti di quella stanza.
