Chiara e Leona, si sono conosciute per caso su Facebook una sera d’estate in cui entrambe non riuscivano dormire.
Leona è una donna bisex di circa trentaquattro anni, una vera furia, piena di esperienze e di libido. Nonostante sia sposata, domina completamente il marito e riesce a mantenersi libera, per soddisfare ogni sua scappatella extraconiugale.
Anche Chiara è sposata, ha quarantuno anni. Una vita normalissima, una sessualità quieta … nessuna esperienza omosessuale, mai.
Eppure, quasi per gioco, tra di loro scocca una scintilla del tutto inaspettata, che coinvolge entrambe in una storia virtuale molto intensa …
Una serie di chat estremamente forti provoca una storia che dura oltre sei mesi, coinvolgendo nel gioco, con alterne vicende, anche il marito di Chiara che, per amore, non disdegna di darle carta bianca nelle sue decisioni.
Come tutti i rapporti dove si sprigionano sentimenti forti, le tensioni e gli avvenimenti non mancano, rendendo la storia sempre più intrigante.
A un certo punto Chiara, sotto la pressione del marito, che sospetta che, in realtà, Leona sia addirittura un uomo, si stanca di quell’anonimato così estremo … il gioco si perde in passione violenta e Chiara intima a Leona di presentarsi nel reale. Lei si rifiuta, ancora una volta, accampando mille scuse ma, stavolta, Chiara non ci sta!
La storia finisce … ma Leona non si dà per vinta … di tanto in tanto continua a stuzzicare la sua vecchia fiamma.
Poi, qualche giorno fa …
In risposta alle insistenze di Leona, Chiara scrive:
- Percepire la “tua sofferenza”?
Perché dici così?
Mi sorprendi sempre .... lo so che sei più forte di me!
Eppure dalla tua gentile, cortese, pacata risposta, non traspariva alcuna disperazione
incontenibile.
Non che io ne meriti, ovviamente!
Ciao. -
Leona scrive:
- Strano, molto strano che tu non l'abbia percepita. Non mi sono voluta “stracciare le vesti” per non passare da padrona a schiava, questo no, sarebbe stato andare contro la mia natura, ma questo non vuol dire che sono priva di sentimenti.
La tua lettera piena zeppa di aggettivi negativi, usati contro te stessa, mi ha molto disturbata.
Tu non sei come ti sei descritta anzi, nei rapporti con me, ti sei dimostrata perfettamente il contrario. Non sei né stupida, ne’ infantile, ci mancherebbe.
Rimane un fatto: ognuno reagisce al dolore e al piacere a proprio modo: forse vuoi vedere il mio sangue scorrere per capire il mio dolore?
Ebbene, se è questo che vuoi lo hai già a portata di mano, anzi a portata di e-mail, ti basta non rispondere a questa: dolce, unica schiava della mia vita.
Ignorami … dimostrami ancora una volta che ti disgusto. Stai sicura che la tua indifferenza si abbatterà ancora una volta come una scure affilata sul mio petto.
E’ questo che vuoi?
Col pensiero oso mandarti un bacio carnale, mentre aspetto di conoscere il mio destino di padrona fallita! Leona. -
Chiara scrive:
- Non voglio ferirti, non voglio dolore ... nessuno ha fallito.
Io ti sono e ti sarò sempre amica.
Ciao e sii felice.
A proposito: non temere, non avrei mai potuto diventare una “padrona” …
Lo vedi?
Non sono neanche capace di essere una buona schiava ... figuriamoci. -
Leona scrive:
- QUESTO MI RINCUORA!
BACI.
Leona. -
Leona continua ad indirizzare a Chiara dei brevi messaggi, piccole suppliche, salutini; sempre sperando di ritrovarne l’amore … ferito.
Poi, dopo qualche giorno, Chiara, con la pacatezza di sempre, risponde.
Dalle sue parole però traspare sempre un velo di amarezza per aver giocato tutto, ma inutilmente, per questo rapporto che ha sconvolto le sue certezze di donna matura, adulta.
Chiara scrive:
- Scusami se non sempre rispondo ai tuoi saluti, mi capita di avere così poco tempo, a volte, che riesco a malapena a dare uno sguardo veloce alla mia posta.
Un po’ di rabbia mi assale appena vedo che mi hai scritto qualcosa, non lo nascondo.
Devi perdonarmi, ma non riesco a dimenticare che forse sarebbe bastata una semplice telefonata, solo due parole per chiarire tutto ...
Qualsiasi situazione si celasse dietro il personaggio: Leona.
Te l’ho detto più volte, ti ho implorata:
- Dimmi di te. Dimmi chi sei? Non fa niente qualsiasi cosa si nasconda dietro il tuo profilo … -
Te l’ho fatto capire più volte: anche se sei un uomo, se sei una donna orribile … se sei malata …
Io non posso accontentarti in tutto, come se avessi fiducia totale in Te e poi, appena spegniamo il computer, cominciare ad avere mille dubbi, mille incertezze.
Ma la cosa che più mi ha ferita è che tu hai rifiutato. Perché questo vuol dire che non hai nessuna fiducia in me …
Potevamo giocare a rimpiattino per sempre, parlare di fighe e di leccate … per sempre; nonostante tu sappia benissimo, che è contro la mia natura immaginare di avere un rapporto lesbico.
Però sbandierare i “ti amooo”, “sono tua”, “sei la vita per me, ormai” ... per poi perdermi pur di evitare una semplice telefonata.
Una parola chiarificatrice … una dimostrazione di fiducia.
E da chi poi? Proprio da te, da te che mi "amavi più della vita"?
Ma andiamo … ho quarant’anni, lo sai!
Perdonami, ma se non sorrido di questa situazione, finisce che mi sento ridicola io.
E a questo punto…. proprio non mi va. Non mi va di sentirmi stupida ancora di più…
Buona vita.
Chiara. -
Leona scrive:
- Lascia stare le tue scuse, non è il caso….
Capisco benissimo le tue rimostranze, che posso dire….. se non che hai ragione da vendere.
Sembro un idiota … e forse lo sono.
Internet è un mezzo molto affascinante ma anche molto invadente, di comunicare.
Se non lo si usa con estrema cautela e, nel caso, con la opportuna sincerità, si rischia di farsi e di fare del male; ecco cosa ci è accaduto.
Non ho usato la giusta cautela e ora sono qui a soffrirne quanto ne soffri tu, se ancora ne soffri: perché non sono stata sincera.
Dove ho sbagliato? Semplice. Ero certa, com’è sempre accaduto ( e credimi, in buona fede) che tra noi sarebbe finito tutto, dopo poche mail.
Un classico in questo benedetto mondo virtuale!
Ma le cose sono andate ben oltre: io non mi sono saputa controllare.
Come al solito!
Il sesso ha in me ha una forte componente "sado-masochista": in questi due termini si racchiude tutta la mia personalità erotica.
Chiara io, in te, ho trovato un insieme di comportamenti … un modo di essere e di fare che ha travolto completamente la mia volontà.
Il fascino della tua ingenuità, la genuinità del tuo sentimento, la tua … disponibilità ad accettarmi: come donna, come padrona, cedendomi come una gazzella indifesa, senza remore, senza chiedere nulla in cambio per il tuo “sacrificio” a me, ha travolto la mia volontà.
E così, mi sei entrata dentro come un siluro: colpita, affondata!
Senza che io avessi avuto il tempo di rizzare le antenne, di azionare le “mie difese”. Senza avere la possibilità di proteggermi (e proteggerti) dall’intensità dei sentimenti che ci ha travolte.
Forse un giorno riuscirò a chiamarti, a spiegarti … il perché del mio silenzio.
Forse un giorno qualcuno saprà guidarmi per mano e allora, probabilmente, potrai capirmi.
Per favore non chiedermi altro su questo argomento: ho le mie ragioni, dolorose e sofferte. E’ dura per me non dirti … quando in me ribolle la voglia di averti vicina, presente, dal vivo!
Non pretendo una risposta, però la gradirei, non sai quanto.
Non sentirti ridicola, sbaglieresti di grosso; di ridicolo e squallido ci sono solo le circostanze negative che ci possiedono in determinati momenti della vita.
Non dovrebbe succedere, lo so, ma oggi, per me, è così.
Io continuerò ad amarti, come sempre e non dimenticherò mai la tua dolcezza, la tua sincerità, l’eleganza semplice che sprizzi da ogni parola che scrivi, da ogni pensiero che esprimi.
Sei decisamente disarmante, anche per chi, come me, ha fatto tesoro della sottomissione altrui e ne ha saputo trarre piacere.
Tu sei l’unica donna che amo e non me ne volere se uso ancora questa parola, nonostante il tuo disappunto. E’ che proprio non ce la faccio a trattenermi.
Con vero affetto, la tua Leona. -
E poi …
Leona scrive:
-Amore, ti ho sognata, eri bellissima, gonna blu, camicetta bianca e tacchi a spillo …
buon fine settimana. -
Chiara scrive:
- Ciao, buongiorno.
Non evito mai di risponderti, fin quando posso.
