Il periodo non era dei migliori, lui lavorava alacremente durante il giorno e spesso quel lavoro se lo portava anche a casa per il fine settimana. Era domenica pomeriggio, il giorno precedente lo aveva trovato già alla scrivania quando si era alzata al mattino. Gli aveva preparato il caffè, lui si era fermato giusto per il tempo di berlo e poi si era buttato nuovamente a capofitto nelle sue carte. Stessa cosa per quel giorno. Fuori era ormai buio, lui aveva un’espressione stanca, così lei decise che era arrivato il momento di farlo staccare e riposare un po’, pensando anche alla settimana che doveva venire e alle dodici ore di lavoro che lo avrebbero tenuto fuori casa fino al venerdì.
Bussò alla porta, anche se era aperta, chiese se poteva disturbarlo. Gli occhi di lui si illuminarono e un sorriso comparve sul suo viso. La guardò e lei sentì, come dal primo giorno, un brivido scendere lungo la schiena. Possibile che dopo tanto tempo quell’uomo ancora le provocasse un tale scombussolamento? Appoggiò su una mensola accanto alla scrivania il vassoio che aveva preparato, gli mise delicatamente le mani sulle spalle e iniziò un massaggio leggero mentre si informava sul procedere del lavoro. Sentì le mani di lui sulle gambe per accarezzarla dolcemente, amava il suo tocco. Le sue scesero dalle spalle al petto, tornarono su e scivolarono sulle braccia. Le piaceva molto accarezzare il corpo del suo uomo, toccare ogni centimetro, sentire la forma dei muscoli forti. Le piaceva sentirlo anche così, da sopra i vestiti, ma si gustava al massimo quel corpo quando il contatto era direttamente sulla pelle. Gli dette qualche bacio sul collo, gli disse di aver preparato uno spuntino per spezzare il pomeriggio. Sentendo il calore delle labbra sulla pelle si voltò per baciarla. I loro erano baci appassionati, lunghi e eccitanti per entrambi, come quando erano ragazzi e la loro storia appena cominciata. In un attimo si trovò seduta sulle sue gambe, avvolta in un abbraccio forte e deciso, le labbra incollate, le lingue si rincorrevano e accarezzavano. Le mani di lui si fecero audaci, dopo qualche carezza innocente si diressero verso il seno, il sedere, infine si intrufolarono in mezzo alle gambe. Lei non era mai riuscita a resistergli, ogni volta che le carezze si facevano più ardite si sentiva sciogliere in un lago di desiderio. Si baciavano ancora mentre gli sbottonava la camicia, trovò finalmente il contatto con quella pelle che adorava toccare. Lui si era insinuato sotto al vestito, le gambe nude e quell’intimo di cotone che lo eccitava per la sua semplicità. Quando la mano arrivò a lambirle il sesso attraverso il tessuto, le gambe si aprirono leggermente, un invito silenzioso ma inequivocabile a proseguire, una dichiarazione di desiderio. Si stavano spogliando a vicenda, percepivano ognuno il forte desiderio dell’altro e volevano soddisfarlo appieno. Le sfilò l’abito e lei rimase in sottoveste, seduta sulle sue gambe, lui che la osservava e lei che sentiva quello sguardo accarezzarla con dolcezza e passione.
Ogni giorno aveva voglia di lui come se fosse la prima volta, ogni volta che lo guardava lo desiderava, ma il desiderio si presentava anche solo pensandolo quando non erano insieme. Conosceva il suo uomo, sapeva come farlo stare bene, una delle cose che più la appagava era sentirlo godere e sapere che quel piacere lo stava procurando lei. Fu per questo motivo che scansò le mani di lui che le stavano palpando seno e sedere, si alzò e gli slacciò cintura e pantaloni. Con un gesto gli abbassò abiti e intimo, liberando il pene che ormai conosceva benissimo. Lo prese con la mano, calda e delicata, iniziò ad accarezzarlo lentamente. Guardandolo negli occhi si inginocchiò di fronte a lui, con la testa si avvicinò a quel fallo eretto, la mano calda lo diresse verso la bocca. Socchiuse le labbra, le appoggiò sul prepuzio, si fermò un secondo guardandolo ancora, sorrise e chiuse gli occhi per godersi il momento in cui accolse il pene in bocca facendolo entrare lentamente. Le piaceva sentirne il turgore con le labbra e amava ascoltare il respiro di lui che si faceva più veloce. Iniziò la sua fellatio con il desiderio di sentirlo godere, lui le stava accarezzando i capelli finché il piacere crebbe e la presa delle mani si fece decisa sulla testa, accompagnandola nei movimenti per scoparlo con la bocca. Lui amava la sua bocca, amava la sua lingua, amava vederla mentre si dedicava con passione a quel pene che si faceva duro ogni volta che la pensava o la guardava. La mano morbida lo stava segando mentre la lingua leccava avida ogni centimetro di quell’asta sempre più dura, l’altra mano si insinuò tra le gambe e afferrò i testicoli.
“Sìii… brava…” riuscì a pronunciare con fatica tra un gemito e l’altro.
La eccitava quando le parlava perciò aumentò il ritmo dei movimenti della sua bocca, lui in un primo momento sollevò il bacino dalla sedia, poi le prese la testa con fermezza e cominciò a scopare quella bocca calda e bagnata velocemente, riempiendola finché riusciva a prenderlo. La guardava assecondare il suo piacere e la sua espressione goduriosa lo eccitava ancora di più. Erano due amanti vogliosi, condividevano i piaceri e i desideri, amavano dare e darsi piacere. Erano una coppia meravigliosa. La prese per le ascelle e la fece alzare, adesso era in piedi davanti a lui, la guardava desideroso di gustarla tutta. Mentre la baciava le sfilò la sottoveste, la fece sedere sulla scrivania, le gambe divaricate. Continuando a baciarla, le accarezzò il collo, le spalle, la schiena. Afferrò i fianchi con decisione e la tirò col bacino sul bordo. Lasciò la sua bocca solo per scendere lungo quel corpo che tanto desiderava, la sfiorava con le labbra e con la lingua, finché arrivò ai capezzoli turgidi. Prima li strinse tra le labbra, ascoltò il sospiro di lei e li sfiorò con la lingua. Prese un capezzolo in bocca e lo succhiò avidamente, lo leccò, lo morse con delicatezza. Sapeva che la stava facendo eccitare, sapeva che le piaceva da impazzire. La mano tra le gambe afferrò il sesso con decisione, lei gemette. Scansò lo slip e con il dito le accarezzò le labbra già gonfie per il piacere, si fermò sul clitoride e iniziò un massaggio delicato ma persistente. Lei respirava più velocemente. Il dito si fece spazio tra le carni umide di quel sesso che tanto anelava, aprì le labbra morbide e arrivò all’ingresso del piacere, con decisione entrò completamente. La reazione di lei fu istantanea, un breve e forte sospiro, poi il respiro trattenuto. La schiena si inarcò, i muscoli vaginali si strinsero come a non volerlo più lasciare andare. La stava masturbando in modo deciso, come piaceva a lei. La sentiva bagnata fradicia, cosa che lo eccitava tremendamente e lo faceva venire duro come l’acciaio. Lei si stava donando completamente a lui, perché era sua e voleva che lui ne avesse la conferma ogni volta. Si sdraiò sulle carte che ingombravano la scrivania, aprì ancor più le gambe e con tono perentorio gli ordinò di leccarla, di farla godere con la lingua e con le dita. Lo mandava fuori di testa quando gli parlava in modo deciso, indicando esplicitamente come farla godere. Si inginocchiò, la faccia davanti a quel fiore aperto e bagnato che lo stava aspettando, il dito ancora dentro. Si gustò lo spettacolo per qualche secondo prima di sfilarlo, leccarlo per gustare il sapore di lei e ammirare quel dolce frutto del desiderio aperto.
