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Lo sfigato assai cazzuto
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Lo sfigato assai cazzuto

Il cuckolding è spesso collegato al cazzetto piccolino. E la natura è bizzarra, non basta essere un duro per averlo più... duro.

Adrian
2 anni fa · 2.718 parole · 12 min
623 letture

È appena suonata la campanella della ricreazione che mi si para davanti Pietro, una spanna più alto di me, maglietta attillata a mostrare i muscoli, sguardo sornione… insomma il duro della classe. 

“Tu sei con noi!” 

“Cosa!?” 

“Sei scemo?! Sei con noi a fare quella cosa che ha detto prima la prof” 

“Ah intendi la ricerca di gruppo che ha chiesto la Professoressa di italiano!?” 

“Eh si quella roba lì” 

“Ma noi chi!?” 

“Come chi!? Ma non avevi scelto lui perché è il più intelligente!?” 

Mi volto e alle mie spalle c’è Jenny dovevo intuirlo, la sua “dolce” metà. Mi sforzo di guardarla in viso e basta, mi sforzo di non far cadere lo sguardo su quel seno a stento nascosto dalla canotta stretta… 

“Ma io pensavo…” 

“Bravo inizia a pensare ci vediamo a casa di Jenny questo pomeriggio” 

“Ma io …” 

“Non mi dire, hai Judo!?” Scoppia a ridere e se ne vanno a limonare nel corridoio. Resto inebetito a guardare quel culo fantastico smanacciato dalle mani dell’energumeno fino a che non scompare dietro la porta. 

Speravo di poter fare la ricerca con Luca e Marco come sempre, certo anche loro non posso chiamarli amici però… siamo una buona squadra, io il cervello, Luca svelto con il computer e Marco pratico ed efficiente, invece… Quei due… So già che mi toccherà fare tutto a me e loro passeranno il tempo a baciarsi e fare chissà cos’altro. 

Devo trovare una via d’uscita… la luce del neon viene coperta improvvisamente da qualcosa… “Non ci pensare neppure ad inventarti una scusa!” Il tono è a dir poco minaccioso, ok non ho vie di scampo. 

—

Jenny mi apre la porta di casa scalza, con un toppino che mette in risalto le tette e un paio di shorts minimi, è sorridente, bellissima senza il trucco pesante che usa per venire a scuola e con i capelli raccolti con una semplicissima molletta.

“Pietro arriva tra un po’, mettiamoci subito al lavoro, che poi lui…”. Ci mettiamo al tavolo, io tiro fuori i libri che mi sono portato da casa lei il suo computer nuovo fiammante e siamo subito operativi. 

Mi stupisce, è brava, intelligente, ma perché a scuola va così male!? 

“Che c’è!?” Devo essermi incantato. 

“No niente, ma non capisco…” 

“Sei come i miei genitori, stai pensando che sono intelligente, che se studiassi di più sarei bravissima a scuola e bla bla bla!” 

“Sssii lo ammetto, pensavo a questo” 

“Io studio, ma non mi interessa che voto prendo a scuola, io studio quello che mi pare quando mi pare” 

“Ok discutibile ma va bene, perché ora invece ti stai impegnando!?” 

“Perché mi dispiacerebbe se per colpa di quel prepotente di Pietro prendessi un brutto voto!”

 “Grazie lo apprezzo molto e questa versione di te mi piace tantissimo!” Arrossisco immediatamente consapevole di cosa ho detto, le orecchie mi scottano mentre lei mi guarda seria. 

DIN DON 

“E’ Pietro, lui… non è come credi” corre verso la porta felice. 

Salvato da Pietro chi l’avrebbe mai detto!? Già sulla porta, lei gli butta le braccia al collo e iniziano a baciarsi come se non si vedessero da mesi, le sue mani a percorrerne il corpo sinuoso, bellissimo, fino a piazzarsi sulle chiappe per stringerle, strizzarle. Lei è in punta di piedi, lui gli stringe le chiappe, i calzoncini si insinuano tra le chiappe, lo spettacolo di quei piedini sottili, quelle gambe lunghissime, quelle chiappe che compaiono prepotentemente… ho un’erezione da paura, faccio in tempo a sistemarmi i calzoni prima che si voltino verso di me. “E’ stato bravo il ragazzo!?” 

“Certo, abbiamo iniziato e siamo già a buon punto!” 

“Bravi” 

Vengono a sedersi al tavolo e cerchiamo di andare avanti nel lavoro, ma Jenny è tornata quella di sempre e Pietro sembra avere gli ormoni a palla. Non vedo le sue mani sotto al tavolo, ma dai movimenti e dagli urletti, che a volte scappano a lei, credo di sapere cosa stiano facendo.

Sono in imbarazzo, mi sento di troppo e mi sto … arrabbiando. 

“Sei vergine?!” 

“Ma cosa…!?” scoppiano a ridere entrambi 

“Hai mai visto una tetta!?” con una mano sta abbassando lentamente la spallina del top di Jenny che ridacchia. 

“Non mi sembra il caso…” lentamente il top scivola sulla pelle abbronzata fino a fermarsi al limitare del capezzolo, il seno, quel meraviglioso seno è quasi del tutto scoperto. Devo essere paonazzo, lei mi guarda seria mentre lui ride sguaiato. 

“Forse è il caso che io vada” inizio a raccogliere i miei libri. 

“Perché non ti piace Jenny!?” 

“Sì no cioè…” 

“Sei forse gay? Preferisci questo!?” si alza di scatto, l’uccello già fuori dai pantaloni della tuta, duro e teso. Vedo il braccio di Jenny scattare, forse per fermarlo, forse perché la sua mano era proprio lì sopra poco prima. 

“No io…” 

“Dai quattrocchi preferisci le tette di Jenny o il mio uccello!?” abbassa del tutto il top di Jenny mettendo in mostra un seno davvero notevole, mentre fa l’elicottero con il suo uccello. 

“Io…” 

“Io, io, io …” ride sempre più forte.

“Preferisco lei, anche perché…” questa volta è lei a scoppiare a ridere mentre si copre il seno, lui rimane di gesso. Ancora una volta devo essermi tradito con l’espressione della faccia. Lui inizia a gonfiarsi tutto, il viso diventa rosso peperone, ci manca solo che esca fumo dalle orecchie. 

“Dai andiamo di la, lascia stare questo sfigato!” si è messa davanti a lui e lo sta spingendo verso il corridoio, verso la sua camera, lui è furioso indeciso tra lo spaccarmi la faccia e le tette di Jenny. 

“Dai lascialo stare, tu hai me, stai tranquillo” scompaiono otre la porta. 

Io finisco di mettere via i libri, prendo un foglietto e scrivo due righe prima di andarmene. “Se proprio devo scegliere però preferisco la Jenny di prima” 

Nell’ascensore scoppio a ridere ripensando al quel cazzetto che fa l’elicottero, chi l’avrebbe mai detto che quel prepotente, pallone gonfiato, avesse quel cosino tra le gambe. Avrei voglia di sputtanarlo a scuola, rendergli pan per focaccia per tutte le angherie subite, ma poi mi torna in mente Jenny, bellissima ed intelligente, chi l’avrebbe mai detto…

Trovo la Jenny studiosa molto più eccitante di quella sexy e provocatrice… com’è finita a stare con quel energumeno? Non di certo per le doti amatorie! Continuo a ridacchiare fino a che non arrivo a casa. 

— 

Il giorno dopo a scuola mi rendo conto che tira una brutta aria, Pietro mi guarda con gli occhi duri, mentre Jenny è più melensa del solito, cerca di distrarlo, devo stare attento a non rimanere nella stessa stanza da solo con lui. Durante l’ora di matematica mi arriva un bigliettino, è di Jenny. “Ci vediamo domani pm da me, oggi cerco di farlo calmare, scusa per ieri” Mi volto a guardala, ha occhi solo per lui, gli accarezza una mano mentre lui continua a guardarmi male, non mi stupirei di vederlo ringhiare e sbavare come un doberman arrabbiato. Aggiungo una riga sotto al suo bigliettino e lo rimando al mittente. “Ok per domani, oggi ho judo!”

—

 Il giorno dopo sono puntualissimo davanti alla sua porta di casa. Jenny mi apre “vestita” con un vestitino davvero mini, scollatissimo e cortissimo, vede il mio sguardo. “Scusa ma è caldo” 

“Scusa tu per il mio sguardo, non ho resistito” mi guarda stupita. Come l’altro giorno lui non c’è ancora, ma sappiamo entrambi che arriverà a rovinare tutto. Lavoriamo veloci ed efficienti, siamo in sintonia, lavoriamo bene insieme, abbiamo anche tempo per qualche battuta e scherzare un po’. È anche simpatica oltre che bellissima ed intelligente! Come ho fatto a non accorgermene in 5 anni!? 

Ma la nostra bolla di pace esplode con il suono del campanello. Vedo il suo volto cambiare, la postura, i movimenti, è un’alta ragazza quando va ad aprire la porta al suo uomo. 

Pietro entra furibondo, lancia la sacca sportiva sul pavimento. “Abbiamo perso!” 

Lei cerca di baciarlo, stringerlo, calmarlo, ma lui non riesce a fermarsi è un ciclone di parolacce e bestemmie mentre pesta per terra come un bambino. 

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