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Erotika
La storia di Marco - Parte 2
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Racconto19 min di lettura

La storia di Marco - Parte 2

Se non avete letto la parte 1 vi consiglio di recuperarla. Marco deve scontare un tradimento.

Alphamaster
2 anni fa · 551 letture · 0

Passarono diversi giorni senza che io sentissi più niente da lei, e poi altri ancora... e alla fine erano due settimane e temevo davvero che non volesse più saperne. Non volevo pensare a cosa mi aspettava, cercavo di allontanarne la mente, ma l'idea di essere costretto a questa tortura mi distruggeva, vivevo con il mal di testa, prendevo "moment" come caramelle, dormivo e mi svegliavo sudatissimo senza ricordare cosa avessi sognato, la mia vita era un inferno in quei giorni.

Poi arrivò il suo messaggio: "Giovedì sera alle 21 vieni a ritirare le corna, non portare la tua roba perché non sono per niente convinta che supererai la prova, se non sarò convinta tu te ne tornerai in albergo e divorzieremo". Era Martedì, ancora due giorni. Due giorni infernali, ma ero deciso a riprendermi mia moglie, mi fosse costato la dignità e la salute o qualsiasi cosa.

Il Giovedì presi un giorno dal lavoro, non riuscivo a concentrarmi su altro che quello che mi attendeva. Come dovevo vestirmi? Non che avesse importanza, tanto avrei dovuto sedere nudo.. cosa portare? Alla fine decisi di andare elegante. Mi preparai in modo maniacale, capello curato, peli del corpo rasati (ero deciso a fare bella figura in confronto a ... "quello" che mi avrebbe scopato la moglie. Volevo essere più attraente di lui. Volevo che se possibile fosse lui a sentirsi inadeguato. Acqua di colonia, intimo nuovo di pacca, vestito di fresco di lana grigio, camicia bianca senza cravatta, scarpe nere di cuoio, insomma, cercai di essere al meglio possibile, e per farle capire che accettavo quel che sarebbe successo portai del vino bianco che sapevo per certo che lei avrebbe bevuto con "lui" e non con me, ma volevo farle capire che quello che stava per fare aveva la mia benedizione, il mio "OK". Speravo solo di essere capace di rimanere in silenzio, era stata chiara: "Neanche un singhiozzo".

Salii in silenzio con qualche minuto di anticipo e rimasi in disparte e in ombra al piano di sotto. Volevo suonare il campanello alle 21 esatte, ne un secondo prima ne uno dopo, e ci riuscii. Lei mi venne ad aprire con una vestaglia di pizzo nero che non avevo mai visto e che rivelava molto più di quanto nascondesse. Anzi, per la precisione non nascondeva niente. Quello che non si vedeva dalla generosa scollatura e dal vertiginoso spacco sulla gamba si vedeva in trasparenza, vedevo i suoi capezzoli eretti e la sua vulva depilata, sembrava una dea. Le porsi il vino, e lei guardò l'etichetta, e senza neanche salutarmi disse "aprilo". Lo feci, era ben fresco a temperatura di cantina (avevo calcolato bene i tempi con il frigo) e presi il vassoio sul quale misi due bicchieri e la bottiglia aperta. "Lo porto in camera?" le chiesi. Lei annui e mi fece strada, quando girai l'angolo sorpassando la soglia ebbi un paio di sorprese.

"Lui" c'era, ed era Guido, un collega di ufficio! Mi si seccò la bocca, era un colpo basso, non sarebbe rimasto tra noi e uno sconosciuto che non avrei mai più rivisto, avrei vissuto gomito a gomito tutti i giorni dal Lunedì al Venerdì con l'uomo che mi avrebbe scopato la moglie! Non avrei mai e poi mai potuto dimenticare questa cosa, e capii che era proprio quello che lei voleva. Lui mi salutò con un sorriso sarcastico prendendo il bicchiere nel quale avevo versato il vino, e alzandolo in un brindisi ironico verso di me, per toccare poi il bicchiere con quello di Manuela, che rispose sorridendogli.

Ho parlato di "due" sorprese, la seconda era che oltre allo specchio sul comò e quelli sulle ante dell'armadio che avevo sempre visto adesso c'erano anche un grande specchio sul soffitto sopra al letto e uno sull'ultima parete libera. Ovunque guardassi li avrei visti scopare, senza scampo. Sul comodino c'erano dei sex-toys (con me non ne aveva mai voluti comprare), un fallo vibratore rosa molto realistico e un plug anale nero, e del lubrificante intimo della Durex. La cosa mi disturbava, con me non aveva mai voluto fare giochi anali ne utilizzare altri giocattoli. Era decisa a farmi più male possibile a quanto pareva, eppure vedere degli accessori per adulti e immaginarla usarli (che era sempre stato il mio sogno) mi stava già causando una erezione.

"Spogliati, metti i vestiti accanto alla sedia e siediti. Come ti ho detto non voglio sentire ne una parola ne un singhiozzo. Zitto!" mi disse indicando la sedia che normalmente stava accanto al letto ospitando i vestiti quando ci coricavamo, e che adesso era ai piedi del letto, a non più di mezzo metro dal materasso. Non mi restava che ubbidire, ma la cosa che mi stava facendo davvero male era che mi sarei dovuto mostrare con il membro eretto per il pensiero di cui vi ho appena accennato.

Ad ogni modo non avevo scelta, potevo solo adeguarmi alle richieste di Manuela e mettermi nudo sulla sedia. La mia "attrezzatura" non è niente male, ed era in discreta erezione, anche da seduto svettava in modo piuttosto evidente, e io mi accorsi che sia mia moglie che Guido erano rimasti piuttosto sorpresi.

Posati i bicchieri di vino cominciarono a baciarsi, e lui continuava a far scivolare le mani sul corpo di mia moglie accarezzandole la schiena scendendo fino alle natiche, risalendo dai fianchi per arrivare a sostenerle e accarezzarle i seni per poi riscendere sul ventre, passare sull'ombelico e arrivare poi al monte di venere e tra le cosce che lei teneva appena aperte, quel tanto che bastava per arrivare alle grandi labbra della sua vagina. Manuela sembrava veramente godersi il tocco del mio collega, ansando già tra un bacio e l'altro.

Lui le aprì la vestaglia di pizzo slacciando il fiocco che la teneva chiusa e i due lati ricaddero ai fianchi di lei, scoprendone il bellissimo corpo che adoravo e che mi aveva sempre eccitato anche al solo pensiero; il mio corpo reagì aumentando ancora l'erezione che mi tormentava. Manuela mi guardava spesso, potevo supporre che lo facesse per controllare che non distogliessi lo sguardo o che chiudessi gli occhi. Senza la barriera di trina nera tra le sue mani e il corpo della donna che amavo aveva modo di accarezzarla in modo ancora più intimo e mirato a farle provare piacere, facendole rovesciare la testa all'indietro per il godimento per qualche secondo.

"Aspetta" disse lei al suo amante, staccandosi per il tempo necessario a cominciare a sbottonare la camicia di lui, che la lasciò fare: l'indumento cadde a terra alle spalle dell'uomo, e lei si dedicò alla cintura, aprendola senza fretta e dopo qualche secondo furono i pantaloni a finire a terra, lui se li lasciò sfilare alzando prima un piede e poi l'altro rimanendo in boxer neri e calzini neri (che pessimo gusto, avrebbe dovuto togliersi per prima cosa i calzini, come facevo io), lei tolse anche questi ultimi lasciandolo a piedi nudi. Lui disse "Adesso togliamo questa" facendo scivolare via dalle spalle di mia moglie l'indumento incredibilmente sexy che lei aveva evidentemente acquistato appositamente per l'occasione e lasciandola completamente nuda: la adoravo, ogni volta che guardavo il suo corpo la mia eccitazione aumentava e mi vergognavo come un ladro di questo. Non avevo idea se questo avrebbe causato il mio "fallimento" agli occhi di Manuela, ma non potevo far a meno di avere il cazzo completamente in tiro, la cappella esposta e gonfia e di avere il respiro corto malgrado cercassi di controllarlo. Era come guardare un film erotico con protagonista la donna dei miei sogni, impossibile non reagire.

Manuela decise che era il momento di abbassare quei boxer di cotone nero elasticizzato e nel farlo si chinò per portarli fino alle caviglie e poi farli uscire un piede alla volta. Questo le mise la faccia proprio davanti al cazzo di Guido, anche lui molto in tiro. Notai che per fortuna non facevo affatto brutta figura nei confronti di lui. Il suo arnese non era più grande del mio ne più in tiro, e avendo otto anni più di me anche fisicamente non avevo niente da invidiargli, anzi. Una volta liberato il suo amante dall'indumento me lo lanciò con espressione sorridente verso la faccia. Lo intercettai e lo posai accanto alla sedia, ma dalla parte opposta dei miei abiti. Sapevo che il suo sorriso non era per me, ma l'ultima volta che la avevo vista era triste e scialba, vederla felice e sorridente adesso era bello anche se significava che si stava per scopare un altro. L'amore è questo, volere l'altro felice.

Era in ginocchio davanti a l'uomo con la verga eretta, fissava il suo membro e lentamente alzò le mani per cominciare a sfiorarlo, e si girò di nuovo a guardarmi. Lo toccava, avvicinando la faccia sempre di più fino ad averlo davanti alle labbra per allungare poi la lingua e sfiorarlo con la punta lucida di saliva. La sua espressione estatica mi faceva bollire il sangue ma contemporaneamente bollendo affluiva al mio cazzo, e quando lei apri la bocca per accogliere il glande di Guido la mia mano andò da sola sul mio membro cominciando una danza lenta, scorrendo languidamente sulla verga: stavo guardando mia moglie in ginocchio nuda davanti ad un uomo nudo con il suo cazzo in bocca e la cosa mi eccitava! Non sapevo come fosse possibile, mi sembrava di essere impazzito, ma comunque continuai a masturbarmi lentamente, mentre lei guardandomi sgranava gli occhi aumentando il ritmo. Fu lui a bloccarla: "Basta, voglio far durare la serata per tutta la notte, troia golosa di cazzi!". Lei sorrise e prese il plug e il gel lubrificante dal comodino e sorridendo al mio collega che si stava godendo la mia signora disse "mettimi questo, voglio provare sensazioni nuove che con lui non ho mai accettato" e porse i due oggetti al suo attuale amante. "Solo fai piano, il mio culo è completamente vergine". Si inginocchiò poi sul bordo del letto accanto alla sedia sporgendo il culo in fuori, proprio dove avevo messo le mutande di lui, recuperandole e mettendosele sotto il naso per goderne l'odore.

Prima di andare avanti…

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