Una serata quasi storta

Franco Francuzz
5 days ago

Così cominciò la mia esperienza nel mondo della trasgressione.
Era una sera d'estate e mi trovavo in una località di mare per qualche giorno di vacanza.
I miei due amici con i quali condividevo la vacanza, quella sera, uscivano a cena con un paio di ragazze conosciute in spiaggia e quindi, da solo, decisi di passare la serata, in un noto locale da ballo della riviera.
Il locale era ben frequentato, con un target d'età over 35/40.
Girando nel giardino ai bordi della pista, rimasi colpito da una bellissima donna, seduta, da sola, ad un tavolino.
Fluenti capelli mori, con le labbra dipinte di rosso, la pelle abbronzata...mi incantai istintivamente un attimo a guardarla, e la cosa non le passò inosservata, poichè abbozzò un mezzo sorriso.
Tra me e me mi dissi che era impossibile che una tale donna potesse essere da sola e così proseguii oltre.
Dopo circa mezz'ora, dopo un drink, ritornai a fare un giro nel giardino a bordo pista e vidi, di nuovo, la stessa donna ancora sola.
Anche stavolta non potei fare a meno di guardarla.
Se la prima volta lei abbozzò un sorriso, questa volta il suo ammiccamento fu talmente plateale che, seppur con qualche titubanza, mi avvicinai a Lei.
Dopo essermi presentato ed alcune battute per rompere il ghiaccio, mentre io ero rimasto in piedi, la donna mi invitò a sedermi di fianco a lei.
Cominciò così un piacevole scambio anche se il mio sguardo cadeva di continuo sulle sue belle gambe abbronzate e sul suo generoso decoltè a stento trattenuto da un vestitino che più che coprire scopriva.
Tra una battuta a doppio senso ed un'altra, piacevolmente corrisposta dalla bellissima lei che non nascondeva le facesse piacere mi fossi avvicinato, si avvicinò al tavolo un uomo, circa sulla sessantina, che disse a lei: 
"Cara, mi passi le miei sigarette che dovrebbero essere nella tua borsa?".
A quel punto, con un certo imbarazzo, istintivamente mi alzai e chiesi scusa per essere stato inopportuno, ma l'uomo che si era avvicinato mi rassicurò e mi disse: "Rimani pure, non c'è alcun problema" e poi tornò ad allontanarsi.
Rimasto di nuovo solo con la donna, un pò impacciato, Le dissi "Scusami, pensavo fossi sola".
Lei mi rispose: "Non devi chiedermi scusa, mi fa piacere che tu ti sia avvicinato, ti avevo notato anche io passeggiare solo".
Al chè le chiesi: "Scusami l'impertinenza, ma l'uomo che si è avvicinato per chiederti le sigarette chi era?".
"Mio marito" rispose.
Realizzai quindi che forse mi trovavo in una situazione che conoscevo solo teoricamente nella letteratura erotica e la cosa, seppur con un minimo di imbarazzo, cominciava ad eccitarmi.
La donna mi invitò a ballare con lei.
Ballava come una dea, le sue forme conturbanti ed il suo sguardo mi ipnotizzavano, si avvicinava e si strusciava a me e il suo profumo mi entrava nel cervello.
Tornammo al tavolo dove trovammo seduto l'uomo di prima, ovvero il marito.
Lei mi presentò a lui e dopo un breve imbarazzatissimo scambio di battute con l'uomo, la donna si alzò e disse rivolto a lui: " Caro, andiamo a casa?"
Lui annuì.
Prima ancora di pensare a cosa dire per congedarmi, Lei mi fissò dicendomi: "Ti va di venire a casa con noi?"
Rimasi di stucco e forse senza neanche rispondere, mi trovai a seguire la coppia verso l'uscita.
Nell'incamminarci verso il parcheggio la donna mi presse sotto braccio e strusciandosi a me disse ridendo "Sai, ho i tacchi...".
Giunti alla loro auto, mi invitarono a salire e lei salì nel sedile di dietro con me.
Lei si scostò le spalline dell'abitino e tirò letteralmente fuori il suo seno superbo dicendomi: "Erano queste quelle che guardavi e volevi vero?"
Si avvicinò alla mia faccia e non capii più nulla.
Cominciai ad accarezzarle le tette ed a leccarle i capezzoli scuri e turgidi.
Lei ansimava e le sue mani cominciarono a rovistarmi nei pantaloni ed io feci altrettanto tra le sue mutandine.
Era bagnatissima.
Complice il caldo il sudore, il suo profumo e l'odore di sesso pervadevano l'abitacolo dell'auto.
Giungemmo alla loro casa.
Non facemmo in tempo ad entrare che lei me lo tirò fuori e cominciò a succhiarmelo avidamente nell'ingresso.
Poi mi disse :"Vieni, adesso andiamo sul letto che voglio goderti tutto!"
Entrammo in camera e spogliatici completamente cominciammo ad avvinghiarci sul suo lettone.
Ripresi un attimo l'uso della ragione e le chiesi "Ma tuo marito?"
"Tranquillo, lui è nell'altra stanza che si sta godendo lo spettacolo come se fosse al cinema e si sta segando, a lui piace così" e così dicendomi mi indicò un paio di telecamere poste agli angoli della stanza aggiungendo "Non preoccuparti, non verrà diffuso nulla".
Benchè stranito e un pò titubante, bastò che lei tornasse a prendermelo in bocca per farmi passare ogni remora.
Era una furia della natura.
Di fronte alla carica erotica di quella femmina da letto non capii più nulla e continuai a possederla a lungo fino a giungere al culmine che lei reclamò sul suo seno e sulle sue labbra.
Sfinito e soddisfatto, mi sdraiai e socchiusi gli occhi che riaprii subito quando lei, a voce alta, chiamò il marito dicendogli "Caro ora puoi venire a fare il tuo lavoro".
Sopraggiunse il marito che si inginocchiò sulla donna e le leccò fino all'ultima goccias il mio sperma sul suo seno.
Mi feci una doccia e rimasi ancora un'oretta a bere qualcosa ed a chiacchierare amabilmente con entrambi e poi, dopo aver chiamato un taxi, mi congedai da loro.