È venuto, sento la sua sborra che mi riempie il retto, la sento uscire, scendere lungo le gambe, il dolore invece sale su dal culo e mi prende al cervello. Resto così, in piedi, gambe aperte e un pò piegate, ferma, facendo respirare il mio buco nero. 《Vanessa ti prego perdonami...》 È seduta, sta fumando un'altra sigaretta, gambe accavallate, un mezzo sorriso. Non mi risponde, si rivolge a Roman: 《va bene, falli entrare, uno alla volta》 Chi? Chi deve entrare? Quanti sono? Cosa devono.... Oddio, c'è Mihai alla porta, e dietro di lui intravedo altre persone, sono operai del cantiere, qualcuno l'ho scopato o spompinato all'ufficio di Vanessa... Mihai mi avvicina la scrivania, tirandomi per i capelli mi ci fa appoggiare la pancia, se lo tira fuori, è già duro, lo appoggia, 《no per favore!》 ed entra, e ricomincia il dolore, e viene, e un altro entra e viene, e un altro ancora, e ancora.....
Non so in quanti mi sono entrati nel culo, non so di quante persone è lo sperma che mi cola fino alle caviglie, so solo il dolore, pulsante, incessante, lacerante, anche adesso che non c'è più nessuno, dolore a ricordarmi l'ubbidienza, dolore nel buio di questo container, dolore che è tutto ciò che sono.
Per tutto il tempo, mentre mi inculavano, avevo Vanessa davanti, sempre seduta, gambe accavallate a fumare, sempre bellissima, irraggiungibile. Quando si è alzata e se n'è andata ho pianto, l'ho chiamata, non ha risposto.
Silenzio. Non so da quanto sono qui, piegata su questa scrivania; non posso muovermi, fa troppo male. Faccio pipì qui dove sono, poi magari mi faranno pulire....
Che ora è? Perché non viene Maruska ad aiutarmi? Dove sono tutti? Provo a raddrizzarmi ma una fitta tremenda mi ributta giù.
Cazzo stasera torna Salvatore, devo fare qualcosa...
Deve essere sera o tardo pomeriggio, la luce fuori è diminuita, devo fare di nuovo pipì.
È buio, arriva Maruska. Col poco italiano che sa mi spiega che Vanessa ha parlato con mio marito, gli ha detto che sono sconvolta per la storia di Jezabel e che mi ha portata a fare una piccola vacanza di qualche giorno. In realtà andrò in una specie di clinica privata dove mi rimetteranno in sesto, lei è qui per aiutarmi e accompagnarmi. Con molta attenzione e molto dolore riesce a ripulirmi un pò e a rivestirmi, mi accompagna a una macchina, non so di chi sia, e mi porta al restauro.
Dopo che il dottore si è preso cura di me, resto a riposo una decina di giorni, la stanza è luminosa, il letto grande e il mangiare buono. Maruska resta con me per tutto il tempo, tranne quando Vanessa mi fa visita. Allora io e la mia padrona facciamo l'amore, o meglio, è lei che lo fa a me, mi coccola, mi fa godere, si fa amare. Dice che mi ha perdonata e che ha in serbo grandi cose per me. Mi ha detto che mi farà ancora del male, più di prima, lo accetto, è così che deve essere, mi va bene. È sempre più bella, e ogni volta che arriva è il paradiso.
Quando torno a casa scopro che mio marito mi sta aspettando, è un pò preoccupato. Mi dice che si è reso conto che mi ha trascurata e quindi ha deciso di prendersi qualche giorno per starmi vicino. Ha prenotato un agriturismo sulle colline del chianti, una settimana solo io e lui.... non me lo aspettavo questo da lui! La settimana è volata via in un lampo, sono stati giorni molto belli, ho scoperto un lato di Salvatore... non dico romantico, ma.... premuroso. Abbiamo bevuto un sacco di vino, abbiamo mangiato, abbiamo fatto l'amore.... abbiamo passeggiato! Mano nella mano, chiacchierando, tra le colline, nel verde!
Sì, è stata proprio una bella settimana. Ma è finita. Sono tornata da Vanessa. Al suo corpo, alla sua cattiveria, alle sue torture, alle sue punizioni. Alle sue labbra. Al suo farmi l'amore.
Gli "incontri" adesso sono più frequenti, 4 o 5 volte alla settimana, ma spesso mi manda al cantiere, a soddisfare uno o due operai. Niente culo, mi scopano e basta. Mi scopano attaccata a una catena, come una scrofa, una vacca da monta. È degradante ma, forse proprio per questo, mi eccita a dismisura. E vengo, un infinità di volte, e quando finisco prego per averne ancora, supplico per averne ancora. Invece quando sono con Vanessa la supplico di smettere di farmi del male. Oppure la supplico di continuare. O di farmene di più. Oppure non dico niente, mi limito a soffrire o a godere. Con lei è difficile che abbia un orgasmo, spesso mi fa arrivare vicina e poi me lo nega. Mi sfogo a casa, nel mio bagno. Nel mio bagno dove mi ha fatto mettere una telecamera nascosta. Sembra un bagnoschiuma, inquadra water e bidet. Lei riceve le immagini in diretta sul suo smartphone. Sono il suo film porno. Non so se si tocca guardandomi, mi piace pensare di sì. O magari mentre mi guarda si limita a fumarsi una sigaretta. E se invece vende i filmati? "Giovane moglie insoddisfatta che si masturba in bagno". Può darsi, non mi importa, ormai ho accettato di essere sua, può fare di me quello che vuole, sono contenta così. Se mi chiedesse di prostituirmi, di battere sul viale... accetterei subito, con entusiasmo. I soldi li terrei per ricordarmi cosa sono.
Vanessa ha convinto Salvatore ad assumere Maruska come mia cameriera personale al posto di Jezabel. Così può continuare a sistemarmi i lividi e tutto il resto anche a casa. Mi accompagna da Vanessa, in genere aspetta nel suo ufficio fino a che abbiamo finito e poi mi prende in consegna. È brava, molto dolce, quasi materna. E mi chiede continuamente perché lo faccio, perche mi faccio ridurre così, perché non lascio perdere. Non le rispondo, non saprei cosa dirle. Ma mi abbandono alle sue cure, ne ho bisogno ora che Jezabel è andata via.
In questo modo passano alcuni mesi, natale, capodanno. Vanessa mi ha detto che per il mio compleanno ha in serbo qualcosa di speciale, un "salire di livello" nel nostro rapporto. Inizierò a fare qualcosa per lei, sarà umiliante e doloroso. Il resto non l'ho sentito, le sue parole erano coperte dal suono del frustino e da quello delle mie urla. Si eccita a sentirmi urlare, e allora diventa feroce: ho le mani appese all'anello, sono indifesa, il collare è stretto, respiro a malapena, non posso muovermi, ogni colpo che arriva mi strappa lacrime e urla. Sono eccitata! La sto supplicando di liberarmi, di farmi godere, di farmi più male. Mi sta frustando su ogni centimetro del mio corpo, tranne il seno. Strano, solitamente è il suo bersaglio preferito.... Oddio.... ha smesso e si è avvicinata.... mi prende i seni tra le mani. Stringe, forte, me li stritola. Ma allo stesso tempo.... prende in bocca un capezzolo.... lecca, bacia, succhia.... mi stritola. Sono senza fiato, non riesco neanche a.... ODDIO! L'orgasmo è improvviso e devastante, dura pochissimo ma mi scuote dal buco del culo al cervello. Mi libera le mani e cado per terra, in un lago di pipì. Resto lì, non potrei muovermi neanche volendo. E Vanessa riprende a parlare, mi dice che per il mio compleanno andremo via, manca ancora una decina di giorni, allora saprò tutto, mi dice un sacco di altre cose ma non ascolto più, la guardo, la sogno, la desidero.
