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Erotika
Mi hanno scopata davanti a lui.
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Racconto10 min di lettura

Mi hanno scopata davanti a lui.

Mi chiamo Marina, ho 29 anni, sono di media statura, mora, occhi neri, fisico morbido, ma non grasso, una bella quarta di seno, un bel culo alto e sodo, che sormonta due cosce snelle e ben tornite. Da sei annui son sposata con Mattia, coetaneo, alto quanto me, moro fisico snello, insomma siamo una c...

pennabianca
2 anni fa · 723 letture · 0

Mi chiamo Marina, ho 29 anni, sono di media statura, mora, occhi neri, fisico morbido, ma non grasso, una bella quarta di seno, un bel culo alto e sodo, che sormonta due cosce snelle e ben tornite. Da sei annui son sposata con Mattia, coetaneo, alto quanto me, moro fisico snello, insomma siamo una coppia come tante, che lavorano e si divertono quando possono, senza crearsi tanti problemi. A letto, Mattia non è il massimo, mentre io vengo da un passato piuttosto libertino, fatto di scopate e bocchini elargiti soprattutto in gioventù, ma poi, da quando mi son legata a lui, non l'ho più fatto, ho voluto esser leale nei suoi confronti, anche se il sesso che facevo allora, mi manca molto e mi dava molte soddisfazioni. Mi piacevano i cazzi duri e molto resistenti, se poi erano anche grossi, erano sempre ben accetti. Invece con Mattia il sesso si esaurisce dopo soli dieci, massimo, quindici minuti. Sapevo che lui era così e l'ho accettato, perché il sentimento che provavo allora e provo ancora oggi, non mi stimola a tradirlo, sebbene, di recente, ha preso a farmi dei discorsi strani sul sesso fatto con altri. Io, quando me lo ha detto, l’ho guardato con espressione davvero sorpresa ed interrogativa, ma, nello stesso tempo, molto preoccupata.

«Ma stai scherzando? Dico: non ci riesce di farlo fra noi, se non qualche volta proprio quando la voglia ci divora, e tu vorresti aggiungere altre persone nei nostri amplessi? Secondo me stai dando di matto! Il caldo ti ha dato alla testa!»

Poi, eri sera, Mattia mi chiama a casa, dopo la sua classica giornata di lavoro, e mi chiede di preparare due cosette da mangiare al volo per cena, perché più tardi sarebbero passati da noi Nico, Fabio e Andrea, per far una partita con la nuova playstation 5, ultimo acquisto di mio marito. Sono un po’ irritata perché mi mette a parte di queste cose sempre all’ultimo momento: mi desse almeno il tempo di organizzarmi. In fretta e furia, preparo qualcosa ed eccoli qui, comodi e pronti a sfidarsi con il nuovo gioco di guerra, che ha acquistato mio marito. Potrebbe stupire che, a 29 anni, giochi ancora con la Play, ma lui lo fa da sempre, assieme ai suoi tre inseparabili amici. Solo di recente, ha acquistato questo nuovo modello e perciò sono da noi, altrimenti l'avrebbero fatto una sera a casa di ciascuno. Sono a conoscenza che, anche se non le conosco, le mogli dei suoi amici mal sopportano queste serate passate con la Play; però, in cambio, anche esse possono poi andare, con il marito al seguito, a far shopping con loro, senza che il consorte abbia nulla da ridire, anzi si offre di portare gli eventuali pacchetti degli acquisti fatti. Sono ancora in cucina a preparare degli stuzzichini, che è poi quello che a loro fa piacere, e già li sento imprecare nelle varie fasi del gioco. Fa caldo, son tronata di corsa dal lavoro, giusto il tempo di una rinfrescante doccia veloce e mi son subito messa a preparare ciò che mi aveva chiesto; quando arrivo nel salone con dei popcorn e delle olive, qualche pizzetta e salutare sia mio marito che i suoi amici, mi rendo conto che il mio è un abbigliamento quanto mai succinto. In effetti indosso una vestaglietta molto sottile e totalmente trasparente. Mattia mi guarda e mi sorride sornione, senza che la cosa lo faccia innervosire, anzi, mi fa delle battute davvero spinte.

«Accidenti, ragazzi, la mia mogliettina questa sera è proprio provocante!»

I suoi amici squadrano, dalla testa ai piedi, le mie forme, contenti della splendida visione che offro loro. Io, dal canto mio, come ogni volta che ci sono loro, mi tiro in disparte in cucina, dove ho l’altro apparecchio televisivo e mi guardo qualche film, o me ne vado a letto. Li lascio al loro gioco, poi, quasi per caso, mi rendo conto che in sala è sceso uno strano silenzio. Poco dopo mi ritrovo Andrea che, con la banale scusa di bere, è venuto in cucina. I suoi passi sono cosi silenziosi, che non mi accorgo di lui, ma sento una mano che, dolcemente, mi carezza la natica sinistra e la voce di un uomo che mi sussurra all’orecchio una cosa che mi stupisce e, nello stesso tempo, mi manda fuori di testa.

«Accidenti! Speravo proprio di vincere io questa sera e mi son impegnato al massimo. Sai, da tempo, fra di noi giochiamo e chi perde è fuori, solo chi vince ha il diritto di cercare di scoparsi la moglie di chi ci ospita a casa sua. La prima volta, è stato proprio tuo marito a far questa proposta e lui stesso si è scopato mia moglie. Poi, ha vinto Nico e si è fatto quella di Andrea; la volta successiva è avvenuto il contrario, cioè lui si è scopato quella di Nico. Io speravo proprio di vincere questa sera, perché, quando ti incontriamo al supermercato assieme a Mattia, lui mi fa un sorrisetto quasi ironico, per essersi scopato mia moglie, mentre tu, con quel visino ingenuo, ma vestita e conciata come una gran puttana da strada, son certo che assecondi il gioco di tuo marito, che ci gode a metterti in mostra; di sicuro anche a te piace che gli uomini ti guardino, ti fissino e si costruiscano nella mente le peggiori porcate sul tuo corpo. Insomma hai piacere che gli si drizzi il cazzo al tuo passaggio e sapessi adesso quanto avrei voglia di scoparti.»

Dopo quest’ultima frase, Andrea mi preme ancor più forte sul culo e mi fa sentire la sua vibrante erezione, strusciandola sulla mia coscia. Mi sento eccitata e, nello stesso tempo, molto irritata per esser usata come un trofeo e, a mia insaputa, anche fatta "cornuta".

«Ma tu pensi che io sia come tutte le altre? Chi ti dice che io sia disponibile? E poi, le altre, cosa hanno fatto quando ve le siete scambiate? Non credo che nessuna abbia avuto nulla da obiettare. E poi, voi dove eravate, mentre il vincitore, riscuoteva il suo premio?»

Lui mi sorride quasi ironico, mentre ora sento che mi sto eccitando nel sentire quella grossa verga premere contro il mio culo. Mi stupisce anche la sua risposta.

«Non ci crederai, ma ciascuno di noi aveva già fatto opera preventiva di convincimento con la propria consorte e, anche se con qualche titubanza, alla fine, ci sono state tutte, mentre noi eravamo in sala a continuare a giocare, come se nulla fosse successo in un'altra stanza. Aggiungo che tu, fra tutte, sei la più bella, la più provocante. Sei quello che ogni uomo sogna; una donna di classe, raffinata, intrigante, con modi garbati e, nel contempo, una gran troia, golosa di altri cazzi.»

Le sue parole mi lasciano stupita e orgogliosa. Qualsiasi donna vorrebbe sentirsi fare questi complimenti, dolci e forti allo stesso tempo. Mi rendo conto che, a differenza delle altre tre, mio marito non ha fatto molta opera di convincimento, anzi per niente e, adesso, decido di prendermi una piccola rivincita. Mi appoggia al mobile della cucina, ma io lo blocco.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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