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Me la son cercata.
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Racconto9 min di lettura

Me la son cercata.

Mi chiamo Mario, ho quarantaquattro anni e son sposato con Sara, che ne ha uno in meno. Abbiamo un figlio che vive all’estero e la nostra vita scorre sui tranquilli binari della quotidianità. Non mi lamento, mi reputo una persona abbastanza normale, fisico ben curato e, anche sessualmente parlando, ...

pennabianca
3 anni fa · 555 letture · 0

Mi chiamo Mario, ho quarantaquattro anni e son sposato con Sara, che ne ha uno in meno. Abbiamo un figlio che vive all’estero e la nostra vita scorre sui tranquilli binari della quotidianità. Non mi lamento, mi reputo una persona abbastanza normale, fisico ben curato e, anche sessualmente parlando, mi difendo bene: mi piace molto far sesso con mia moglie. Lei è, nell’insieme, una gran bella donna, anche se non gradisce apparire, ma ha un bel fisico: alta 1.75, capelli neri, terza di seno, belle cosce, ma è il culo a mandolino il suo punto di forza. Lei era vergine quando ci siamo messi insieme e, col tempo, abbiamo imparato ad apprezzare i piaceri del sesso: le piace succhiarlo, esser leccata, lo prende dietro, anche se non è una fanatica, ma, se eccitata bene, non si tira indietro davanti a nulla. Da un po’ di tempo, mi è entrata in testa l’idea di vederla alle prese con un altro maschio. All’inizio la cosa mi ha sconvolto, ne ero geloso, ma anche eccitato al punto da aver dolore al cazzo, per quanto ce l'avevo duro. Lentamente, molto blandamente, ho tastato il terreno per capire se anche a lei era una cosa che potesse piacere, ma, dopo un iniziale spirito di divertimento, quando ho cominciato a parlare seriamente, lei non ha più riso e mi ha guardato, come si fa con un matto. Ho cercato di convincerla in tutti i modi, ma ho solo ottenuto un suo fermo e deciso no. Per un po' ho lasciato correre, ma il tarlo nel mio cervello non mi dava pace, quindi le ho chiesto se si poteva almeno fingere; lei mi ha assecondato per un poco, poi spazientita è andata su tutte le furie.

«Ma la vuoi finire? Come te lo devo dire che non m’interessa? Non mi piace l’idea! Mi hai rotto le scatole! Falla finita o lo trovo davvero uno che mi scopi e non te lo dico nemmeno».

Era quanto mi ripeteva spazientita.

Io, dal canto mio, ero sempre più ossessionato da questa idea. Una sera avrei voluto far sesso, ma lei niente, non ci sta.

«Sono stanca, oggi un cliente mi ha scopato per due ore, facendomi godere come una vacca!»

Mi dice con aria indifferente. Il mio cazzo mi è esploso nelle mutande. Ero troppo eccitato ed ho insistito per averla. Lei si è distesa e si è lasciata scopare, in maniera quasi passiva. Ero così eccitato che non mi son realmente reso conto se era vero ciò che mi aveva detto o era solo per farmi eccitare, anche se mi è apparsa più dilatata del solito.

Lei lavora da cinque anni in un grosso negozio di abbigliamento ed è socia con Livia, l’altra proprietaria, che è single ed è una vera troietta, sempre a caccia di cazzi. Da quella sera, mi son messo a spiare mia moglie per vedere se all’ora di pranzo si vedeva con qualche individuo, ma non son riuscito a cavarci nulla, mentre la mia ossessione cresceva sempre più.

Lei conduceva la vita di sempre. Così ho deciso che dovevo saperne di più; ho acquistato una cimice e l'ho piazzata nel loro ufficio, per cogliere qualche conversazione che mi desse un indizio; poi, con una scusa, son passato a trovarla e, fingendo di andare in bagno, l’ho piazzata sotto la scrivania. Ho noleggiato una vettura e l’ho parcheggiata a poca distanza dal negozio, con al suo interno un pc portatile che registrava con il sistema wi-fi, ogni conversazione che si svolgeva nel loro ufficio. Dopo tre giorni, ho ascoltato, una sera, una conversazione in cui mia moglie prendeva accordi con uno sconosciuto per il giorno successivo e, allora, mi son messo di guardia davanti al negozio. Lei è uscita ed è salita di corsa sulla sua Smart, dirigendosi verso la tangenziale. Subito l’ho seguita e, poco dopo, è entrata in un motel per coppie clandestine; è scesa e si è diretta lentamente verso un bungalow, dove è entrata. Ho fatto il giro da dietro e mi son messo vicino alla finestra; data la mite stagione, la finestra era aperta e con la sola tenda parzialmente tirata. Dall’interno non provenivano rumori, quindi, protetto da una pianta di oleandro, mi son sollevato ed ho guardato dentro. Sara, nuda, a gambe aperte, era distesa sul letto con un maschio che le leccava la figa, facendola godere da pazzi! Ho provato una forte gelosia, non mi sarei aspettato una simile reazione, ma in realtà provavo dolore a vederla lì che si godeva quel mulatto che le leccava la figa. Stavo lì a bocca aperta, quando quel ‘lui‘ si solleva e riesce visibile un seno ben più grosso di quello di Sara. CAZZO! Ma è una lei? No, CAZZO è un ‘CAZZO' di trans. Bellissimo! Seno stupendo e munito di un cazzone che non ha esitato a infilare dentro mia moglie, che ha spalancato la bocca per emettere un grido che le si è spento in gola.

 «huhuhuhummmmmmm...sì...sfondami! Vengo!»

Ha goduto e lui ha cominciato a pomparla senza ritegno, stantuffandole dentro la proboscide sempre più velocemente. Lei godeva come impazzita dal piacere; non avevo mai visto che ne provasse uno simile con me e una nuova fitta mi ha preso al cuore: mi son sentito distrutto, disfatto, mentre assistevo immobile alla monta. Poi lui l’ha girata e, senza un attimo di esitazione, le ha piantato il palo in culo. Sara ha inarcato per un momento il corpo, per poi assecondare l’introduzione, incitandolo a sfondarla più forte.

«Sì, spingimelo tutto dentro! Mi sfondi, ma è bellissimo!»

A vedere quello spettacolo, mi è venuta una fortissima erezione; l’ho tirato fuori e mi son segato, seguendo il loro ritmo e, quando lui le ha detto che era pronto a sborrare, lei l’ha pregato di schizzarle in bocca. A quel punto non ho resistito e sono esploso in una copiosa sborrata, mentre lei, a mala pena, riusciva a contenere il fiume di seme che lui le spruzzava sul viso e in bocca. Sono rimasti ancora un po', poi se ne sono andati. Io non ero soddisfatto, ne volevo sapere di più; quindi mi son messo a seguirlo e, dopo aver attraversato la città, è arrivato davanti ad una casetta, dove, ad aspettarlo c’era una donna. Vederlo baciare quell'altra, mi ha sconvolto: come potevo accettare che lui/lei, o come cavolo definirlo, ora si godeva la sua donna, dopo aver scopato con la mia? La sera, a casa, a letto, ho detto tutto a Sara. Ero dispiaciuto, mi aveva fatto malissimo vederla fra le braccia di un tipo così diverso; se, almeno, si fosse trattato di un maschio normale, mi sarei sentito alla pari, ma un trans... e, per di più, con una compagna. Mi sentivo un verme e volevo il suo perdono per aver insistito tanto nella stupida ricerca di metter in pratica la mia ossessiva fantasia. Conclusi chiedendole di non rivederlo più. Lei mi aveva ascoltato in silenzio.

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

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