La mia professione è molto richiesta, ma non è sempre facile trovare un buon posto di lavoro. Il colloquio con la direttrice della clinica De Luca mi sembrava fosse andato bene, ma non così bene. Ero distratto dalla primaria Giulia Botrugno: una donna sulla quarantina, mora, decisa e sicura, ma non gelida. Professionale, ma anche molto alla mano. Credo di aver risposto alle domande come un pesce inebetito. Dopo qualche giorno, però, mi chiama la segreteria per dirmi che ero stato assunto: vitto e alloggio in sede e uno stipendio più alto della media degli infermieri. Faccio le valige e parto il prima possibile. La clinica è in un paese in montagna, incantevole, ma anche piuttosto sperduto. Bene, potrò concentrarmi di più sul lavoro.
I primi giorni sono faticosi, ma stimolanti: molte procedure all’avanguardia da imparare, una vasta tipologia di pazienti e un team esigente, ma disponibile. Arriva il mio primo turno di notte, il medico di guardia è appunto la dottoressa Botrugno, sono tesissimo, ma tutto procede tranquillo, poi a un certo punto una telefonata. “Visto che è tutto tranquillo signor Corsetti , le va di venire qui nella mio studio e mangiare qualcosa insieme?”.
Io aspetto quel momento sin dal primo colloquio, quindi sono subito lì. Pur essendo più grande di me c’è subito feeling : sia sul lavoro che sulla vita in generale. Inoltre è proprio bella: capelli lunghi e ricci, slanciata e tonica. Inoltre da sotto il camice si intuisce un seno abbondante. Io non voglio sputtanare un’occasione così importante quindi tengo a bada l’ormone.
“Se non è un problema, ora che siamo soli, passerei al tu se non ti dispiace. Io ti piaccio Alessio?”Va bene rimanere professionale, ma la carne è debole, non riesco a trattenermi.“Certo Giulia, io sono venuto a lavorare in questa clinica solo per starti vicino”Forse un po’ troppo paraculo, ma in quel momento il mio afflusso sanguigno non è propriamente concentrato verso il cervello.
Ci troviamo faccia a faccia, mi fissa con i suoi meravigliosi occhi verdi, mordendosi le labbra carnose.“Molti uomini dicono così, ma io sono una donna esigente, farai tutto il possibile per me?”Sono totalmente rincoglionito e riesco solo a balbettare un “sì”.
Mi morde delicatamente un labbro, poi piano piano le nostre labbra si sfiorano, fino a schiudersi in un bacio appassionato. Non so come muovermi, non me l’aspettavo, invece lei sa benissimo cosa fare. Le sue mani si appoggiano sul mio petto, poi scendono sempre di più. Sono di marmo. Sul più bello però, si stacca di colpo. “Bene, allora devi sapere che tutto ciò che ti accadrà da qui in poi è solo una prova per dimostrarmi quanto ci tieni a uscire con me. Ora credo che tu abbia del lavoro da svolgere, ma ricordati che io credo in te “
Dopo quella notte cambia tutto: rientrato dai riposi i turni diventano molto più pesanti, 12 ore alla volta, pazienti più complessi e molte più responsabilità. Dopo il primo giorno riesco solo a collassare nella mia stanza situata nel convitto adiacente alla clinica. Ma nel cuore della notte vengo svegliato da una visita a sorpresa.
LA SOTTOMISSIONE
All’inizio sembrava un lavoro come tanti, ma una notte, la bellissima e sexy primaria Giulia Botrugno mi ha chiesto se fossi interessato a lei. Ovviamente la mia risposta è stata sì, allora mi ha detto che da quel momento avrei dovuto affrontare delle prove per dimostrare il mio interesse in lei. Da quel giorno inizio a lavorare 12 ore al giorno, con molte più responsabilità e un carico di lavoro bestiale. Dopo il primo turno riesco solo a collassare nel letto della mia stanza, situata nel convitto adiacente alla clinica.
Nel cuore della notte però, la porta si apre di colpo, entrano due uomini e mi immobilizzano. Le loro voci mi sono famigliari: sono gli addetti alla manutenzione della struttura .“La dottoressa Giulia ha detto che ci devi soddisfare, finché non lo farai non ti daremo tregua!”Quella frase non mi suona per nulla bene, cerco di divincolarmi, ma io sono magrolino e loro molto ben piazzati: mi trovo nel mio letto a faccia in giù e con il culo in aria . Uno mi blocca da davanti e l’altro da dietro, questo inizia ad abbassarmi i pantaloni del pigiama, poi i boxer, mi dà due schiaffi sul culo.“Ora vediamo se questa troietta ci sa fare ..”Ovviamente no, non ho mai avuto rapporti omosessuali e non mi è mai passato per l’anticamera del cervello, inizia ad armeggiare con il mio buco e ride. “Oh oh, un culetto vergine, sarà divertente sfondarlo …”Mi spalma qualcosa proprio lì, che mi fa perdere sensibilità e mi rincretinisce pure, sento piano piano qualcosa che entra, da una parte non voglio, dall’altra sento un mix di vergogna ed eccitamento….“Basta, lasciatemi stare per favore , dite alla dottoressa che a me ‘ste cose non piacciono!”
Ormai ho tutto il suo cazzo su per il culo, e il tono con cui parlo non è proprio così convincente.“Bene allora facciamo così: stanotte ti faremo un po’ di cose, se non sborrerai ti lasceremo stare ok?”Intanto inizia a pomparmi piano piano , il “Sì” che mi esce della bocca sembra più di godimento che altro .Non so se sia la pomata o la situazione in sé oppure solo per uno stimolo fisiologico, dopo il dolore iniziale mi indurisco pure io, i due se ne accorgono, sghignazzano e quello dietro inizia a pomparmi sempre più forte e a sculacciarmi. “Dai troietta so che ti piace, dai, su vieni!”Poco dopo inizio a sborrare sul mio letto come un idrante, voglio morire.“Ohh, allora vedi che ti piace ! Bene, a partire da ora, sarai la nostra troietta”
Il tipo mi sbatte la faccia sulle mie lenzuola sborrate e continua a sfondarmi, non mi sono mai vergognato tanto in vita mia, vorrei solo che finissero e mi lasciassero stare, sono come un pupazzo nelle loro mani: si cambiano di posto, mi scopano a pancia in su e gambe aperte come se fossi una donna. Il problema è che il mio cazzo si indurisce e vengo un altro paio di volte. Loro ancora nulla. Non so per quanto vanno avanti, credo per ore, quando finalmente uno mi riempie il culo di sborra e l’altro mi schizza negli occhi . Mi trascinano nella doccia, non è ancora finita: mi pisciano addosso e se ne vanno.“Se ci vuoi soddisfare, devi fare molto meglio di così, troietta, a stanotte!”Scoppio a piangere: li odio, ma soprattutto odio me stesso perché a una parte di me è piaciuto. Guardo l’orologio: tra mezz’ora inizia il turno, giusto il tempo di una doccia. Mentre l’acqua scorre, inizio a essere più lucido e a elaborare un piano d’azione, vedranno chi è la troietta…
LA VENDETTA
Sono stato da poco assunto alla clinica De Luca come infermiere e la primaria, la dottoressa Giulia ha mostrato interesse per me e io ho ricambiato. Solo che per avere un’appuntamento con lei ho accettato di affrontare delle prove. Poco dopo il mio orario di lavoro è diventato infernale e una notte sono stato abusato da due manutentori della clinica. A me non piacciono gli uomini, ma il mio pisello non ha reagito come mi aspettavo. Dopo essermi ripreso, elaboro un piano. Ci vogliono un po’ di giorni prima che il materiale che ho ordinato arrivi, quindi ogni notte i due energumeni vengono a farmi visita nella mia stanza del convitto e mi inculano a ripetizione obbligandomi a spompinarli. Io li lascio fare ma non sono molto partecipe, quindi prima che siano soddisfatti ci vuole quasi tutta la notte. Purtroppo però, mentre vengo inculato sborro come non mai e questo li stimola ad umiliarmi ancora di più. Non so come faccio ad andare avanti in quei giorni: sommerso di lavoro di giorno, violentato di notte. Dopo una settimana di questo schifo, finalmente arriva ciò che ho ordinato.
