Vai al contenuto
Erotika
I TOP di Giovanna Esse: Regalata ai nudisti 2
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto15 min di lettura

I TOP di Giovanna Esse: Regalata ai nudisti 2

Guardavo mio marito... ma l’eccitazione mi inchiodava a quel gruppo di porci, che mi desideravano, che smaniavano: un omaggio alla mia bellezza.

Giovanna Esse
1 anno fa · 1.6k letture · 2

5

Ormai eravamo prossimi all’imbrunire, dalla stradina prospiciente si sentivano le voci e lo strascichio dei passi dei bagnanti che lasciavano la spiaggia. Io avevo un calore nel petto è una voglia matta di esibirmi, di concedermi, di essere porca. Volevo servire quei maschi, volevo offrirmi in “sacrificio” per permettere al loro seme, costipato e bramoso, di sgorgare dai coglioni. Di sgorgare per me, dea e femmina, primadonna in quell’angolo di natura, dove il quotidiano non aveva potere. Niente formalità, nessun rispetto delle regole della società, niente rèmore… e io avevo perso la bussola. Dovetti tenermi alla coscia di mio marito per non cedere al vorticoso piacere che mi faceva girare la testa. Con l’altra mano, impugnandolo come un randello, strattonavo il pene dell’altro maschio. I due che avevano tirato fuori il cazzo, si avvicinarono guardinghi, tastando la situazione: cercavano di capire fin dove si potevano spingere, e cosa potevano ottenere, da quel “banchetto” pagano. Intanto, altri due, uno dopo l’altro si erano avvicinati per spiare. Uno era un ragazzo, doveva avere vent’anni o poco più; lo notai perchè era altissimo e magro. Aveva uno sguardo dolce, che si perdeva in quella scena incredibile ai suoi occhi. Mi piacque pensare che, per lui, era la prima volta. I primi due, iniziarono a toccarsi con movimenti lenti, erano talmente vicini, che venni pervasa dall’odore tipico del pene, caldo, appena estratto dalle mutande. Un lieve olezzo di orina mi colpì ma senza offendermi le nari; l’eccitazione aveva spezzato ogni mio freno inibitore. Accettavo di buon grado quegli odori, normalmente odiosi, come fossero profumi afrodisiaci. Mentre contemplavo le varie fogge dei membri eccitati che mi circondavano, mio marito arretrò di pochi centimetri, masturbandosi con tre dita e restando, col glande, a favore della mia bocca. Venne subito, ci mise poco più di un minuto per sgorgare: cominciò in bocca, con i primi schizzi, poi si spostò ancora, per sporcarmi i seni, il viso e, di certo, anche i capelli. ‘Non ha importanza.’ Pensai, però mi sembrò veramente strano il comportamento di Tony. C’eravamo appartati da pochi minuti e lui, lui che desiderava tanto quel momento di trasgressione, aveva già perso l’eccitamento? Mi alzai, io stessa mi ero raffreddata; pronta a seguirlo, anche per sfuggire a quel gruppo silenzioso di voyeur.

No, stai, - disse Tony sbrigativo, - stai ancora un poco, tranquilla, sono qui…

Però adesso lui era freddo e distaccato, e si spostò verso il margine della radura, facendomi sentire sola e vulnerabile; più che una signora eccitata da un gioco perverso, mi sentii una puttana, silenziosamente minacciata da un branco, da maschi che vedevano in lei solo un buco per sfogarsi. Ora uno dei nuovi venuti, si abbassò il pantaloncino e si avvicinò, agli altri. Aveva un cazzo molto spesso e scuro, forse perchè l’uomo era abbastanza anziano. Fu molto scaltro, invece di elemosinare una carezza liberatoria, si inginocchiò sulla sabbia, proprio davanti a me, stese la mano e iniziò a carezzarmi la vulva. Quel gesto mi riempì di calore; di nuovo il desiderio ebbe la meglio, in piedi, stesi le braccia e catturai saldamente i due cazzi, quelli più a portata di mano. Il signore inginocchiato premeva sulle grandi labbra, adesso; aveva un modo di toccare e di spingere meraviglioso, deciso ma delicato allo stesso tempo. Le sue dita erano molto grosse, ne infilò una in vagina, premendo verso l’alto, poi ne mise dentro due. Cominciò a penetrare facilmente: ero completamente bagnata e continuavo a grondare. 

L’uomo che me lo aveva messo in mano per primo, mi prese per la spalla, tirando lievemente verso il basso. Resistetti, poi guardai in direzione di mio marito, nonostante fosse a disagio, mi fece un piccolo cenno d’intesa… non lo capivo: perché comportarsi in quel modo? ‘Fai di tutto per iniziare la “festa” e poi, ti tiri fuori? Io lo amavo, avrei tanto voluto lasciar perdere quel casotto, andare da lui, tornare a casa… ma l’eccitazione mi inchiodava a quel gruppo di porci, che mi desideravano, che smaniavano: un omaggio alla mia bellezza. Mi abbassai e iniziai a fare il pompino. 

Il vecchio, da sotto, si accostò di più, dovette fare una vera acrobazia con la testa, per mettersi a favore della vulva e iniziare a leccare… com’era bravo; le lebbra frullavano il clitoride, mentre la lingua spessa e succosa, affondava in figa. Col ditone bagnato di saliva, lento lento, mi penetrò l’ano; salì talmente che mi fece gridare di piacere e di sorpresa. Ripresi tra le dita il cazzo di quello che aspettava, zitto e in piedi. Doveva essersi masturbato a lungo, perchè, mentre succhiavo il pene del suo amico, mi sentii pervadere da un succo caldo, che m’imbrattò le dita e il petto. L’uomo era venuto subito. 

Anche quello che mi scopava in bocca dava segni di smaniare, a mio avviso era pronto pure lui. Mi chinai, il vecchio non ci arrivava più con la bocca, adesso, ricominciò a farmi con le dita. Feci segno al ragazzo che, poverino, se ne stava a guardare senza fare niente. Quando fu abbastanza vicino, con due dita gli tirai l’orlo del boxer, per fargli capire che poteva liberarsi. Il ragazzo lo fece e io mi bloccai per la sorpresa, aveva un pene lungo come un braccio, pendeva verso il basso ma era gonfio ed eccitato. Troppe emozioni. Il vecchio spinse e agitò le dita, l’uomo al mio fianco mi venne in bocca senza preavviso, riuscii a scostarmi, ma la frittata era fatta, avevo bevuto una bella dose di sperma… come resistere? Cominciai a venire, mugolando e strabuzzando gli occhi. Se il vecchio masturbatore non mi avesse tenuta, stretta sarei caduta di sicuro. 

Quando mi ripresi, mi alzai e mi misi a centro, tra il vecchio e il ragazzo, masturbandoli contemporaneamente. Ogni tanto mi abbassavo per prendere il glande in bocca, ora dell’uno, ora dell’altro. Il vecchio era ancora ben dotato, ma il pene del ragazzo, la testa, era qualcosa di spropositato; se non premevo con le labbra non entrava, nonostante avessi la bocca spalancata. Lo desiderai dentro ma non osai farlo. 

Mio marito, intanto, si era un po’ ripreso, scattò alcune foto col cellulare. Mi riprese anche quando mi inginocchiai, al centro tra i miei due ‘cavalieri’ improvvisati; loro sborrarono, prima il signore più anziano, tremando sulle cosce e vibrando tutto. Il ragazzo venne dopo un poco, mai vista tanta ‘roba’. Sgorgava a fiotti dal cazzo, e sembrava un fiume in piena; non finiva mai. Ormai avevo perso le mie remore, raccolsi tutti i loro spruzzi, senza far troppo caso anche se mi arrivavano in bocca. Non avevo mai ricevuto tanto sperma addosso in vita mia; inutile dire che mi sentivo sporca ma felice… quella roba è speciale, sia nella consistenza che nell’odore. Mi passai la mano addosso, ero piena di liquido. Quella di mio marito, invece, si era già seccata. Il gruppo di uomini sparì nella notte, così com’erano comparsi. Avrei voluto scendere a mare per lavarmi ma adesso, col buio, dopo l’orgia mi sentivo vulnerabile, avevo un po’ paura. Mi passai addosso il telo-mare umido. Tony mi prese la mano e mi portò alla macchina, mentre traballavo un po’ sulle gambe, ancora provata, ancora insicura. Tornammo a casa in silenzio e, dopo una lunga doccia, mi addormentai come un sasso.

Pagina 1 di 3 · 0%
2

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista