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Dopo aver terminato il servizio fotografico, Francesca era tornata nella sua camera per riposare e ora il fotografo e il videomaker, si incontrarono con Marta nel suo ufficio per discutere i piani per l’evento della sera.Il club ospitava varie serate a tema, tra cui il burlesque e diverse scene fetish, ed era riservato esclusivamente ai soci; gli altri dovevano prenotare per partecipare alle serate a tema. Quella sera era una serata riservata ai soli soci, che era anche un’utile copertura per il mercato degli schiavi.La storia di copertura per Francesca era che volevano iniziare a far vedere i primi abiti della nuova collezione, ma piuttosto che le solite riprese in studio piuttosto ferme, volevano portarli alla vita mostrandoli indossati in situazioni reali.“Mi stupisce che non si sia ancora resa conto di quello che le è successo”. Disse il videomaker.“Sì, è piuttosto ingenua, ma credo anche che sia totalmente innamorata di te, Marta. Glielo si leggeva negli occhi, mentre ti guardava adorante ed era così attenta mentre scattavo le foto”. Disse il fotografo.Marta sorrise ironicamente e rispose. “Beh, qualunque cosa non può durare; in ogni caso, siamo pronte quando arriva il momento, visto che abbiamo tutti quei video di lei, e anche se per un momento pensa di poterne uscire, ci assicureremo che sappia di essere in trappola, mostrando come possiamo distruggere la sua vita reale”. Ridacchiando, prosegue.“Concluderà che non ha alternative realistiche se non quella di fare ciò che vogliamo”.Dopo una piccola pausa, prosegue dicendo. “Confesso che mi piace molto la sua adorazione per me. È la prima volta che una schiava mi ama”. Ammicca.Entrambi gli uomini ridono, sorseggiando i loro drink e fumando le loro sigarette.“Ok, ok”. Disse Marta. “Questa sera è importante per noi, perché sarà la prima occasione per vedere cosa ne pensa il mercato e se è già pronta per la vendita; quindi, facciamo in modo che sia buona”.“A quanto la darete via?”. Chiese il fotografo“Beh, non la lascerò andare per meno di 250.000 euro e spero che alla fine potremo arrivare a 300.000 euro. Disse Marta.“Wow, pensi che pagheranno così tanto per una schiava completamente non addestrata?”. Chiese il fotografo
“Beh, vediamo che prezzo offrono e se non lo raggiunge, siamo pronti ad addestrarla di più”. Dichiarò la donna.Girando la testa, Marta guardò il fotografo. “Allora, qual è il programma?”.“Allora, come concordato, la faremo vestire e preparare nella sua camera. Il vestito è già pronto per lei. Poi faremo finta di andare al club facendole fare un giro di 15 minuti sul retro del furgone oscurato, prima di riportarla qui attraverso il parcheggio sotterraneo del club”.“Ok, bene”. Dice Marta e il videomaker annuì. Il fotografo continuò.“Per prima cosa le faremo fare una passeggiata intorno alla passerella e all’area dei posti a sedere. Poi la porteremo nella stanza del dungeon e la faremo posare su alcune delle attrezzature, che saranno trasmesse in diretta streaming nel club principale”.“Bene”.“Poi, finalmente, la riporteremo indietro e la metteremo in uno dei box espositivi. Come al solito, a questo punto il club farà in modo che gli offerenti inizino a usare l’applicazione telefonica del mercato degli schiavi per valutare lei e le altre schiave”.“Eccellente”. Rispose Marta.“Ora passiamo ai dettagli in modo da essere sicuri di tutto, ok”. Disse Marta.Continuarono a parlare per altri 20 minuti, controllando che ogni minimo dettaglio sia stato pensato e sia pronto.La linea di abiti per cui Francesca doveva iniziare a sfilare si chiamava Latexbetter e il capo di abbigliamento principale era una tuta con cappuccio in latex perlato color peltro. C’era anche un paio di stivali da far indossare a Francesca.Marta scese nella camera di Francesca ed entrò, mettendo in silenzio le varie borse e scatole per il costume accanto alla toeletta, trovandola mezza addormentata sul letto. Marta si inginocchiò sul letto e baciò la guancia di Francesca. Sussurrò. “Ciao amore mio, è ora di svegliarsi, dormigliona”. Allo stesso tempo, lasciò che la sua mano accarezzasse il culo di Francesca.Francesca si agitò borbottando. “Oh, è già ora?”. Francesca si stiracchiò svegliandosi.“Sì, amore mio”. Marta le disse passando la mano tra i lunghi capelli biondi di Francesca in modo giocoso e poi lasciando che il dorso delle dita le accarezzasse il viso.“Ho qui il tuo vestito per il servizio fotografico”. Sussurra, guardando le scatole e le borse dall’altra parte della stanza. “È ora di prepararsi”.“Oh, giusto.” Rispose Francesca mentre si alzava in piedi, ormai sveglia.Marta attraversò la stanza e disfò la borsa con dentro la tuta, mentre Francesca si spogliò. Mise un flacone di lubrificante e di smalto sul tavolo da toeletta, mentre Francesca con i capelli leggermente scompigliati dal sonno, attraversava il morbido tappeto color crema e si sedeva sul tavolo da toeletta. Sentì un bagliore dentro di sé con Marta accanto.Marta aprì la tuta togliendo la carta velina in cui era avvolta, e mentre la teneva in alto Francesca potè vedere che era fatta di lattice peltro dall’aspetto metallico. Marta aprì la cerniera sul retro della tuta fino alla vita; la doppia cerniera proseguiva sul davanti fino all’inguine.“Alzati amore mio, devo spalmarti un po’ di questo lubrificante”. Francesca si alzò e Marta versò un po’ di lubrificante nella mano e cominciò a strofinarlo sulle braccia e poi sulle gambe di Francesca, le zone in cui la tuta era più stretta. Francesca si godette la sensazione di carezza delle mani di Marta sulla sua pelle liscia, un calore che si sviluppava tra le sue gambe.Marta sapeva fin troppo bene cosa stesse provando Francesca e strofinò giocosamente la sua mano lubrificata sul monte di venere di Francesca. Francesca emise un immediato gemito di piacere sentendo le dita di Marta sfiorare la sua collinetta liscia e le sue labbra, ansimando per l’eccitazione e ridacchiando un po’ per il piacere che provava.Marta sorrise tra sé e sé sapendo che questo aiuterà Francesca ad assecondare i suoi desideri.Marta passò la tuta a Francesca, che tenendola per la vita spinse il piede sinistro nella gamba della tuta. Immediatamente si accorse che il latex era di un calibro più spesso di quello precedente, color oro, che indossava. Non c’era da stupirsi che Marta avesse applicato tanto lubrificante sulle sue gambe, pensò. Allungò con cura e gradualmente il latex dall’interno, mentre scivolava lentamente sul piede e sulla caviglia. Poi lo tirò su fino al ginocchio, prima di ripetere l’operazione con la gamba sinistra. Dopo aver ottenuto un lattice spesso e liscio sulla parte inferiore delle gambe, iniziò ad allungarlo fino alle cosce, stando sempre attenta a non impigliarlo con le unghie, tirando di nuovo il lattice per assicurarsi che sia liscio e senza grinze sulle ginocchia e sulle cosce.Francesca infilò ora le braccia nelle maniche lunghe della tuta e, con l’aiuto di Marta, le tirò su. La parte anteriore della tuta era ora allentata intorno al collo, pronta per essere chiusa con la zip sul retro. Marta iniziò a chiudere la zip e Francesca notò la maggiore aderenza Le strinse la pelle sul busto, costringendola a stringere la vita come in un corsetto, e poi costrinse le sue tette, una coppa C, nella parte sagomata della tuta, schiacciandole in montagnole perfette, con i capezzoli che producevano una piccola protuberanza sulla superficie. Francesca si dimenò un po’ per mettersi a proprio agio, sentendo la stretta della tuta sulle guance del culo e con la cerniera che le entrò dritta nel buco del culo e premeva sulla sua figa.“Ben fatto, Francesca. Marta osservò la vestibilità della tuta: era perfetta, proprio come volevano, e le dava forma e risalto. L’unica cosa che restava da indossare era il cappuccio, ma prima di farlo Marta vuole che Francesca si mettesse gli stivali.“Fantastico, la vestibilità è perfetta, il cappuccio lo metteremo per ultimo; ora mettiamo gli stivali”.“Ok.” Rispose Francesca, che si dimenò ancora un po’ per abituarsi alla tenuta e alla forma della tuta. Le sembrava che le sue tette e il suo culo si fossero ingrossati, che fossero così sodi e rotondi e che fossero tenuti perfettamente fissi in posizione, tutti perturbati e stretti, e la cerniera tra le gambe le sembrava fosse tagliata in due, da quanto era stretta.Dopo aver indossato la tuta, arrivarono gli stivali, in latex nero per contrastare con il peltro metallizzato. Ancora una volta, erano un passo avanti rispetto a quelli indossati in precedenza e, come le scarpe che indossava prima, avevano un tacco a spillo di 15 cm. A differenza degli stivali precedenti, questi non avevano una cerniera laterale, ma solo a strappo.
