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Erotika
Scopata da due maturi.
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Racconto13 min di lettura

Scopata da due maturi.

Mi chiamo Giusy, ho 50 anni, sono di media statura, bionda, capelli corti a caschetto, un bel seno florido ed un fisico snello e ben curato. Il culo, tondo e sodo, penso sia uno dei miei punti di maggior pregio. Da quattro anni sono una sweet, perché quel cornuto di mio marito ebbe a sollecitarmi a ...

pennabianca
2 anni fa · 528 letture · 0

Mi chiamo Giusy, ho 50 anni, sono di media statura, bionda, capelli corti a caschetto, un bel seno florido ed un fisico snello e ben curato. Il culo, tondo e sodo, penso sia uno dei miei punti di maggior pregio. Da quattro anni sono una sweet, perché quel cornuto di mio marito ebbe a sollecitarmi a provare un altro cazzo, la cosa mi è piaciuta così tanto che, da allora, non mi son più fermata, anzi, se fosse per me, starei a scopare tutti i giorni della settimana. Mi piace esser ammirata, desiderata e, per questo, mi esibisco sempre in pose molto provocanti; se poi vedo che un maschio risponde positivamente alle mie provocazioni, non sto a pensarci su e me lo scopo senza troppi indugi. Mi piace sentirmi sfondare e riempire da una bella verga dura e grossa, che, alla fine, inondi i miei buchi di crema calda. Sì, mi piace far la troia! Generalmente è quel gran cornuto del mio adorabile marito a organizzarmi le monte o a portarmi in qualche club prive', per farmi sbattere da tutti quelli che penso possano esser dei magnifici tori, pronti a regalarmi momenti di infinito piacere con molta sborra, di cui son diventata molto golosa. Però le cose che mi fanno impazzire di più sono certe situazioni impreviste, quelle che ti capitano per caso e che devi saper cogliere al volo. Si adoro gli imprevisti e le scopate non programmate. La più recente si è verificata sabato scorso. Mi ero recata con il cornuto alla Città Mercato per completare i miei acquisti di Natale. Dovevo prendere 4/5 cose di buon pregio, per delle persone a noi care e la Città Mercato era il luogo ideale dove, fra la moltitudine di negozi, avrei avuto maggiori possibilità di trovarle. Naturalmente, essendo un luogo molto frequentato, non mi son lasciata sfuggire l’occasione di mettermi in mostra: una bella gonna nera, non troppo lunga, giusta sopra al ginocchio, con spacco laterale, e sopra una camicetta bianca che copriva un intimo sottilissimo; mi piace che, quando mi eccito, i miei capezzoli diventino ben visibili. Inoltre, al di sotto della gonna, faceva bella figura di sé un perizoma altrettanto sottile, quasi invisibile, che si era subito infilato nel solco delle natiche dietro e fra le labbra della fica davanti. Per completare il mio outfit calze autoreggenti e tacchi alti. Il trucco leggermente più marcato da puttana e le labbra ben ricoperte da un rossetto rosso fuoco, che le metteva in bella mostra per far aumentare il desiderio di qualche maschio di infilarci dentro il suo bel cazzo. Con il cornuto al seguito, come un devoto cagnolino, a metà giornata, nonostante avessi già girato diversi negozi, avevo trovato solo due dei regali che avevo in mente di acquistare. Per placare un certo languorino, ci fermiamo in un bar a prendere un tramezzino e, mentre me lo gusto seduta al tavolo con il cornuto vicino, la mia attenzione viene catturata da due maschi maturi, che entrano e vanno al banco a prendere un caffe. Uno più alto, imponente, elegante, con i capelli completamente bianchi, l’altro un po’ più basso, ma non per questo meno interessante, con i capelli cortissimi, quasi calvo. Quello dai capelli bianchi, nell’attesa di quanto ordinato, si gira ed i nostri occhi si incontrano. Mi sento subito le farfalle nello stomaco, da come mi ha squadrato dalla testa ai piedi, allora lo provoco volutamente. Mi sento intrigata dal tuo sguardo, accavallo le gambe piano, gli mostro le cosce. Lui sorride e dà un colpetto di gomito al suo amico, che si gira e mi guarda a sua volta. Io, da perfetta zoccola, allargo di più le cosce, ben sapendo le fantasie che si stanno creando alla vista della balza di pizzo delle calze e, chissà, forse anche la mia lumachina, che ha preso a schiumare. Ottenuta la loro attenzione, muovo le gambe con calma, fingendo indifferenza, le accavallo e poi le scavallo piano, perché voglio far gonfiare i loro pacchi. Sono consapevole che, a provocare dei maturi è un gioco da farsi solo se si è ben consapevole che con i maturi ci vuole impegno per soddisfarli, una volta entrati in gioco. Il bianco mi sorride, il suo amico mi fa un cenno di saluto con il capo, che io ricambio senza stringere le gambe, ma lasciandole ben aperte. Mi sto eccitando: succede sempre quando mi sento osservata e desiderata, mentre il cornuto non si è ancora accorto del gioco di sguardi che scambio con loro. Poi, consapevole che ora ho tutta la loro attenzione, mi alzo e mi avvicino al banco, posizionandomi fra loro due ed appoggiandomi per bene al bancone, spingendo il culetto un po’ indietro, in bella mostra. Essi sono lì vicino, mi sorridono e mi salutano.

«Buongiorno, bella signora, possiamo offrirle un caffe?»

Il bianco mi parla e la sua voce calda e profonda mi fa bagnare ancor di più. Sono bollente, ho voglia di cazzo e questi due mi sembrano perfetti per soddisfare questo mio desiderio. Mi giro e vedo il mio cornuto, che ora si è accorto del mio gioco, e annuisce: ha capito che ci sono corna fresche in arrivo e lui è contento quando qualcuno mi desidera al punto da volermi scopare e questi due hanno scritto in faccia la loro voglia di fottermi, per cui gli dono il piacere di poter osservare come mi lascio abbordare.

Il calvo fa le presentazioni.

«Piacere io sono Mario, lui è Max.»

Li guardo negli occhi, mentre mi stringono la mano e, a maggior ragione, vorrei che quelle mani accarezzassero tutto il mio corpo.

«Piacere sono Giusy. Cosa fate qui di bello?»

Max, sorridendo, mi risponde.

«Piacere nostro. Ci siamo fermati a prendere un regalo per un’amica molto speciale e ci troviamo in difficoltà; sarebbe ottimale il parere di una bella donna come te che ci aiuti.»

Lo guardo davvero sorpresa. Sono stata abbordata in tanti modi, ma così mai! Mi guardano ed osservano l'esito che ha avuto il loro argomentare.

«E chi sarebbe questa amica “speciale”?

Max, con un sorriso un po’ sornione, mi risponde a bassa voce.

«Una lei di coppia, che dobbiamo incontrare domani a casa sua; siamo indecisi sul regalo da poterle fare. Cioè, lo abbiamo trovato, ma è il colore che non ci fa trovare d’accordo, quindi il suo parere sarebbe di grande aiuto.»

Li guardo e gli rispondo che non ci son problemi.

«Va bene, io sono con mio marito per cui farò venire anche lui.»

Max ci scherza su.

«Noi non siamo gelosi, se non lo è lui, siamo a posto!»

Io lo guardo e con malizia ribatto.

«Nemmeno lui è geloso, anzi è eccitato da certe situazioni!»

«Lo avevamo immaginato e, per noi, nessun problema, basta che ci osserva in silenzio: a noi interessa il suo parere.»

Il suo tono deciso mi eccita. Sono già un lago fra le cosce, ma cerco di non darlo a vedere. Mi invitano ad entrare nel negozio di intimo, dove una giovane commessa ci mostra due completi un più bello dell’altro. Quello nero ha pizzi e merletti stupendi, mentre l’altro, che è quello che piace di più a Mario, è di color rosso bordeaux, anch'esso molto bello. Li osservo e son convinta che chi li indosserà dev'esser davvero speciale per loro, per indurli a farle un simile regalo.

«Se volete, posso provarli io, per vedere come stanno, anche se non conosco le misure della lei.»

Max mi guarda e poi lancia una proposta.

«La misura è giusta come la tua, ma io ho un'altra idea: a me piace quello nero, al mio amico quello rosso bordeaux, quindi propongo di andare nell'albergo dove alloggiamo con tutti e due i modelli e farteli indossare per noi, in camera nostra.»

Me la rido, mentre li guardo: ormai sono lanciata in questa strana avventura.

«Per me va bene, nessun problema, ma, una volta scelto il modello, ne resterà uno di troppo.»

Lui, sorridendo, ribadisce che l’altro sarà mio. Ho la figa in fiamme. Ho voglia dei loro cazzi e non mi importa altro. Ci rechiamo al parcheggio; qui Mario sale alla giuda della sua vettura, mentre io e Max, ci sistemiamo dietro, seguiti dal cornuto. Appena dentro mi bacia in bocca. Limoniamo e le lingue si inseguono. Lui mi tocca, mentre ci baciamo, mi accarezza il seno, gemo di piacere. Gli offro i capezzoli da succhiare, ma lui non accetta.

«Non c' è tempo: siamo arrivati.»

Infatti Mario parcheggia davanti al loro bungalow. Aspettiamo un attimo che arrivi il cornuto, già felice ed eccitato al massimo mi bacia e mi dice che devo godermela alla grande. Io lo guardo e gli accarezzo il capo, dove fra poco spunteranno altre sontuose corna. Appena dentro, mi sento abbracciare da dietro. È Mario che mi fa sentire il suo pacco duro sul culo. Sono eccitatissima, ma subito mi rendo conto che è Max il più porco dei due. Mi chiede di spogliarmi e indossare la lingerie. Gli chiedo se devo farlo in privato o davanti a loro, e lui mi risponde prendendo il cellullare e facendo partire la musica dello spogliarello di 9 settimane e mezzo.

Prima di andare avanti…

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