Scambio a quattro zampe. Parte seconda.

Max
a year ago

 Nelle sere che seguirono al nostro ritorno loro erano tutti e quattro ad attenderci in giardino, Zoe mi annusava anche attraverso la staccionata. La settimana successiva, il giovedì, ci hanno invitato a bere una cosa da loro dopo cena, noi abbiamo accettato volentieri, erano, così dolci e il loro cani ci piacevano tanto. Seduti nel giardino, ho chiesto a Gino quando Penny avrebbe avuto dei cuccioli se me ne vendeva uno, lui ha sorriso.

«Fra non molto farò coprire Penny da Zoe, è necessario per la sua salute fare una gravidanza, poi la faremo sterilizzare, e se verranno dei cuccioli non te li vendo, ma te li regalo, a patto che li ami come noi.»

 Abbiamo sorriso tutti, io l’ho ringraziato autorizzandolo a riprendermi qualora vedeva che trascuravo i suoi cuccioli. Fra un discorso e l’altro, ho raccontato a Rosa che il sabato successivo avevamo un battesimo, la bimba di una nostra collega, e per l’occasione ero andata vedere la nuova Città Mercato che hanno realizzato dall’altra parte della città. Lei mi ha confessato che pure loro avevano un matrimonio, ma che era al nord, e che non avendo nessuno a cui lasciare gli animali non potevano accompagnare la figlia, che ovviamente nemmeno si sognava di portarli con loro. Mario e io ci siamo guardati, e lui ha fatto una proposta.

 «Ma che problema c’è: li lasciate a noi!»

 Loro si sono dati un’occhiata, poi hanno cominciato a trovare scuse. Era evidente che non se la sentivano di affidarci i loro cani, ma non ne capivo il motivo, allora ho preferito cambiare discorso. Il sabato mattina siamo partiti presto, abbiamo accompagnato i miei genitori alle terme, dove sarebbero rimasti due settimane per le relative cure, la domenica siamo andati a pranzo dai miei suoceri. Mio suocero, Bruno è alto 1,85 circa, spalle larghe, corpo asciutto, mani grandi, capelli brizzolati, 58 anni portati benissimo. Lei Flavia ha 59 anni, più minuta ha un corpo da far invidia, gambe lunghe, seno piccolo, una seconda, capelli bianchi, corti, a caschetto, forse il sedere è un po’ troppo magro. Hanno praticato sempre tanti sport, e da due mesi lui si è ritirato dal mondo del lavoro dove ha ricoperto incarichi importanti che gli hanno dato fama e ricchezza a tal punto che lei non ha mai lavorato. Mentre sorseggiavamo il caffè gli abbiamo parlato dei nostri vicini, e Flavia a ascoltato tutto con attenzione, poi ha solo fatto un commento.

«Anna, avere un cane è fantastico, ma bisogna essere determinate e risolute, non è facile, ma il piacere che se ne ricava è tale da giustificare gli sforzi sostenuti.»

Mentre parlava, ha scambiato una lunga occhiata con Bruno. Il tono della voce era quello, di chi ne è innamorata, come quello della Rosa, allora l’ho notato, ma subito non sono riuscita a comprendere il motivo di tanta passione. La sera siamo tornati tardi, e il lunedì sera al rientro dal lavoro, Rosa e Gino ci stavano aspettando, dopo un breve saluto, lui ci ha fatto una domanda.

«Scusate, vorrei sapere se la vostra offerta di tenerci i nostri cani è ancora valida?»

Li abbiamo guardati, e subito abbiamo confermato che la nostra offerta era sempre valida, e guardandoci negli occhi ci siamo domandati cosa le avesse fatto cambiare idea. Devono aver intuito la nostra domanda che evidentemente era palesemente dipinta sul nostro volto.

«Oggi abbiamo avuto una discussione con nostra figlia a riguardo del matrimonio e della nostra difficoltà nel dover abbandonare per qualche giorno i nostri animali. Poi a Rosa è venuta in mente la vostra offerta e senza dire nulla a nostra figlia gli ha detto che saremmo andati e che per gli animali non ci sarebbero stati problemi. Se la vostra offerta ancora valida vi daremo tutto ciò che è necessario per poter mantenere qualche giorno i nostri animali sperando che non vi siano troppo d’intralcio.»

Passiamo il resto della settimana insieme ai nostri amici, e in particolare, io e Rosa cerchiamo di prevedere tutto quello che potrei avere bisogno durante i giorni in cui avrò in custodia i suoi animali. Al venerdì sera, il giorno prima di partire, Gino e Rosa vengono a cena da noi portando con sé Zoe e Penny. Insieme li accompagniamo dentro casa, lasciò che gli animali esplorino ogni angolo di casa mia, e in qualche modo si abituino a questa nuova realtà. L’indomani mattina molto presto loro riaccompagnano di nuovo da me, mentre fuori, ma restando dentro l’auto, li aspetta spazientita la figlia.

«Mi raccomando per qualsiasi cosa non esitare a telefonarmi.»

 Mi dice Gino, e poi accarezzando Penny, continua a dare consigli a Mario mentre Rosa mi istruisce.

«Mia cara, tu piaci molto il mio cane, quindi devo avvertirti potrebbe avere qualche comportamento strano nei tuoi confronti, ti prego solo di non essere brusca o violenta con lui.»

Guardo Rosa dritta negli occhi, cercando di capire dove vuole arrivare ma lei si abbassa e abbraccia forte l’animale, gli prende il muso fra le mani dopo averlo baciato fra gli occhi la gira verso di me.

«Amore mio, lei per qualche giorno avrà cura di te cerca di fare il bravo e sii sempre ubbidiente.»

La guardò stupita, e sembra che l’animale intuisca esattamente quello che lei gli ordina, al punto tale che quando lei lo lascia fare due passi si struscia con il corpo sulle mie gambe e poi si siede dietro di me in posizione eretta quasi in attesa dei miei ordini. Quando entrambi raggiungono il cancello per uscire i due animali scattano in piedi ma loro si voltano e gli ordinano tassativamente di restare con noi, cosa che gli animali fanno senza esitare. Il resto della giornata la passano sdraiati sotto il portico, senza dare nessun fastidio. La sera li lascio dormire dentro casa, e l’indomani mattina, Mario decide di andare a correre lungo il Parco del fiume. Prende con sé Penny, mette il lungo guinzaglio e dopo avermi salutato esce e va correre. Io poi che è una bella giornata decido di dedicarmi alle pulizie di casa, cosa che faccio nell’ora successiva, sempre sotto lo sguardo attento di Zoe che mi segue sempre ogni volta che mi sposto da una camera all’altra. Finito i lavori domestici, decido di farmi una doccia. Mi spoglio nuda e mi dirigo verso il bagno che appena dentro sempre seguita dal cane, mi rendo conto che il suo comportamento è cambiato, sembra più nervoso, scodinzola, e ansima. Entro nella doccia e mi lavo, quando esco mentre mi sto asciugando mi piego in basso per asciugare meglio le mie caviglie quando l’animale che stava dietro di me improvvisamente mi dà una lunga ed intensa leccata fra le gambe partendo dal basso dello spacco della mia fica fino ad arrivare al buco del culo.

«…Ooohh! Cazzo!»

Mi giro di scatto e resto stupita dal comportamento dell’animale che ora insinua sempre di più il suo muso fra le mie gambe. Esco dal bagno e vado in camera mia dove mi siedo sul letto per cercare di indossare un paio di mutandine, ma lui prontamente appoggia le sue gambe sulle mie spalle e mi spinge quasi a distendermi infilandosi con il suo corpo fra le mie cosce aperte. In quel momento mi rendo conto che il suo sesso è completamente fuori dalla guaina completamente duro ed eccitato. Lungo, rosso, e prima che io possa fare qualcosa lo sento appoggiarsi con la punta fra le labbra della mia fica e spingere con forza dentro. Cerco di sollevare le gambe per resistere all’impeto dell’animale, ma così facendo involontariamente agevolò la sua penetrazione e ad un tratto lo sento entrare tutto dentro di me e iniziare a pomparmi velocemente.

«…NO! Zoe…no!...hhhhoooooo…sì… è bellissimo!»

Dopo un comprensibile momento di stupore, iniziò a godere del piacere che l’animale montandomi mi sta dando, con colpi veloci e intensi, che mi arrivano fino in fondo facendomi tremare tutta. È una cosa nuova, sconvolgente, che mi fa vibrare tutto il corpo. Mentre provo ripetutamente un orgasmo dopo l’altro fin quando lo sento spingersi tutto dentro di me ed improvvisamente qualcosa si sta gonfiando dentro la mia fica. Sono immobilizzata, e quando cerco di divincolarmi lui mi blocca con il suo peso. Improvvisamente un’ondata di caldo riempie la mia vagina. Sta venendo! Un ennesimo orgasmo mi fa tremare e resto immobile mentre le pareti della mia vagina si stanno dilatando per contenere quel caldo fiume di piacere che l’animale sta riversando dentro di me. Sono sfinita, scossa, ma continuo a provare brividi di intenso piacere. Per lunghi interminabili minuti rimaniamo bloccati l’uno all’altro fin quando improvvisamente l’animale estrae il suo sesso da dentro di me facendo il classico flop, come di un tappo che schizza via e immediatamente viene seguito da un cospicuo getto di seme animale che fuoriesce da dentro di me. Zoe scende dal letto, e rapidamente insinua la sua testa fra le mie gambe ed inizia leccare la mia fica cercando di ripulire tutto il fiume di sperma che sta colando dalla mia martoriata e slabbrata fichetta. Sono sconvolta dal piacere che mi sta procurando cerco di sollevarmi e alla fine riesco ad allontanarlo un po’ da me. Si distende e in quel momento vedo suo sesso ancora per metà fuori dalla guaina, e mossa da un improvviso impeto di libidine e animalesca lussuria, mi abbasso e senza nessuna esitazione lo afferrò lo infilò in bocca. Mi distendo sul pavimento e inizio a succhiare quel membro che mi ha fatto impazzire facendole provare sensazioni incredibili. Sono così intenta a succhiarlo che l’animale infila di nuovo la sua testa fra le mie cosce e contraccambia il piacere che gli sta dando con la mia bocca leccandomi ancora il mio sesso bagnato fradicio dei suoi umori. Provo nuovamente due orgasmi, poi sfinita mi trascino di nuovo nel bagno e vado a rifarmi una doccia. Lui intanto dopo essersi un po’ leccato il suo sesso scodinzolando e va sdraiarsi sotto il portico. Mentre sento l’acqua scorrere sul mio corpo analizzo le sensazioni che ho provato, e mentalmente mi ritorna in mente la scena che io e Mario avevamo visto da ragazzi quando nascosti dietro le pietre avevamo osservato la signora farsi montare la cane. In questo momento realizzo quale immenso piacere la donna ha provato e mi rendo conto che molte frasi a doppio senso sia di mia suocera che di Rosa ora hanno un significato diverso. Improvvisamente mi vengono in mente tante cose, tanti piccoli dettagli, che tutti questi anni non mi erano mai stati chiari come in questo momento. Ricordo perfettamente Zeus, il magnifico alano che mio suocero aveva regalato a Flavia, e mi rendo conto che la frase che mi aveva detto sul fatto di avere un animale richiedeva molto sforzo, impegno ,ma che avrebbe ricambiato dandomi molto piacere era sicuramente riferita a ciò che ho appena provato. Esco, mi vesto e inizio a preparare il pranzo quando sento tornare Mario insieme a Penny. Entra seguito dall’animale, e viene direttamente in cucina, beve un bicchiere d’acqua poi mi guarda dritto negli occhi.

«Ora vado a farmi una doccia poi ti devo raccontare una cosa che stenterai a credere.»

Lo guardo gli sorrido, e gli dico che pure io ho qualche cosa da raccontare che pure lui crederà a stento. Dopo circa 10 minuti lo vedo tornare mentre io sto mettendo il pranzo in tavola. Mentre mangiamo entrambi in silenzio i due animali se ne stanno placidamente sdraiati sotto il portico. Lo guardo e gli chiedo di raccontarmi cosa c’è di tanto incredibile da sapere.

«Stavo correndo nel parco, quando, mi è venuto forte il desiderio di pisciare, così mi sono diretto dietro un paio di cespugli al riparo da occhi indiscreti e dopo aver abbassato i pantaloncini espletato il mio bisogno fisiologico, quando stavo per rimetterlo dentro, improvvisamente, Penny si è avvicinata, e prima ancora che io avessi il tempo di fare qualcosa lei mi ha dato una leccata proprio sul cazzo. Sono rimasto sbalordito e incredulo, e prima ancora che avesse il tempo di fare altro lei è salita con le sue zampe su di me facendomi quasi cadere a terra. Non riuscivo a capire quale fosse il suo intento e quindi lo assecondata. Appena seduto lei è tornata di nuovo a leccare il mio sesso stringendolo fra le mandibole senza farmi alcun male, anzi sembrava che le dava molto piacere leccarlo. Devo ammettere che la cosa mi ha eccitato e senza neanche rendermene conto mi sono ritrovato in tiro. Mentre però leccava, si è girata e sollevava ripetutamente la coda quasi ad invitarmi a toccarle il sesso che però non sembrava bagnato. Non so cosa mi sia preso, ma improvvisamente ho sentito forte il desiderio di possedere quell’animale. Mi sono guardato intorno e poiché non vi era anima viva mi sono inginocchiato dietro di lei ho appoggiato sul taglio bollente del suo sesso e lentamente tenendola ferma l’ho spinto dentro. È stato incredibile, lei guariva e assecondavano il movimento che le sto facendo mentre io mi sono sentito una calda guaina avvolgere tutto il mio cazzo per tutta la sua lunghezza, e improvvisamente un piacere unico mai provato prima mi ha procurato un orgasmo che ho schizzato tutto dentro di lei. È stato sconvolgente, incredibile, impensabile, ma che per un lungo istante mi ha fatto capire tante cose, tante situazioni, tante frasi e doppi sensi sia dei nostri amici, che i miei genitori. Soprattutto ho capito il forte dispiacere di mia madre quando è morto Zeus il grande alano che le aveva regalato mio padre.»

Lo guardo e gli sorrido e in poche parole il racconto tutto quello che è successo a me, e senza neanche rendercene conto ci ritroviamo tutti e due eccitati al punto tale che ci prendiamo per mano e senza neanche finire di mangiare ci mettiamo seduti sul divano e iniziamo entrambi a scopare. Gli strappo i vestiti di dosso, e subito mi trovo il suo sesso duro e caldo davanti alla mia bocca e lo infilo giù per la gola. Lo succhio, lo lecco, mentre lui mi rigira mette la sua testa fra le mie cosce e infila la sua lingua nel taglio della mia fica, fradicia di umori. Ci giriamo di colpo ci rendiamo conto che entrambi gli animali sono lì seduti davanti a noi ci stanno osservando con la lingua fuori dalla bocca ansimando, quasi a voler partecipare al nostro gioco. Guardo Mario, che mi rigira in ginocchio sul pavimento, e mi metto a quattro zampe mentre Zoe si mette dietro di me, e dopo avermi dato due profonde leccate mi sale sopra infilando di nuovo il suo sesso entro il mio con un solo colpo che mi sfonda facendomi fare un grido di piacere. Afferrò Mario lo porto davanti a me, in ginocchio, e gli prendo di nuovo il suo cazzo in bocca. Lo succhio con piacere, quando sento il muso di Penny avvicinarsi a me e con la sua lingua partecipare al piacere che sto dando a mio marito aiutandomi a leccarlo. Io stessa con una mano accarezzo la testa mentre con l’altra le infilò il palo di mio marito direttamente in bocca. Resta immobile, lo serra delicatamente fra le mandibole senza stringere, muovendo la lingua e lasciando che lui la scopi in bocca. È incredibile, non avevo mai visto un simile spettacolo mentre sento Zoe che con colpi duri e violenti mi stava devastando e sfondando l’utero. Lo sento ingrossarsi di nuovo, e improvvisamente un nuovo getto bollente inonda la mia vagina riempendomi tutta. Godo, un numero imprecisato di orgasmi, e sfinita, sono costretta a sdraiarmi sul pavimento, seguita da lui che essendo incastrato dentro di me non può fare altro che assecondarmi. In qualche modo riesco a girarmi, lo accarezzo, gli tengo il muso fra le mani mentre Penny si è girata e ora si sta facendo montare la Mario. Osservo l’incredibile spettacolo che si sta svolgendo davanti ai miei occhi con l’animale che guarisce mentre mio marito la scopa con colpi tremendi fin quando con un grido di piacere si svuota dentro di lei. Scivola fuori nello stesso istante in cui il mio amante si stacca da me. Un getto di seme bollente fuoriesce dalla mia fica slabbrata, e subito viene leccato da entrambi gli animali. Resto distesa con la testa appoggiata al torace di mio marito, mentre due lingue animali leccano fra le cosce procurandomi un piacere immenso. Restiamo sdraiati fin quando i nostri respiri non tornano normali, poi ci abbracciamoci baciamo, consapevoli che un nuovo segreto è venuto ad aggiungersi alla nostra vita coniugale. Il resto della giornata lo passiamo a coccolare i nostri amici, e quando la sera ci telefonano Gino, e Rosa, entrambi ci chiedono dei loro amici, poi Rosa mi chiede come si è comportato con me Zoe. Gli rispondo che è un animale fantastico e dal tono della voce lei mi chiede quanto fantastico? Resto un lungo istante in silenzio, e gli rispondo che è molto fantastico, sicuramente nella maniera in cui l’animale lo è con lei. Rimane in silenzio poi ci salutano e ci ringraziano ancora. Il giorno successivo quando torniamo dal lavoro troviamo i due animali esattamente dove li abbiamo lasciate sdraiati sotto il porticato. Ci corrono incontro facendoci molte feste, e appena dentro casa quando ci spogliamo per farci una doccia entrambi ci saltano addosso, col chiaro intento di fare sesso con noi cosa che entrambi accettiamo volentieri, ma data la mia inesperienza quando mi piego a quattro zampe per farmi montare da Zoe, lui nell’impeto della monta anziché infilarmi davanti mi spinge tutto il suo sesso dentro il mio fiorellino anale spaccandomi letteralmente il culo.

«…hhhhaaaa! No! Zoe! Mi sfondi…

Mario si gira di scatto, sentendo il mio grido di dolore, subito seguito da un improvviso intenso piacere che mi stravolge il viso.

Accidenti! Ti stai facendo sfondare il culo da Zoe! Fortuna che abitualmente te lo sfondo altrimenti ti avrebbe proprio fatto molto male.»

Poi si stacca dalla sua cagna e viene verso di me, e in un modo alquanto strano riesce infilarsi sotto di me facendomi sollevare mentre Zoe continua a pomparmi il culo lui qualche maniera riesce ad infilare il suo cazzo fra le labbra della mia fica e a spingerlo dentro. Incredibile! Mio marito mi stava scopando, mentre il cane mi sta sfondando il culo! Godo! Senza ritegno, quando mi sento dilatare il buco del culo dal nodo del cane e improvvisamente un’ondata di sperma allaga il mio intestino mentre Mario eccitato dall’insolito gioco esplodere la fica riempendomi anche da questo lato di calda semenza. Non so quante volte sono venuta, e sentirmi riempire entrambi i buchi mi fa sbroccare letteralmente di testa e con un urlo incredibile cado svenuta tra le sue braccia. Quando riprendo i sensi sono sdraiata per terra con la testa appoggiata sul divano con mio marito che mi guarda preoccupato mentre la cagna mi sta leccando fra le cosce. La allontano sfinita, sono sconvolta. Ho provato sensazioni incredibili, cosa che fino a qualche giorno prima nemmeno pensavo potesse esistere. Lentamente io e mio marito ci andiamo a fare una doccia, poi lui si dedica alla cura degli animali, mentre sto preparando la cena quando improvvisamente squilla il telefonino, è Rosa, che mi chiede se può parlare un momento come.

«Mia cara, ieri sera non potevamo approfondire l’argomento, in quanto non eravamo soli, ma ora vorrei sapere da te se ti è piaciuto il modo in cui il mio animale è stato fantastico?»

«Certo! Non credevo che potesse essere così bello, e sicuramente tu sai quanto, anche se sono convinta che è un piacere al quale non ci si può mai abituare, e che ogni volta rappresenta qualcosa di nuovo di intenso.»

La sento sorridere, poi dopo un lungo istante, mi chiede se anche Mario si è reso conto di quanto sia dolce Penny.

«Si anche lui, ha avuto modo di apprezzare quanta dolcezza e quanto amore può darti una cagna.»

«E una ultima cosa; è stato molto bella la prima volta? E lo hai già rifatto?»

Guardo verso Mario, attivo e viva voce, poi entrambi chiediamo loro se possono ascoltarci insieme, ci risponde che anche Gino sta ascoltando la telefonata, in viva voce, quindi passiamo a raccontare le due incredibili esperienze che abbiamo avuto con i loro animali.

«Grazie ragazzi, non sapete che gioia immensa ci date sapere che i nostri animali vi sono piaciuti come piacciono a noi, ed è proprio per questo motivo che ne siamo orgogliosi ed è per questo che noi abbiamo deciso di allontanarci da nostra figlia. Appena torniamo cercheremo di passare un momento insieme spero che questo sia anche il vostro desiderio.»

Dopo questa telefonata le cose cambiano completamente. Ora noi siamo consapevoli che avere una coppia di animali come questi è qualcosa di speciale al quale non è facile abituarsi nello stesso tempo sarà molto difficile rinunciare.

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