Casalinga e prostituta

Capitolo 5 - Oggetto di piacere

Messa a pecorina sul letto, il padrone completò il suo look allacciandole una benda con pallina.

"Non dovrai parlare e nemmeno voltarti a guardare, dovrai solo soddisfare chi arriva. Tutto nei limiti stabiliti, come sempre." disse, ripetendole in breve quanto concordato in precedenza.

Quindi la legò al letto con delle sottili catene, fatte scorrere negli anelli dei bracciali che portava allacciati attorno a polsi e caviglie.

"Ora sei una vecchia battona che serve solo per dare piacere come un giocattolo sessuale, sei solo un vecchio culo da scopare" aggiunse, prima di lasciare la stanza e socchiudere la porta.

Norma rimase ferma in quella posizione per un po', eccitata, con indosso le immancabili autoreggenti marroni velate, sandali bassi, un abito a maniche corte abbottonato sul davanti a stampa floreale, l'orlo alzato a mostrare il culo che di li a poco sarebbe stato scopato a dovere come meritava una vecchia casalinga puttana come lei, senza slip e con il plug inserito dentro per prepararla a godere e fare godere. Il volto incorniciato da una parrucca biondo chiaro. Non poteva mancare il collare. Sul comodino, una confezione di preservativi ed un tubetto di lubrificante, con la coda dell'occhio si sarebbe assicurata che ciascuno ne facesse uso.

Finalmente, udì aprirsi la porta d'entrata dell'appartamento. Era arrivato il primo, il padrone gli indicò in silenzio la direzione per la camera. Erano persone che, assieme, avevano concordato di fare partecipare a quel gioco. Norma, infatti, anche qui per rispetto nei suoi confronti, il rispetto che sempre ci vuole nel gioco ed in generale nella vita, poteva anche rifiutare di incontrare le persone che il padrone le proponeva se non le fossero piaciute. I partecipanti erano quindi persone delle quali conosceva i volti, lui le aveva mostrato delle foto, ma nello svolgersi del gioco era concordato che dovesse fare finta di non sapere niente di loro, come in una sorta di appuntamento al buio. Vide la porta scostarsi, girò il viso dall'altra parte. L'uomo la vide legata in quella posizione ed iniziò a spogliarsi, quindi si stimolò guardando il suo culo con il plug e si avvicinò al comodino, Norma voltò appena il capo e lo vide mettersi il preservativo e lubrificarlo. L'uomo si mise alle sue spalle e le sfilò il plug, osservando il suo buco dilatato prima di poggiarvi il glande e spingere appena, poi una seconda spinta, appena più decisa, quindi una terza e così via fino a che, con un breve gemito attutito dalla benda, Norma non si sentì il buco pieno di quell'arnese che iniziò piano piano a stantuffarla, mentre dalle sue labbra scese un filo saliva dovuto alla pallina. Il membro affondò con sempre maggiore vigore, fino in fondo, procurandole altri gemiti che si sforzava di bloccare, essendo un oggetto di piacere alla maniera di un giocattolo erotico per la stimolazione. Alla fine l'uomo schizzò nel preservativo.

Continuò così per altre tre volte, altri tre usarono quel vecchio culo come un giocattolo per soddisfare le loro voglie. Il tutto senza una parola, in un eccitante silenzio che amplificava il suo piacere: se vogliono vedere una trav. vestita da vecchia signora -pensò, mentre veniva usata- una vecchia pensionata sottomessa, che batte in casa e si offre come un oggetto sessuale ai clienti io lo faccio senza problemi, mi offro con il massimo piacere a questo gioco che stimola le mie voglie perverse. Devo sottomettermi ed obbedire, essere punita in questo modo, perché una vecchia zoccola come me se lo merita e non devo venire, solo il padrone può decidere quando e come.

Quattro bei cazzi avevano allargato bene il culo della troia, quindi fu la volta del padrone che la liberò e le tolse la benda. Sedutosi sul letto, la fece distendere sulle sue ginocchia.

"Ti è piaciuto troia?".

"Si padrone".

"Vuoi essere ancora punita?".

"Si padrone, ne ho bisogno e lo adoro".

Per tutta risposta, le rimise la benda e seguirono sculacciate che le arrossarono il glutei. Lui le sentì il membro andare in erezione, la fece mettere a pecorina e si sfilò i vestiti prima di iniziare a scoparle a sua volta quel culo arrossato, ora con i gemiti di lei permessi e di nuovo attutiti dalla benda. Andò avanti a scoparla dopo averla fatta voltare, tenendola per le caviglie per farle allargare le gambe mentre Norma teneva i polsi incrociati al di sopra del capo come forma di sottomissione. Quando capì che era il momento, iniziò a stimolarla. Norma venne, con un gemito più forte e liberatorio, il corpo percorso da un breve ma intenso brivido di piacere per quell'orgasmo tanto atteso.

Gli occhi chiusi, ancora con la benda, il suo viso fu bagnato dal seme caldo del suo padrone.