Casalinga e prostituta
Capitolo 3 - Prestazione all'aperto
Dall'ultima volta che aveva interpretato quel ruolo, il suo preferito, era passata una settimana. Era un gioco da organizzare bene, tenendo sempre conto di gusti, limiti ed esigenze di entrambi. Norma fremeva all'idea di quel gioco, era sempre pronta a calarsi in quei panni per soddisfare le voglie più svariate e per, eventualmente, sperimentare cose nuove se lo avesse voluto.
Finalmente una mattina, pochi giorni dopo l'uscita in pizzeria, il padrone le aveva telefonato.
"Se vuoi oggi pomeriggio ti posso portare a battere, ho trovato uno che ti vuole incontrare" le disse.
"Volentieri" accettò lei.
"D'accordo, allora ti passo a prendere per le tre e ti porto dove dovrai incontrare il cliente".
"Dove dovrei incontrarlo?".
"In un posto all'aperto, ma stai tranquilla che non vi scopre nessuno. Abbiamo trovato un posto tranquillo." rispose lui, dandole la rassicurazione che sapeva lei avesse bisogno. "Potete fare tutto con calma, fidati".
Non era la prima volta che incontrava all'aperto, ma la volta precedente aveva svolto la prestazione all'interno di un'auto e quindi si era sentita più sicura, come alla fine della serata in pizzeria, in quell'occasione addirittura di notte. Questa volta, invece, avrebbe dovuto soddisfare il cliente all'esterno e quindi il padrone sapeva avrebbe avuto bisogno di quella rassicurazione.
"Quali cose vorrebbe fare?".
"Lui ama la femmina sottomessa, vuole vederti distesa a terra e in ginocchio mentre gli lecchi i piedi, glielo prendi in bocca e gli lecchi il culo. Poi ha detto che vorrebbe scoparti bene mentre ti fai la pipì addosso e poi vuole bagnarti con la sua dopo essere venuto".
"Per me va bene" accettò Norma, che si sentì stimolata tra le cosce a quelle parole. "L'importante però è che usi il preservativo" si raccomandò.
"Come sempre" confermò lui. "Un'ultima cosa: vuole che tu indossi un collant senza le mutande sotto, gli piace strapparlo".
"Lui lo sa che sono vestita da vecchia?".
"Si, glielo ho detto e non ci sono problemi".
"Perfetto, allora metterò un collant velato marrone".
Poco dopo si salutarono e chiusero la comunicazione. Il pomeriggio, verso le tre, Norma salì in auto con il suo padrone e partirono. Aveva indossato un abito al ginocchio blu scuro in due pezzi poco attillato, decorato con piccoli motivi floreali bianchi, casacca a maniche corte abbottonata sul davanti e gonna con bordo elastico e orlo appena sopra la caviglia. Sotto, una canottiera bianca ricamata a spalline sottili e collant marroni velati senza mutande sotto, come voleva il cliente. Ai piedi, un paio di scarpe in decolté blu scuro con tacco basso e tomaia incrociata. Sotto al foulard, allacciato sotto la gola, di un blu leggermente più chiaro, si intravedeva la parrucca grigia, questa volta di un taglio che ricadeva alla base del collo, attorno al quale spiccava il collare borchiato.
La macchina fermò a margine di una strada sterrata in una zona fuori mano, il padrone la fece girare su di un fianco e le alzò la gonna, scoprendo il sedere di quella vecchia zoccola foderato dal nylon marrone che abbassò per poi, come sempre in quelle circostanze, inserirle il plug.
"Adesso sei pronta per il cliente" le disse, mentre Norma si ricomponeva. "Scendi ed entra nel bosco" disse, indicandole attraverso il finestrino chiuso la macchia di verde più giù a destra della vettura. "Inizia a farti una passeggiata e vedrai che lo trovi".
Norma scese, fremendo, quindi si diresse da quella parte mentre sentiva l'auto del padrone fare manovra ed allontanarsi.
La vecchia signora che sentiva di essere, entrò nel bosco portando con sé la borsetta a tracolla. Si sentiva vibrare, dentro quel vestito e quelle scarpe da anziana pensionata all'idea che, se qualcuno l'avesse vista, avrebbe potuto scambiarla per una signora moralista e pudica che è semplicemente uscita per una passeggiata, mentre invece la vecchia signora è tutto fuorché moralista e pudica, anzi al contrario è ancora vogliosa come una giovane e le piace andare a battere. La commistione di un corpo e voglie da giovane e abiti e ruolo da anziana, qualcosa che la stuzzicava e conturbava.
Non occorse molto perché incontrasse il cliente, un tizio brizzolato con una leggera pancia che uscì dalla vegetazione mentre percorreva un tratto del sentiero. Norma si fermò, sorridendo.
"Stai facendo una passeggiata?" chiese lui.
Un po' di recita, anche questo rende bello il gioco. Una vecchia signora esce per fare una passeggiata ed incontra un uomo nel bosco, iniziano a parlare e lei rivela in qualche modo di essere una prostituta e si offre, se lui vuole, di soddisfarlo.
"Diciamo di si" rispose lei.
"Diciamo?".
"Non esco solo per fare passeggiate, faccio anche altro".
"Che cosa?".
"Mi piace incontrare persone, sono un'anziana sola che cerca compagnia".
"Che tipo di compagnia?".
"Beh, se vuoi possiamo metterci comodi da qualche parte e possiamo fare quello che ti piace".
Lui la osservò con attenzione, i suoi occhi a posarsi su ogni particolare della sua figura e del suo abbigliamento.
"C'è un posto tranquillo qua vicino" accettò.
Detto questo, la prese sottobraccio e la condusse in un posto tra le frasche, dove faceva capolino un minimo di sole. Appena arrivati, Norma appoggiò la borsetta a terra da una parte e prese il cellulare, chiedendogli se poteva filmare e lui accettò. Questo tipo di incontri, infatti, il padrone voleva fossero filmati e sapeva che ogni cliente avrebbe accettato, del resto li sceglieva lui. Anche questo quindi accettò e Norma pose il cellulare in modo che l'angolazione potesse riprendere tutto e fece patire la registrazione, quindi si accostò al cliente, il quale le poggiò le mani sui glutei mentre lei lo palpava li in mezzo, le loro lingue che si incontravano in un cunnilinguo. La vecchia prostituta si piegò su di un ginocchio, iniziando a slacciargli i pantaloni ed abbassandogli le mutande per scoprire il suo membro in erezione, che le scivolò presto tra le labbra dipinte da un rossetto di un rosso carico, le palpebre colorate da un ombretto viola chiuse, a godere meglio quella sensazione e quel sapore, il trucco marcato come ogni volta che interpretava quel ruolo, rendendo il tutto più eccitante: le parole scambiate con il cliente, le labbra aperte a ricevere il membro o la lingua che usciva di tra le labbra per leccare qualunque parte del corpo, il viso contratto in espressioni di piacere, il tutto messo ancora di più in evidenza da quel trucco molto sexy.
In ginocchio, dopo averlo succhiato bene, attese che il cliente si spogliasse ed allargasse sul terreno una coperta, dove la fece distendere. Si sfilò le scarpe, quindi le mise un piede davanti al viso dicendole di leccare. Sottomessa, sdraiata, la lingua passò sulla pianta del piede e quindi toccò all'altro, suscitandole il medesimo piacere. Lui le si mise sopra a 69, allargandosi le natiche. Norma si puntellò sui gomiti per arrivare a passargli la punta della lingua sulle pareti esterne dell'ano, lambendogli di tanto in tanto i testicoli.
"Brava vecchia schiava, dai lecca bene che tra poco ti scopo bene" disse lui, in totale erezione, mentre quel massaggio continuava.
Fattala alzare da terra, le fece sfilare la gonna rivelando il pene in erezione in trasparenza sotto al nylon marrone, sul retro il plug inserito tra le natiche a tenerla pronta per essere posseduta. La fece appoggiare ad una pianta, il corpo leggermente piegato in avanti, le gambe appena divaricate in una posizione provocante. La vecchia zoccola gemette, sentendo la sua mano tastarla tra le cosce prima di assestarle due sculacciate sui glutei coperti dal nylon, la pelle che si arrossava in trasparenza.
"Vuoi il cazzo vecchia troia?" chiese lui, spingendo appena con le dita sul fondo del plug.
"Si, lo voglio" rispose lei, assaporando quella prima sensazione di piacere.
"Ti voglio aprire come la vecchia pensionata arrapata che sei, una che va a battere per soddisfare le sue voglie più porche".
"Si è vero, mi piace fare la vecchia prostituta in calore".
A quelle parole le arrivarono altre due sculacciate, più forti delle precedenti, che la fecero sobbalzare. Sottomessa e punita, due cose che amava molto.
"Voglio strapparti questo collant e sfondarti il culo come meriti".
"Sii, strappami il collant e sfondami il culo".
A quelle parole, sentì le sue dita lacerare il tessuto in uno strappo lento che la scoprì nei punti strategici, quindi le sfilò il plug e si mise un preservativo prima di iniziare a penetrarla lentamente, poco a poco, fino a che non fu entrato tutto dentro a quella vecchia puttana in foulard che iniziò a gemere, mentre entrava ed usciva, per poi proseguire sulla coperta alla missionaria fino a che lui non si alzò in ginocchio, continuando a stare dentro di lei.
"Adesso fatti la pipì addosso mentre continuo a scoparti, dai troia voglio vedere che ti bagni con la tua piscia".
Norma indirizzò il glande verso di sé e si concentrò, fino a che la pioggia dorata non fluì lentamente in un sottile getto con il quale si bagnò il corpo intanto che lui riprendeva a stantuffarla. Bagnata di piscio come la vecchia feticista viziosa che era, continuò a farsi scopare a pecorina fino a che lui non fu sul punto di arrivare, al che uscì da lei e la fece mettere distesa sulla schiena.
"Adesso vieni vecchia zoccola".
Restò ad osservarla mentre, a cosce aperte, si stimolava fino a venire con un gemito, quindi si sfilò il preservativo e si stimolò a sua volta accovacciato di fianco a lei, venendole sui genitali. Per finire, si alzò e svuotò la vescica su di lei cercando di bagnarla il più possibile.
Norma si sentì ancora eccitata per quella prestazione, tanto che dopo essersi rivestita ed avere salutato l'uomo si fermò in un altro punto sulla via del ritorno per masturbarsi e venire di nuovo, quindi raggiunse la macchina del padrone e vi salì. Lui rimise in moto e la riportò a casa, dove si fece una doccia e cambiò gli abiti mettendo a lavare quelli macchiati mentre lui, in soggiorno, si godeva il filmato di quella prestazione. Come sempre al ritorno da una prestazione, lei si inginocchiò a terra ed iniziò a prenderglielo in bocca vestita in abiti da casalinga, fino a sentirsi schizzare sul palato il sapore del suo seme caldo.
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