Casalinga e prostituta

Capitolo 2 - Esposta in un luogo pubblico

Come previsto, quel pomeriggio Norma ed il suo padrone fecero una sessione. Iniziò tutto con lei messa in ginocchio in camera da letto, in attesa che il padrone si spogliasse completamente e si distendesse. Norma sapeva che cosa avrebbe dovuto fare, quindi restando in ginocchio scivolò fino al fondo del letto ed iniziò a baciargli e leccargli i piedi, adorava i piedi maschili e potervi passare sopra la lingua come atto di sottomissione e sentire la punta del piede entrarle in bocca e succhiarla, come accadde anche quella volta.

"Adesso mettiti sopra di me vecchia schiava" ordinò lui.

Norma si alzò in piedi e si sfilò gonna e mutandine, quindi si pose sopra di lui a 69 ed iniziò, come sempre, a prenderglielo in bocca mentre lui le sfilava il plug e lo appoggiava sul comodino, quindi le tenne allargate le natiche e vi sputò in mezzo, inserendo un dito che le fece emettere un breve gemito mentre la bocca era chiusa dal suo membro eretto. Quel dito insinuato la galvanizzò, facendola succhiare con più impegno fino a che lui non disse basta.

"Adesso scendi e mettiti a quattro zampe".

Allacciatole il guinzaglio al collare borchiato, la condusse in bagno dove la fece restare a pecorina, ma con la parte superiore del corpo accostata al pavimento. Dalla stanza si era portato dietro il frustino, la cui punta iniziò a fare scorrere sulle sue natiche per prepararla a quanto sarebbe avvenuto di li a poco.

"Lo vuoi schiava?" chiese, continuando a carezzarle la pelle.

"Si padrone" rispose lei.

"Ne hai bisogno, non è vero? Ti piace essere punita".

"Si padrone, sono una vecchia schiava in calore che ama essere sottomessa e punita".

Lo schiocco del frustino la fece sobbalzare, poi seguirono altri colpi che accolse con dolore e piacere assieme.

"Avresti voglia di fare una cosa per me stasera? Ti voglio portare in un posto pubblico in modo tu possa mostrarti come la vecchia zoccola sottomessa che sei" propose lui, fermandosi.

"Si padrone, non vedo l'ora".

"Ma prima finiamo qui, non ti ho ancora scopata in questo culo da vecchia viziosa".

Detto questo, si mise un preservativo e la sodomizzò in quella posizione, il suo cazzo bello tosto che entrava ed usciva da quel culo arrossato dai colpi di frustino facendola gemere fino a venire.

Il posto di cui parlava il padrone era una pizzeria, che lui spesso frequentava.

"Ma non sarà un problema se mi vedono entrare così?" chiese lei in auto, un po' agitata.

"Stai tranquilla che qui mi conoscono, non è la prima volta che porto qui una mia schiava e la espongo in qualche modo. Sono sicuro che per te sarà molto eccitante, ti basterà fare quello che ti dico e non ci saranno problemi".

Detto questo uscirono dall'auto e si diressero verso l'ingresso. Norma indossava un abito al ginocchio a manica lunga, scuro a motivi vintage, parrucca grigia, un foulard scuro a coprirle il capo ed allacciato sotto la gola, il collare borchiato, calze di nylon marroni velate e scarpe con tacchi bassi decorate con fibbie ed una borsetta a tracolla. Assieme a questo, un piumone scuro che sfilò non appena arrivarono al loro tavolo, in un punto un po' appartato del locale, sotto gli sguardi degli altri clienti che la osservarono facendola tremare per la tensione mentre, a fatica, si slacciava il foulard per lasciarlo poggiato attorno al collo.

"Non preoccuparti che nessuno ti dice niente" disse lui, non appena si furono seduti.

Quando il cameriere si avvicinò, fecero la loro ordinazione e rimasero in attesa di essere serviti. Ad un certo punto, lui notò una donna alzarsi e dirigersi verso il bagno.

"Adesso fai una cosa" le disse sottovoce. "Hai visto quella che si è alzata ed è andata in bagno? Bene, adesso vai anche tu in bagno e trovi il modo di parlarle".

"Ma se poi quella si incavola già solo per il fatto che sono una trav e sono entrata nel bagno delle donne?".

"Fidati di me che non succede" le garantì lui. "Tu entri e quando la vedi ti avvicini ai lavandini per lavarti le mani. Mentre lo fai, le dici qualcosa di te e del perché sei vestita da vecchia. Ti devi esporre un po' insomma, dichiarare quello che sei ed essere disinvolta. Devi dimostrare che questo è il tuo ruolo e che non te ne vergogni. Dai fallo" la esortò.

Norma si alzò e si diresse nel bagno delle donne, il cuore in gola. Aprì la porta e trovò la donna davanti ai lavandini che si aggiustava il trucco. Questa, una tizia sui trenta in minigonna e tacchi, la osservò con un sorriso attraverso lo specchio. Norma si avvicinò e la salutò mentre avvicinava le mani alla fotocellula per fare scorrere l'acqua. Quel sorriso, le fece pensare che fosse tutto calcolato. Che quella donna non fosse li per caso ma che fosse stata fatta arrivare apposta dal suo padrone per impostare quella situazione. Si salutarono con gentilezza, mentre fingeva di lavarsi le mani.

"Io è la prima volta che vengo qui, ho sentito che si mangia bene" iniziò. "Io sono una trav a cui piace vestire da vecchia signora ed uscire in pubblico, per questo il mio lui mi ha portata qui".

"Ah interessante" disse l'altra, mentre riponeva la piccola trousse nella borsetta.

"E' il mio ruolo quello di essere granny ed ho un rapporto particolare con il mio lui" proseguì. "Insomma, io sono una persona sottomessa. Mi piace essere una schiava, per questo porto anche il collare" aggiunse, muovendo appena il capo e scostando il foulard per mostrarle meglio il collare borchiato.

"Non mi era mai capitato di vedere un uomo giovane vestito come una vecchia signora, immagino che per te sia qualcosa di speciale".

"Si, molto. Mi procura delle emozioni molto intense".

Tornò al tavolo eccitata per quell'esperienza, si sedette accavallando le gambe mentre sentiva il membro andare in erezione sotto le mutande ricamate che indossava. Il padrone allungò un piede e la invitò ad aprire le cosce, saggiandola li sotto.

"Ti è piaciuto vedo" notò. "Avresti voglia di godere adesso?".

"Si molto, mi ha eccitata essere vista da una donna ed averle potuto parlare di quello che faccio".

Dopo cena, a fine serata, fermarono l'auto in un posto appartato e le fece sfilare la giacca, quindi si fece fare un pompino prima di farla mettere a pecorina sul sedile reclinato del passeggero, le sollevò il vestito e le abbassò le mutande fino alle ginocchia, quindi la scopò mentre indossava il foulard, una vecchia casalinga uscita a cena che termina la serata a fare sesso in auto con il suo compagno. Quindi, la riaccompagnò a casa promettendole di rifarsi vivo al più presto.