«Quando cominciammo a giocare allo scambio, tua madre era la regina delle serate. Lei e Franco si scatenavano in maniera incredibile; la loro intesa e libidine non era seconda a nessuno. La fantasia nel creare sempre un gioco nuovo, la faceva sentir viva, tanto che una volta andarono in vacanza lei e Franco da soli, lasciando Rosa e Mario qui sull’isola. Credo che Mario, in fondo, fosse un po' geloso della loro intesa. Quando lei è rimasta incinta di te, non è stato palese se volesse avere un altro figlio o figlia, o volesse far diventare Franco padre, dal momento che Rosa era sterile, per questo è scoppiato il casino.» La guardo, mi rendo conto che le cose ora cambieranno, voglio vivere una nuova vita con Franco, il mio vero padre, qui all’isola; non m'importa di tutto il resto, degli altri me ne voglio fregare, qui mi sento bene, protetta e amata e questo mi basta. Lisa mi abbraccia e bacia, sento le sue mani accarezzarmi, mi eccito, ma lei m’invita a tornare su in casa. Trovo lo zio già vestito. «Andiamo: il traghetto sta entrando in porto, tornano Fabio e Pamela, se non ci affrettiamo, faremo tardi.»
Partiamo e, arrivati al molo, li vediamo sbarcare fra gli applausi di tutti i marinai del traghetto. Lo zio mi spiega che Fabio lavora su quelle navi. Fatte le presentazioni andiamo a casa di Lisa, Pamela mi prende un momento in disparte. «Dunque, sei tu la nipotina di Franco o dovrei dir la figlia? Mi hanno raccontato che sei una vera furia a letto, non vedo l’ora di assaggiare le tue carezze e baci.» La guardo, non c’è cattiveria nelle sue parole, lei mi fa l’occhietto d’intesa e ridiamo di gusto, mentre Lisa ci osserva divertita a sua volta. Nei due giorni successivi, lei è molto impegnata con i parenti, poi, una sera, siamo tutti e due invitati ad una grigliata a casa degli sposi: vogliono festeggiare il ritorno con gli amici. La festa è molto divertente, rido e mi sento al centro dell’attenzione di molti ragazzi: per me è una vera novità; sono ad una festa e nessuno mi prende per mano e mi porta dentro una stanza per scoparmi. Ad un certo punto della serata, vedo i ragazzi tutti intorno allo sposo, mi avvicino per capire e li sento discutere animatamente: è Fabio che si impone su tutti. «Non sento ragioni! Oggi è la mia festa e ci deve esser anche lui: andiamo a prenderlo.» Escono tutti, io guardo interrogativamente Lisa, che mi si avvicina e mi spiega che Simone, la persona assente, oltre ad esser il cugino di Pamela, è anche il miglior amico di Fabio. Un giorno era tutto pronto per sposarsi con una bellissima ragazza tedesca, ma lei l’ha mollato sull’altare; lui l'aveva presa malissimo ed aveva cominciato a bere. Ora capita che sparisca per giorni per ubriacarsi; è un vero peccato perché è un ragazzo meraviglioso e si sta rovinando per quella stronza. Poco dopo li vediamo tornare, facendo un casino enorme, insieme a loro c’è Simone: resto basita; è il ragazzo dell’altra coppia che scopava con loro, quindi Lisa si era fatta sbattere dal marito, figlio, amico e nipote della nuora, mentre dalla nuora si faceva leccare: hai capito quante tresche custodiva quest’isola? Mi colpisce la bellezza del giovane, nonostante sia un po' trasandato, ha un suo fascino, ma tutti lo trattano come un povero diavolo; sento di dover fare qualcosa per scuoterlo: in fondo, qui, mi hanno aiutato a trovare me stessa, perché non cercare di esser utile? lo avvicino, Pamela ci presenta, lui mi tratta subito come un'estranea non capendo quali possano esser le mie intenzioni, anzi, quasi mi offende e quindi passo all’attacco.
«Mi hanno detto che ti piace bere.» Lo provoco, mentre nel salone scende un silenzio irreale. Tutti hanno sentito le mie parole. Lisa e Franco mi guardano con aria di rimprovero, gli altri stanno con gli occhi bassi. «Anche a me piace farmi un bicchierino; che ne dici di fare una scommessa? Chi perde, dovrà esaudire un desiderio del vincitore, qualunque esso sia.» Lui mi guarda stupito, un po’ indispettito dal mio atteggiamento strafottente. «Sei sicura? Qualunque cosa? Mi sembra troppo facile. Naturalmente la scommessa si paga dopo la sbronza.» Annuisco e confermo. Mi guarda divertito, tutti sono sbigottiti; lui ci pensa un po' su ed accetta. Stabiliamo la misura dei bicchieri, media grandezza, poi si comincia: uno io, uno lui, Pamela è incaricata di tenere il conto. Non è, per vero, la prima volta che faccio questo gioco, anzi mi considero una veterana. Loro non lo sanno e nemmeno lui, quindi, spero di vincere; ho una certa idea per la testa. Al quindicesimo bicchiere, noto una certa difficoltà in lui e, dopo altri tre, crolla; non è che io stia meglio, mi alzo malferma sulle gambe e reclamo la mia vincita. «Accertato che ho vinto io, da questo momento tu, per la durata di un anno, non dovrai più bere nemmeno una goccia d’alcool, solo una birra al giorno e nient'altro.» Lui si scuote, mi guarda, cerca di obbiettare, ma, a questo punto, tutti hanno capito ed approvato il mio scopo, quindi lo invitano a rispettare il patto, ma lui se ne va furioso. L’indomani mattina, lo vedo comparire a casa, mi porta una cassetta di pesci che ha ordinato lo zio; mi guarda, sono in costume: «Non so come, ma penso che tu abbia barato.» Mi dice, sostenendo il mio sguardo. «Andiamo a fare un bagno?» Gli propongo e, senza aspettare la sua risposta, lo prendo per mano e scendiamo al mare. Mi tuffo e nuoto, lui mi segue. Poco dopo lo ritrovo di lato. «Dove hai imparato a nuotare? Fai un casino pazzesco e sprechi energie.» Mi dice, facendomi fermare. Mi spiega come fare: effettivamente mi muovevo troppo, mentre lui increspava appena l’acqua. Bastano pochi consigli e già mi rendo conto di esser migliorata, torniamo verso lo scoglio e usciamo dall’acqua. Mi distendo al sole, lui mi si affianca. «Dove hai imparato a bere in quel modo? Ne ho viste poche di donne capaci di regger tanto.»
Mi dice con voce calma. «Credo che sia come il nuoto: tu sei un pesce, io un casino. Nel bere basta sapere quando fermarsi, purtroppo io, il mio limite, l’ho cercato tanto e mai trovato.» Gli rispondo, fissandolo negli occhi. «Franco mi ha raccontato che ti sei messa nei casini e che sei venuta qui per ritrovare la tua serenità; era giusto che facessi questo: sei anche tu figlia dell’isola; chi viene concepito o nasce qui, ne sente l’appartenenza per tutta la vita. Io non potrei vivere in nessun altro posto al mondo.» «Per questo che la tedesca ti ha mollato?» Gli chiedo con un tono calmo. Lui incassa il colpo, mi guarda e si avvia verso la scala. Capisco di aver esagerato, allora lo afferro e lo bacio di colpo. Per un momento, resta immobile, stupito dal mio gesto, poi corrisponde con ardore e mi stringe a sé. Mi abbraccia forte, sento il suo sesso crescere e premere contro la mia pancia. Restiamo un momento incollati, immobili. «Non cercar di barare anche questa volta, se vuoi che io rispetti quanto ti ho promesso ieri sera, dovrai controllarmi da vicino, se invece vuoi solo scopare hai sbagliato persona.» Mi dice con tono duro, fissandomi in volto. «Avevo solo il desiderio di baciarti: se voglio che qualcuno mi scopi, lo trovo quando ne ho bisogno, senza problemi, ma tu, sei sicuro che non toccherai più dell’alcool? E poi, chi ti dice che abbia voglia di scopare con te?» Gli rispondo ancora più dura. Abbassa il capo e sale le scale, io lo rincorro e lo attacco. «Allora è vero quello che dicono di te? Sai solo fuggire? Ma che razza di uomo sei? Reagisci! Sei un bel ragazzo e ti butti via per una puttana di tedesca, che ti ha solo scopato? Non è stata capace di capire che tu, da qui, non te ne saresti mai andato; e tu, ancora ci muori per lei? Cazzo! Ma tutte le altre, trovano dei maschi cosi devoti?» Gli urlo e scoppio a piangere come una scema. Si ferma, si avvicina, mi prende per mano e saliamo. «Ti va di restare a pranzo? Potresti insegnarmi a cucinare il pesce, tanto ho deciso che da qui, non me ne vado più, quindi, tanto vale, che impari a cucinarlo bene, se voglio trovarmi un compagno.» Mi guarda, cercando di capire cosa voglio veramente. «Dite tutte così, poi, un giorno, l’isola vi sta stretta e via, incuranti di chi resta con il cuore spezzato.»
