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Erotika
Da moglie pudica a puttana · Cap. 5
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Capitolo 5 di 614 min di lettura

E

Sono Luca, 52 anni, statura media e fisco asciutto ma non palestrato. Da 27 anni vivo con Alba, mia moglie.

pennabianca
2 anni fa · 318 letture · 0

“Sarà anche vero, ma una parte di me non riesce ad accettarlo.”“Vedi tu. Analizza il tutto, chiarisci i tuoi dubbi e decidi liberamente.”Detto questo, aggiunsi:“Ora Franco vuole un tuo bel pompino!”Lo tirai fuori e lei ci si avventò sopra. Non feci più parola con lei di Franco, nemmeno quando scopavamo; inoltre ero preso da tanti impegni di lavoro. Fu lei, una sera, dopo cena, a chiedermi altre spiegazioni.“Ma, se andassi con Franco, tu vorresti esser partecipe?”“Questo dipende da te e da lui. Personalmente, sì, mi piacerebbe, ma, a te?”Lei accolse quella mia esternazione con un sorriso.“A me piacerebbe sapere che mi sei vicino.”“Quindi ti piacerebbe avermi come guardone?”“Diciamo di sì; insomma mi piacerebbe che fosse una cosa eccitante sia per me, che per te.”“E a lui, starebbe bene così? Ne hai parlato con lui? Hai pensato che potrebbe non esser d’accordo.”Mi sorrise precisando che, grazie al fatto di aver potuto scambiare diverse battute con lui, si era fatta un’idea di come potesse piacere anche a lui.“Quindi? Cosa vuoi che faccia?”“Io, lui e tu presente, ma, almeno inizialmente, non partecipe.”“E dove vorresti farlo, qui da noi?”“Sì, mi sentirei più sicura.”“Quindi lo desideri proprio tanto il suo cazzo?”“Sì, ma, soprattutto, è lui che voglio!”Ecco confermato uno degli aforismi di V. Cannova: La donna si lascia corteggiare solo da chi ha già scelto.Di quel Franco sapevo solo che era sposato, avendolo chiesto in giro con estrema riservatezza. Frequentava una palestra abbastanza assiduamente e, da un conoscente iscritto alla stessa palestra, avevo saputo che a vederlo sotto la doccia, poteva affermare che era anche ben fornito. A lei non avevo detto nulla riguardo alla mia indagine. Dopo una lunga ed attenta riflessione, giungemmo alla conclusione che dovevamo creare un’occasione opportuna per tutti. Lasciai che fossero loro a decidere e, alla fine, fu stabilito il giorno: sarebbe stato un venerdì sera, dopo cena.Quel venerdì, lei, al ritorno dal lavoro, iniziò a prepararsi. Fece dapprima un piccolo clistere, poi si sistemò per bene la fica, eliminando diversi peli. Si lavò accuratamente, anche a mezzo lavande intime, poi, fatta una doccia, provvide ad un lieve trucco, senza far ricorso ad alcun tipo di profumi. Dopo di che, passò all’abbigliamento intimo: autoreggenti, perizoma con il davanti trasparente e dietro un finissimo filo che sparì fra le sue natiche, reggiseno a balconcino, per poi indossare un abito nero con cerniera sulla schiena, facile da togliere. Per cena era previsto solo un leggero piatto di verdure. Mentre lo aspettava, si rimirò allo specchio diverse volte: voleva esser perfetta. Da parte mia ero eccitato ed avevo solo una domanda da farmi: come avrei dovuto comportarmi? Avevamo deciso, io ed Alba, che, al suo arrivo, mi sarei fatto trovare sulla terrazza con la scusa di fumare una sigaretta. Loro si sarebbero sistemati in sala sul divano, che era comodo e capiente: io, da fuori, avrei assistito a tutto.Quando lui arrivò, io ero già fuori; lui aveva portato una bottiglia di bollicine, che aprì. Brindarono a loro due, alla vita e, in breve, le loro bocche si incontrarono: fu una lunga pomiciata, che sembrava non finire mai. Nel frattempo, lui era rimasto con i boxer e lei in intimo; lui sembrava volersi gustare ogni centimetro del corpo della mia troietta. Succhiò a lungo i suoi capezzoli, poi giratala le lecco la schiena ed arrivò al suo sedere. Le mordicchiò le mele ed insinuò la lingua sul buchetto, poi proseguì nella leccata fino alle caviglie, per infine rigirarla e tornar su. Quando arrivò alla sua fica, lo vidi staccarsi, quasi ad riempirsi gli occhi delle sue labbra enormi ed il suo clitoride lungo e pronunciato. In quel momento fui tentato a raggiungerli, ma mi trattenni. Vidi lei che, mentre lui la leccava, prese con le mani la sua testa e la tenne bloccata lì, mentre la sentivo mugolare.“Sì, dai, Franco, così! Mamma mia, come godo! Bravo, succhiami il grilletto: che bello, sono in estasi!”Più volte lo allontanò per non venire, nel frattempo lui si era liberato dei boxer ed il suo cazzo faceva buona mostra di sé, bello in tiro. Lo intravedevo. Se io ho una bella cappella, la sua era decisamente più larga ed era il culmine di un’asta più lunga e grossa della mia. La scena di lei con un altro, era qualcosa di stupendo. La vidi scender giù, accarezzare quella gran bella verga, leccarla, avvertendo quanto lei ne fosse affascinata.“…hhummm, che bello! E com’è duro!”Quella verga presto sparì, tra leccate e pompe. Avevo il cazzo in tiro. Presi a toccarlo appena e, quando li vidi coinvolti in un frenetico 69, per poco non venni. Lui le allargava le labbra della fica per penetrarla meglio con la lingua, ma faceva lo stesso anche con le chiappe, per ben infilarsi nel suo culo. Vidi lei mettersi in ginocchio, le gambe di lui sulle sue spalle e lei che prese a leccargli palle e culo. Cazzo che troia! A me non l’aveva mai fatta una cosa simile! Inutile dire che quella visione mi eccitò ancor di più. Lui le diceva che era stupenda, una vera amante, una perfetta troietta. Poi lei lo stese supino e gli salì sopra.“Ora ti scopo, mio bel cazzone! Fammi godere!”Iniziò a spingere e, dopo poco, la sentii urlare.“Oh, SI! DAI! Come lo sento! Mi riempie tutta! Sì, dai, chiavami!”Lui si era aggrappato alle sue tette e la stava distruggendo, ma appariva chiaro che ad Alba piacesse. La mise a pecorina e prese a scoparla con furia. Le dava anche degli schiaffi sulle mele e lei lo incitava a farlo ancor più forte. Poi cambiarono posizione. Ora era lei distesa supina sotto lui, gli spalancò le gambe all’inverosimile e lui le spingeva dentro il cazzo con tutta la forza possibile.“Tieni, troia! Prendilo tutto in corpo! Ti sfondo, puttana!”Lei era in delirio e lo incitava ancor di più.“Sì, chiavami così! Godo come non mai! Dai, ancora, spingi, dai, che vengo! VENGO! ORA!”Così dicendo si spinse contro di lui, tremava per il forte piacere. Lui usci dalla sua fica e, sempre con lei sotto, appoggiò il cazzone al suo culo e, mentre spingeva ci sputò sopra. Entrava, usciva e lo bagnava, fino a che l’ho sentita implorare.“Oh, piano, mi sfondi! Però continua, che mi piace! Sì, così, piano, sì, dai, uhhmmm, mi si bagna anche il culo!”Lui entrava e usciva e, ogni volta, entrava ancor più in profondità nel suo culo e, alla fine, sentii lei chiedergli di sborrare.“Sì, dai, riempimi con la tua sborra!”Mentre veniva sul suo culo, le aveva preso il clitoride tra due dita, lei si scostò e vidi il pavimento bagnarsi.Poi presero a toccarsi, baciarsi e, solo allora, mi accorsi che lei stava guardando verso me. Ero al riparo delle tende, ma vedevo tutto quanto. Passarono dieci minuti tra carezze e baci, poi lei scese a pomparlo ed a leccargli culo e cazzo. Lo pompò e leccò a lungo e, alla fine, lui le sborro in bocca. Poi, come si erano spogliati, si rivestirono. Sorseggiarono ancora un po’ di bollicine e lui se ne andò. Quando entrai in casa, mi disse:“Cazzo, come ho goduto! Ora tocca a te: leccami culo e fica!”Presi a leccare, sapeva di tutto e di più! Di sborra di lui e sapore di lei. Mi spinse di lato, mi guardò negli occhi e mi chiese delle mie impressioni.“Mi volevi così troia? O di più? Dai, cornuto, leccami bene!”

Quelle parole, invece di darmi fastidio, mi eccitarono. Aveva sia le chiappe, che le tette, ancora con i segni infertili da Franco, ma poi volle scopare anche con me e volle che le sborrassi in fica.Questa è stata la prima di un’infinità di volte che ho visto mia moglie scopar con lui e poi, ci fu anche una volta con lui e tre suoi amici, ma questa è già un’altra storia.

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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!

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