Ultimo senso ‘l’olfatto’
Luogo imprecisato della Sicilia’ Tutt’intorno, terra, cielo, mare’
Mattina presto del 15 di ottobre dell’anno del Signore 2002
Superato lo choc iniziale, ripongo in macchina la pergamena e corro ad abbracciarti.
Che strano: piove a dirotto eppure quasi non fa freddo!
Nessuna parola, nessuna spiegazione tra noi: i nostri corpi si intrecciano in un attimo e si cercano. Le mie labbra cercano avide la tua bocca.
Ti stringo forte e subito l’odore del tuo corpo mi travolge. Adesso capisco perché hai voluto che ci rivedessimo in questo luogo ed in questo modo: la pioggia che cade ha liberato nell’aria mille fragranze e, allo stesso modo, dal tuo corpo bagnato sublimano altrettanti profumi.
Mi fermo e ti guardo ancora una volta: il tuo sguardo non ha perduto il suo antico potere su di me, sei sempre bellissima! Poi, un cenno dei tuoi occhi e due sole sillabe: ‘Di là’.
Ti prendo in braccio e, senza pensarci neppure un attimo, sparisco con te tra gli alberi nella radura. Qui la pioggia filtra appena, un surreale silenzio ci avvolge. Sulla terra, in uno spiazzo riparato dalle fronde degli alberi, scorgo d’un tratto una coperta: hai pensato proprio a tutto, come ogni volta!
Ti adagio sulla coperta e mi inginocchio davanti a te.
Subito le tue mani si muovono nervose sul mio corpo – lo cercano, vogliono toccarlo, possederlo! Ti sollevi, mi liberi rapidamente degli indumenti e lasci scivolare la lunga tunica di lana ai tuoi piedi’
‘Sento il profumo della pioggia, intenso, penetrante, selvaggio. Sento l’odore della terra bagnata, della mia pelle. Sento le gocce cadere attutite dalle foglie e fredde le sento scivolare lentamente sul mio corpo. Nuda, spogliata davanti a te.
è il mio desiderio che sento, il nostro gioco, l’ultimo senso.
Indietreggio di un passo, l’erba bagnata sotto i miei piedi, un brivido freddo lungo il mio corpo. Mi piace come mi sento, mi piace quello che sento.
Chiudo gli occhi e respiro a fondo. Istinto naturale.
Avanti vieni.
Mi avvicino e mi attacco al tuo corpo. Bagnati, incollati, eccitati.
Rallento il respiro.
Intreccio le mie dita alle tue e stringo, stringo rubando il profumo della tua pelle, del tuo torace. Le mie guance lo accarezzano piano e piano scendono sfiorando il tuo ventre.
Voglio il tuo profumo’
‘Le tue dita tra le mie dita, il mio corpo pericolosamente incollato al tuo corpo’
Sento su di me le tue mani, scivolano piano ed assorbono minuscole gocce di pioggia direttamente dalla mia pelle. Percepisco il profumo del tuo alito, mi scalda il vapore che proviene dalla tua bocca. Sei calda, silvestre, sei simile ad un animale indomito splendidamente immerso nella natura, immobile tra le foglie e la terra, stordito dalla fragranza di mille profumi’
Mi eccita il tuo odore, che colgo mischiato a quello della natura circostante. C’è qualcosa di meraviglioso e violento in tutto questo. Avverto nel corpo una smania incontenibile’ Ti attiro a me e comincio a giocare con i tuoi capelli’
‘Le tue dita s’intrecciano fra i miei capelli e piano mi chino davanti a te, in ginocchio.
Resto così, ferma, immobile, in silenzio e cerco i tuoi occhi. Ti stringo e ti spingo contro di me. Ti voglio. Voglio il tuo odore su di me.
Respiro a fondo e rubo ogni attimo, respiro a fondo e calda ti regalo la mia eccitazione.
Un solo senso e tutti gli altri insieme. Il gioco, il tuo corpo, noi.
Respiro ancora, di nuovo e mi perdo nel vortice sconvolgente che tu mi hai regalato. Un solo istante, un attimo e perdo il controllo, il pensiero.
Istinto.
Affondo il mio viso contro il tuo corpo e le mie unghie nella tua carne. Il tuo corpo si tende, un gemito strozzato e stringo di più. Attimi’
‘Ti guardo mentre ti tengo stretta.
La mia bocca scivola caldissima sulla tua pelle, segue anche la più piccola linea del tuo collo. Lascio scivolare su di te la mia lingua’ cerco il tuo seno, i tuoi capezzoli’
Li trovo e li tengo in bocca alternativamente, li mordo piano, li succhio, li gusto: sanno di te e di acqua di cielo. Odorano di te e della natura intorno’
Sento sul mio viso i battiti crescenti del tuo cuore, sento dentro di te farsi pesante il respiro’
‘Ecco, di nuovo il mio respiro. Caldo, morbido sensuale.
Le mie braccia non stringono, ma semplicemente abbracciano. Le mie mani non affondano, ma semplicemente accarezzano. Mi risollevo lentamente e lentamente ritrovo i tuoi occhi.
Un brivido e per un momento il mio corpo si scuote, mentre le tue braccia mi cingono in un abbraccio accogliente, rassicurante, caldo. Sento la mia pelle aderire alla tua e i miei seni morbidi schiacciarsi contro di te. Mi abbandono al tuo abbraccio e mi perdo, inconfondibile, nel profumo del tuo profumo.
Voglio fare l’amore con te. Vieni avanti.
Sono i miei occhi a dirtelo, le mie labbra a sussurrartelo. Voglio le tue mani e la tua bocca, la tua pelle e i tuoi respiri. Di nuovo e ancora, gioco infinito.
Adesso’
‘Ascolto i tuoi sussurri, percepisco il tuo desiderio, sento crescere la tua passione.
La coperta è sotto di noi ed il grande albero nella radura ci protegge e non ci protegge dalla pioggia che cade. Allungo le gambe e mi dispongo seduto con le spalle contro l’albero’ le mie mani sul tuo corpo ti chiedono di sistemarti su di me a cavalcioni.
Mi abbracci e capisco che stai premendo le tue unghia sulla corteccia del grande tronco bagnato’
Di rimando, appoggio le mie mani sui tuoi fianchi e la tua pelle si arrende dolcemente alla pressione delle mie dita. Ti guido lentamente sul mio sesso durissimo.
Osservo i tuoi occhi semisocchiusi, il tuo sguardo di sfida, la tua espressione di intenso piacere. Ti osservo, e lentamente osservo affondare la mia carne nel tuo ventre.
Ti tengo stretta per i fianchi e continuo a guidarti, assaporo le oscillazioni del tuo corpo, perdo il mio viso nell’incavo del tuo seno.
è una danza misteriosa quella che conduci sopra di me. Una danza bagnata dai tuoi umori e dai miei umori, quasi un rito propiziatorio nel bel mezzo di un temporale d’autunno!
Stringi i denti rimanendo aggrappata al grande albero’ Stringo le mie mani sulla tua schiena e affondo con forza dentro di te.
La terra sa di antico’ Ci asseconda e ci protegge con i suoi odori primordiali.
Sei un batuffolo di passione tra le mie braccia, il tuo corpo ed il mio corpo si fondono battezzati dalle minuscole gocce che giungono dal cielo’
Poi le mie lacrime – calde, salate – che si perdono sulla tua pelle e scivolano sulla coperta sotto di noi.
