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Erotika
Il Piacere del Templare · Cap. 5
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Capitolo 5 di 6 10 min di lettura

Piacere a Palermo

Salgo in ginocchio sul letto dove sei rimasta muta e accovacciata e, scosso da violente pulsazioni, inondo di calda rugiada il tuo volto.

Giovanna Esse
8 mesi fa · 329 letture · 0

In volo da Parigi a Palermo, notte tra il 14 ed il 15 di ottobre dell’anno del Signore 2002

 

Poche persone questa notte su questo aereo.

 

Da qualche minuto, fuori ha cominciato a piovere ed allora il pilota si è portato ad una quota più alta, per evitare il temporale. Ogni cosa, al di là dello spesso vetro del piccolo oblò, appare nera come l’inchiostro.

 

Chi era quel vecchio che mi ha tenuto d’occhio dentro la cattedrale senza che mai me ne accorgessi? Possibile che sapesse cosa stavo cercando? e che abbia voluto rivelarmi la chiave di un arcaico enigma?

 

La piccola pergamena è sigillata all’interno di una busta di plastica trasparente’ La guardo ancora, questa volta tenendola tra i miei occhi e la luce delle lampade nel corridoio, quasi cercassi un segno che mi dia la certezza della sua autenticità. Ed ecco che scopro qualcosa’

 

La pergamena non è solamente vergata in una strana lingua, ma presenta, incisa come in filigrana, una specie di mappa o di costellazione. Rabbrividisco: sì, c’è qualcosa di autentico in questa pergamena!

 

Non vedo l’ora di acquisirla con lo scanner ed analizzarla con il pc. A questo punto, ogni speranza è riposta in quel software potentissimo sulle lingue medievali che, se tutto andrà bene, in pochi secondi mi fornirà una corretta traduzione e, forse, anche ‘l’agognata risposta!

 

Ripongo accuratamente la preziosa reliquia all’interno della piccola valigetta che ho tenuto con me sull’aereo. Ho bisogno di rinfrescarmi. Mi alzo e vado alla toilette.

 

è vero, vorrei portare con me la valigetta, ma darei troppo nell’occhio! E poi, in questo settore dell’aereo c’è pochissima gente, pochi volti ed espressioni assolutamente rassicuranti. Lascio così la valigetta e vado.

 

Nello spazio angusto della toilette, mentre mi sto sciacquando le mani, d’un tratto scorgo l’immagine del mio torace riflessa sul vetro appeso sopra al lavabo. Mi soffermo e penso. Penso ancora una volta a quella notte, quando ti ho offerto in dono questa, ed altre immagini del mio corpo per il piacere dei tuoi occhi’

 

Ricordo che il nostro gioco era ormai sul finire, quando, variando per la prima volta la regola di estrarre il bussolotto dalla scatola, mi hai chiesto espressamente ciò che desideravi’

 

Allora ti ho abbracciata e ti ho sistemata sul letto, tra i cuscini morbidi ed avvolgenti, e mi sono spostato sulla poltrona, per obbedire alla tua richiesta’

 

‘meravigliose’

 

‘Perdo il mio sguardo dentro lo specchio della toilette: ne rimango quasi ipnotizzato, ed eccomi nuovamente sulla poltrona, le braccia comodamente distese sui braccioli.

 

Ad un passo da me, tu te ne stai languidamente accovacciata tra i cuscini sopra il letto.

 

Rimango fermo qualche istante ad osservarti, ad ascoltare lo scoppiettio della legna nel camino. So quello che desideri da me, so che adesso vuoi ‘vedermi’.

 

Divarico leggermente le gambe e mi lascio scivolare appena, lentamente sopra la poltrona. Quindi sollevo le braccia, porto le mie mani dietro la nuca ed inarco la schiena, come a voler tendere il più possibile le mie membra.

 

Mi rilasso e torno ad osservarti.

 

Le mie mani si spostano adesso sul mio collo, lo accarezzano, lo stringono morbidamente per regalargli un tenue massaggio tonificante. Poi si insinuano al di sotto della camicia di flanella, la destra verso sinistra e la sinistra verso destra, in modo da avvolgere in uno strano abbraccio il mio torace.

 

Non mi disturba sentire le mie stesse mani sul mio corpo, il fine è comunque nobile: procurare il piacere della tua vista! Socchiudo languidamente gli occhi e pizzico leggermente con le unghie i miei capezzoli. Sul palmo, sento immediatamente la muscolatura tendersi’ brividi di piacere scendono veloci lungo il mio corpo’

 

Riporto le mani verso l’alto e le soffermo un istante sopra i bottoni della camicia. Lentamente, sbottono uno ad uno soltanto i primi tre, giusto per offrirti appena la vista del mio torace glabro ed atletico. Ti guardo appena, di traverso per cogliere le tue sensazioni. Sembri incuriosita, ed eccitata dello spettacolo che hai di fronte!

 

Allora sbottono ancora qualche bottone, fino all’ultimo, quello in corrispondenza del quale la camicia sparisce misteriosa all’interno dei pantaloni’

 

Distendo le braccia verso l’esterno e porto in avanti il mio busto. Vedo i tuoi occhi seguire con attenzione ogni piccolo rilievo del mio torace: prima i capezzoli, piccoli e duri, poi la linea sottile che, partendo dal plesso solare, attraversa virilmente gli addominali. Il tuo sguardo si posa, quindi, sul mio ombellico’ Una peluria appena accennata lo circonda e si estende più folta ed invitante verso il basso, fino a sparire anch’essa, come la camicia, dietro la cintura di cuoio vecchio.

 

Respiro profondamente, voglio che osservi la discreta muscolatura del mio corpo tendersi e rilassarsi alternativamente. Poi stringo tra le mani la camicia agli angoli e, lentamente, comincio a sfilarla da dentro i pantaloni.

 

è un movimento che eseguo con calma, aiutandomi con lievi oscillazioni del bacino. Ciò mi porta a sollevarmi leggermente dalla poltrona e a sospingere in avanti la mia virilità. Ti piace vedermi far questo!

 

La camicia, finalmente, è tutta fuori dai pantaloni.

 

Mi rilasso di nuovo sulla poltrona e gioco con il mio corpo. Faccio scorrere le mani sulla discreta muscolatura dei pettorali, quindi sul mio ventre piatto. Poi le insinuo con calma nell’apertura delle maniche e mi libero completamente della camicia.

 

Comincio a sollevare un’altra volta il bacino. Il tuo sguardo si concentra adesso esclusivamente sul mio sesso.

 

Per tutto il tempo in cui sei rimasta a toccarti sul letto, è rimasto duro ed ha continuato a premere con forza al di sotto dei pantaloni. Adesso, disteso all’inverosimile nello spazio angusto dei boxer di cotone elastico, non è altro che una sagoma meravigliosa per i tuoi occhi.

 

Le mie mani sono ferme sul mio ventre, carezzano languidamente la cintura. D’un tratto, cominciano a sfibbiarla’

 

Ti guardo e non ti guardo’ il mio respiro diventa profondo ed il mio torace oscilla ritmicamente, su e giù’ Le mie mani sono adesso sull’unico bottone in alto nei pantaloni, laddove la lampo comincia la sua corsa. Prima di toglierlo dall’asola, sposto ancora una volta le mie mani sulla patta gonfissima: ecco, sto stringendo con forza il mio sesso, te ne mostro la sagoma terribilmente viva e misteriosa!

 

Sbottono i pantaloni’ con le mani allontano lentamente i due lembi di stoffa che ricoprono la parte alta delle mie gambe e subito ecco la lampo cominciare a scendere verso il basso. Ma, ad un certo punto – maledizione! -si blocca. La sua corsa è stata rallentata dalla protuberanza del mio sesso, che continua a premere verso l’esterno.

Prima di andare avanti…

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