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Pornocchio: storia di un pupazzo dal cazzo di legno · Cap. 1
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Capitolo 1 di 2 12 min di lettura

Da nasone a cazzone

Creato Pinocchio da un pezzo di legno, Geppetto innesca una lunga catena di tragici eventi: era meglio se quella sera si tirava una sega.

Giovanna Esse
1 anno fa · 532 letture · 0

C’era una volta in un paesino lontano un vecchio che si arraqngiava a fare un po’ di tutto, soprannominato Ciliegia dalle poche puttane del posto per via del fatto che aveva la capocchia del cazzo sempre rossa come il fuoco. Un giorno, mentre sta lavorando un pezzo di legno bello grosso, per farne un fallo di non meno di 30 centimetri, visto che il porcellone era bisex e non disdegnava prenderlo nel culo, ma visto che in paese c’erano solo puttane ma neppure un trans, decise di farsi questo bel pescione per godere da solo durante il lungo inverno in arrivo.

Fatto sta che quando inizia a piallare la mazza sente provenire dal tronchetto la richiesta di non fargli il solletico. Il poveretto, terrorizzato, sviene dalla paura.

Dopo un po’ si riprende svegliato dai colpi alla porta di un suo vicino, un altro vecchio pensionato sporcaccione, chiamato Geppetto. quest’ultimo probabilmente ha avuto la stessa idea ed è alla ricerca di un pezzo di legno, ma per non confessare che gli serviva un cazzo per incularsi da solo, pensa bene di costruirsi una marionetta, con la scusa di usarla nelle Sagre di paese per recuperare un po’ di elemosine. Inoltre, e questo sarà il suo grande segreto, costruirà a parte 3 o 4 nasi di legno levigato, che si possono avvitare e svitare sulla testa del pupazzo, in questo modo potrà portarlo in pubblico con un bel nasino, grazioso e innocuo, mentre la sera nel segreto di casa sua, potrà innestare gli altri cazzi, uno dopo l’altro per arrivare dolcemente alla massima penetrazione anale.

Ciliegia, ricordando quello che era accaduto poco prima sarebbe ben felice di fare bella figura con il vicino e, allo stesso tempo, liberarsi di quel tronco magico che gli faceva paura solo a guardarlo. Purtroppo le cose non sono così semplici, perché il maledetto pezzo di legno si burla di Geppetto e lo chiama “ricchione”. Ovviamente il falegname si offende e va su tutte le furie e, visto che non poteva immaginare che era stata la mazza a parlare, se la prende con Ciliegia e se le suonano di santa ragione.

“Brutto frocio succhiacazzi” dice Geppetto a Ciliegia, e poi pugni e calci che volano… “Sei tu che fai i pompini ai ragazzi nel cinema” ribatte l’altro, insomma alla fine dopo che essere crollati per le botte, si accordano da buoni amici e per dimostrare che nessuno è migliore dell’altro, si tirano una sega l’un l’atro per sancire la pace con una sborrata comune sul pezzo di legno incantato. Questo, offeso e sporco di sperma, inizia a dire parolacce, ma credendo in uno scherzo di cattivo gusto, Geppetto si prende quel coso e se lo porta a casa sua.

Tornato a casa, Geppetto scolpisce la sua marionetta, ma mentre si reca in bagno per guardarsi l’ano allo specchio, in modo da stabile le misure dei dildo amovibili che doveva approntare, resta sconvolto quando il pupazzo prende vita e fugge per le strade.

Non molto dopo un carabiniere ferma Pinocchio che essendo un bugiardo congenito dice che è scappato da Geppetto perché era pedofilo che si faceva le seghe e gli sborrava in faccia, come prova mostrò all’ufficiale le macchie di sperma rimaste dopo le porcate dei due ignari falegnami. Così Geppetto finisce in galera.

Pinocchio torna a casa sua per godersela e non fare un cazzo, dove un Grillo parlante lo sgrida e lo ammonisce dicendo che i ragazzi bugiardi e sfaticati finiscono nell’ignoranza e al massimo possono partecipare al Grande Fratello, una vera stronzata che la gente guarda in TV. Pinocchio si rompe i coglioni di senitre la lagna di quello scassacazzi e lo schiaccia con un martello.

Il maleducato ragazzaccio però ha fame, rimpiangendo di non aver ascoltato il Grillo, è costretto a mendicare del pane nel paese vicino. Ma riesce a ottenere ben poco, anche perché inizia un temporale e nessuno gli apre la porta.

Non gli resta che ritornare alla casa, si mette a riposare di fronte a della brace accesa, purtroppo si sveglia la mattina seguente con i piedi bruciati, era troppo vicino al fuoco, l’incauto. Per sua fortuna Geppetto è intanto tornato dal carcere, allora Pinocchio racconta che è stato il gatto a mangiargli i piedi e poi mangia la colazione di Geppetto. L’uomo è spinto a compassione ma nemmeno vuole perdere l’occasione

così crea due nuovi piedi a Pinocchio e gli dice: “Anche se ormai ti considero un figlio, non posso dimenticare che mi hai fatto passare per pedofilo, quindi adesso che sei in debito devi darmi una mano, visto che sono molto arrapato!”

Così si porta pinocchio in camera da letto e, uno dopo l’altro gli monta i tre bellissimi cazzi torniti, per dilatarsi di volta in volta il buco del culo. Pinocchio si lamenta:

“Ma diavolo, perché devi incularti col mio naso? Non potevi un bel cazzo direttamente tra le cosce… che così mi tocca sentire la puzza della merda che ti esce dal culo, vecchi checca!”

“Va beh, non ti lamentare che ho quasi finito” e visto che gli stava proprio dietro si uscì il dildo dal culo, si voltò e mise il cazzetto in bocca al burattino, sborrandogli in gola senza preavviso.

Pinocchio, tossi e si incazzo, ripromettendosi di fargliela pagare.

Una volta sfogato il suo desiderio, il buon Geppetto, preparò pinocchio e lo mandò a scuola.

Sulla via, Pinocchio si imbatte però nel Gran Teatro dei Burattini Porcellini, una specie di circo itinerante dove, dopo le 9 di sera, le burattine si cambiavano e si truccavano, diventando sia porno attrici che puttane, per chi era disposto a pagare.

Pinocchio incuriosito vende i libri e si paga un biglietto per entrare.

Le marionette dello spettacolo, vedendo che Pinocchio era uno di loro, lo invitano a salire sul palco ma Mangiafuoco, il burbero proprietario del Teatro, minaccia di punirlo per aver interrotto lo spettacolo per bambini. Gli promette di salvargli la vita se parteciperà come attrazione allo spettacolo notturno, quello prono per intenderci.

Quella notte, dato che pinocchio si era portato dietro i vari cazzoni intercambiabili, fece veramente uno spettacolo indimenticabile, un orgia piena di fantasia che mandò in estasi sia le marionette in reggicalze e calze a rete, ma senza mutandine, che il pubblico pagante… infatti tutti i signori e le signore intervenute iniziarono a tirarsi delle gran seghe e dei profondi ditalini.

Pinocchio, dal canto suo, chiavava con le “ragazze” in maniera superlativa… per alcune riusciva a chiavarle col naso del viso ma intanto con la mano le ficcava un cazzo ancora più enorme su per il culo. Con altre 3, invece, si esibì con le due mani ficcate nelle fesse delle marionette, mentre al centro, si chiavava col naso il culo di Colombina.

Quella notte memorabile, scese talmente tanta sborra sul pavimento che dopo si scivolava.

La mattina dopo, Mangiafuoco regala cinque monete d’oro a Pinocchio perché torni a casa da Geppetto, ma con la promessa che al prossimo giro nel paese avrebbe replicato le sue gesta sessuali.

Però poi, sulla strada del ritorno, il Gatto e la Volpe, due esperti ricottari e addentro al mercato dello schiavismo sessuale, convincono il burattino a investire le monete nel paese dei Barbagianni, dove c’è un campo, detto dei Miracoli, dove ci sono delle donne vere e bellissime che gli daranno 10 volte tanto per vederlo danzare.

I tre si fermano all’Osteria del Gambero Rosso, dove il Gatto e la Volpe si fanno offrire una cena luculliana e ubriacano Pinocchio, che è astemio. Quella notte stessa lo caricano in macchina e lo portano al famoso campo, dove in realtà c’è un giro eccezionale di prostituzione minorile. Così legano Pinocchio a un cavalletto e lo offrono ai pedofili come attrazione unica. Il burattino sogna di treni che entrano in galleria e di grossi fastidi al culetto… in realtà mentre è drogato, gli togono le mutande e lo fanno inculare da oltre 100 depravati, inoltre tantissimi usano la sua testa, alcuni si inculano sul suo nasone, altri gli sburrano in bocca senza ritegno.

Prima di andare avanti…

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