Scrivere racconti erotici per passione è un passatempo sempre più apprezzato dagli adulti.
Spesso la fantasia aiuta proprio a restare fedeli al partner, piuttosto che tradirlo. È l’occasione perfetta per raccontare un sogno proibito, un desiderio irrealizzabile nella vita quotidiana, oppure per rivivere – e godersi in modo diverso – avventure del passato che all’epoca vennero vissute in modo superficiale o complicato.
Molti iniziano per gioco, per provare o per mettere nero su bianco un pensiero audace… poi, per fortuna, c’è chi si appassiona davvero, scopre il piacere di avere lettori e decide di trattarli con rispetto e amore.
È così che l’hobby diventa passione. I consigli per noi scrittori amatoriali sono semplicissimi.
Se vuoi farlo... inizia a farlo bene
Prima di tutto: esercitarsi. Scrivere e riscrivere. Non tutti i testi saranno capolavori, ma la mente si abitua a correggersi, a evitare quegli errori banali che rompono l’incanto.
Scrivere con rispetto per il lettore: che sia uno o un milione, se vuoi eccitarlo devi dare il massimo. È una sfida con te stesso.
Spontaneo ma non scontato
Nell’erotico la spontaneità vince sulla complessità. Nei racconti brevi siate chiari: non dilungatevi troppo, ma non siate nemmeno asettici. Date abbastanza dettagli per far viaggiare immaginare.
Per i romanzi invece: fate una trama a grandi linee su un foglio, segnatevi nomi, età, professione, carattere e ruolo dei personaggi. Ispiratevi agli scacchi: ogni pezzo ha la sua funzione. Oppure agli Arcani maggiori dei Tarocchi: con un po’ di studio scoprite un vero e proprio villaggio di archetipi.
Terminate ogni capitolo con un piccolo mistero, un segreto o una promessa: il lettore vorrà sapere cosa succede dopo.
Sia in un racconto che in un capitolo, la storia erotica è un crescendo – proprio come un rapporto sessuale o un brano musicale: si parte adagio, con preliminari arguti e attrazione sottile, poi gli approcci si fanno diretti, fino all’apoteosi dei sensi, all’orgasmo condiviso e alla soddisfazione profonda.
Buona fortuna e buona scrittura, amiche e amici di tastiera!
Come esercizio vi sottopongo alcuni esempi di crescendo finale, adatti a ogni titpo di necessità e di stile
Esempio 1 – Livello soft/romantico (ideale per racconti "vaniglia", magari parte di un Fantasy o di un Romance)
La stanza era illuminata solo dalla luce fioca della lampada sul comodino. Lei era seduta sul bordo del letto, le gambe accavallate, il vestito che le scivolava appena sopra il ginocchio.
Lui entrò piano, chiuse la porta senza far rumore. I loro sguardi si incrociarono per un secondo di troppo. Nessuno parlò. Poi lui si avvicinò, ma lento. Si fermò a un metro da lei e lei alzò il viso, le labbra socchiuse.
«Posso?» sussurrò lui, sfiorandole solo il dorso della mano con le dita. Lei annuì, impercettibilmente. La mano di lui salì lungo il braccio, lasciando una scia di brividi. Quando arrivò alla spalla, lei inclinò la testa, offrendo il collo. Lui si chinò, il respiro caldo contro la pelle.
Non la baciò subito: prima inspirò il suo profumo, poi posò le labbra lì, leggerissime, come una carezza.
Il cuore di lei batteva forte, lo sentiva nelle orecchie. Le mani di lui scesero sui fianchi, stringendo piano il tessuto del vestito. Lei gli afferrò la camicia, tirandolo più vicino. Il bacio arrivò dopo un'eternità di attesa: lento, profondo, lingue che si sfioravano come per conoscersi di nuovo. (Qui il crescendo continua: mani che esplorano sotto i vestiti, respiro affannoso, corpi che si incollano... fino al culmine.)
Esempio 2 – Livello medio (più fisico, tensione palpabile – buono per racconti classici etero o lesbo)
Erano sul divano da ore, a chiacchierare di tutto e niente, ma l’aria era già carica. Ogni volta che lei rideva, lui le sfiorava il ginocchio "per caso". Ogni volta che lui parlava, lei si mordeva il labbro inferiore senza rendersene conto.
A un certo punto lei si alzò per prendere un bicchiere d’acqua. Lui la seguì con lo sguardo, notando come i jeans le fasciassero i fianchi. Quando tornò, invece di sedersi al suo posto, si fermò in piedi davanti a lui.
«Hai caldo?» gli chiese, con un mezzo sorriso malizioso. Lui annuì, gli occhi fissi sul suo décolleté che si alzava e abbassava un po’ più in fretta. Lei si chinò lentamente, posandogli le mani sulle spalle. Lui alzò le mani sui suoi fianchi, stringendo appena.
Il primo bacio fu urgente, quasi affamato.
Lei gli salì in grembo, le gambe aperte a cavalcioni. Si baciarono con foga, lingue che danzavano, mani che scivolavano sotto le magliette. Lui le accarezzò la schiena nuda, scendendo fino al fondoschiena, stringendo le natiche per tirarla più contro di sé. Lei gemette piano nella sua bocca, sentendo l’eccitazione di lui premere tra le sue cosce.
Le mani di lei scesero, slacciandogli la cintura con dita tremanti. Lui le sfilò la maglietta in un gesto fluido, baciandole il collo, i seni, succhiando un capezzolo fino a farla inarcare.
Il ritmo accelerò: vestiti che volavano via, pelle contro pelle, gemiti che si mescolavano al suono dei loro corpi che si cercavano...
Esempio 3 – Livello più intenso/hot (per chi vuole spingere, ma sempre con emozione)
La doccia era già aperta quando lui entrò in bagno. Lei era sotto l’acqua, schiena rivolta alla porta, i capelli bagnati appiccicati alla pelle.
Lui si spogliò in silenzio, entrò dietro di lei. Non disse nulla. Le mani gli scivolarono sui fianchi bagnati, salendo piano verso i seni.
Lei si appoggiò al muro, sospirando quando lui le strinse i capezzoli già duri, come in un gioco quasi infantile.
Il sapone profumato scivolava tra loro mentre si insaponavano a vicenda: lei gli accarezzò il petto, scendendo piano verso l’addome, poi più in basso, stringendo piano il suo pene già quasi del tutto eretto; gemette, premendosi contro di lei. Le sue dita scesero tra le sue cosce, trovandola già bagnata – e non solo per l’acqua.
La accarezzò piano, cerchi lenti sul clitoride, poi un dito che entrava, poi due.
Lei si morse il labbro per non urlare, le gambe che tremavano. Lui la girò, la sollevò contro le piastrelle fredde.
Le gambe di lei gli cinsero i fianchi quando le entrò in corpo deciso, costringendola a un gemito forte.
Si mossero insieme, prima piano, assaporando ogni centimetro dell'altro, poi sempre più veloci, più forte.
L’acqua scrosciava sui loro corpi mescolandosi al sudore, i gemiti si perdevano in quel rumore.
Quando lei venne, stringendolo dentro di sé con spasmi violenti, lui la seguì subito dopo, affondando con il cazzo un’ultima volta, con un grugnito roco.
